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Cicoria | Cichorium intybus

La cicoria comune è una pianta erbacea, perenne con vivaci fiori di colore celeste, appartenente alla famiglia Asteraceae è comune in tutta l’Italia (meno frequente sul versante centrale del Tirreno e al sud); si può trovare ovunque.

La famiglia delle Asteraceae (o Compositae,) è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in quasi 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie. Il genere di questa pianta (Cichorium) comprende una decina di specie di cui quattro sono proprie della flora italiana.

In cucina l’utilizzo più frequente è quello delle foglie nelle insalate (fresche o cotte). Per evitare l’eccessivo gusto amaro le foglie vanno raccolte prima della fioritura o va eliminata la parte più interna. La radice della pianta se tostata diventa un ottimo succedaneo del caffè (pratica effettuata durante i periodi di crisi di approvvigionamento del caffè, come durante l’ultima guerra). La radice inoltre, se bollita, rappresenta una buona alternativa alimentare per il diabetico (l’inulina viene sopportata meglio dell’amido).

Anche se oggi questo alimento è messo in secondo piano, non va dimenticato che in passato era molto più utilizzato come ad esempio «pane e cicoria ripassata». Attualmente la maggioranza dei piatti preparati con la cicoria rientrano nella categoria dei «piatti tipici regionali», mentre in Puglia si aggiunge al purè di fave.

Oltre ad essere leggera e ricca di vitamine e fibre, la cicoria è ricca di minerali come il potassio, calcio, fosforo, sodio, magnesio, ma anche zinco, rame, ferro, selenio e manganese. Nelle radici sono presenti sostanze amare, ma anche zuccheri (destrosio, levulosio e pentosipentoso), colina, inulina, potassio (poco), calcio e ferro; è presente inoltre acido dicaffeiltartarico (e altri derivati dell’acido caffeico).

Per scopi medicinali si raccoglie la radice durante tutta l’estate e le foglie prima della fioritura. La polpa della radice può essere utile per alcune infiammazioni (proprietà antiflogistica). Per quanto riguarda le proprietà curative, in generale la cicoria stimola le funzioni, tramite depurazione e disintossicazione, dell’intestino, del fegato e dei reni grazie alle proprietà digestive, ipoglicemizzanti, lassative, colagoghe (facilita la secrezione biliare verso l’intestino) e cardiotonica (regola la frequenza cardiaca). Dai fiori si possono estrarre dei liquidi utili per curare alcuni tipi di oftalmie.

La cicoria è controindicata in caso di gastrite o di ulcera peptica: la generosa presenza di inulina la rende sconsigliata in caso di fermentazioni intestinali abbondanti.

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