Tendenze

Cibi di tendenza o di commistione: Snunch, Slunch, Brunch

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Cosa si intende col termine:

  • Snunch

Il termine non rende in egual modo in italiano: è l’unione delle parole snack (merenda) e lunch (pranzo). Non si tratta di una novità, ma di un’abitudine che ha preso piede tra chi non ha tempo di fermarsi per mangiare mentre lavora, soprattutto in ufficio o collegato da remoto.

I pasti non vengono saltati, ma trasformati in tanti spuntini nutrienti e bilanciati nel corso della giornata lavorativa.

Sempre più utilizzate anche per arricchire e insaporire piatti della tradizione sono le alghe. Il loro sapore è molto sapido e marino.

Utilizzati sono i semi di chia per preparare anche golosissimi dolci sani e al bicchiere, il frutto del baobab, la physalis (alchechengi peruviano o ribes del Capo) e lo yaupon, una pianta ricca di caffeina tipica del Nord America, tradizionalmente impiegata per la produzione di tisane ma ormai utilizzata anche nei cocktail.

  • Slunch

Secondo l’Enciclopedia Treccani, il termine viene dall’ingl. slunch, composto dai s. s(upper) (“cena”) e lunch (“pranzo”). Si tratta di una sorta di merenda che sostituisce il pranzo e precede (o sostituisce) la cena.

In altri termini, «slunch» indica il pasto che si consuma quando è troppo tardi per il pranzo, ma troppo presto per la cena, cioè «all’ora che si desidera», senza limiti. E’ l’ideale per quelle persone che saltano la colazione di mezzogiorno, e che non riescono a stare senza mangiare fino a sera. Anche se il concetto sembra un po’ strano e artificioso, lo «slunch», in realtà, riempie un vuoto nello stomaco (Stampa, 12 novembre 2004, p. 48, Speciale)

Vengono proposti piatti veloci ma raffinati in 4 fasce: breakfast, poi brunch con verdure e formaggi alla piastra, tè con amene bevande, infine slunch per chi va al cinema e ne esce. (Antonio Corbo, Repubblica, 6 gennaio 2011, Napoli, p. 7).

  • Brunch

Il termine nasce dalla fusione di due parole, breakfast e lunch, colazione e pranzo in inglese, e il brunch (chiamato anche nell’italiano colloquiale è colanzo, seppur con minor frequenza) è proprio ciò che indica la parola, ovvero un pasto consistente in una commistione tra prima e seconda colazione anglosassone, consumato solitamente a metà o tardo mattino.

Le origini vanno ricercate nell’Inghilterra vittoriana (1838-1901), allorché i nobili cacciatori inglesi che la domenica si dedicavano al loro hobby, dopo la battuta di caccia, amavano deliziare i loro palati con una ricca colazione in un orario più vicino a quello del pranzo.

La moderna tradizione del brunch nella cultura di massa nasce tuttavia negli Stati Uniti d’America intorno agli anni 30 del XX secolo.

Il pasto viene servito generalmente tra le 11:00 e le 15:00, ed è composto da tutti gli elementi tipici di una colazione dolce, con l’aggiunta di carni fredde, salumi, formaggi, torte (dolci o salate) o frutta. Il brunch è tipico della domenica, quando ci si alza più tardi del solito e non si ha voglia di aspettare fino all’ora di pranzo per mettere qualcosa sotto i denti.

Un brunch può consistere di tutti gli elementi tipici di una colazione all’inglese o all’americana, come bacon, uova, prosciutto e frittelle, più frutta e pasticceria varia; non possono mancare pancakes con sciroppo d’acero, cheesecakes, bacon con le uova, muffin dolci o salati, brownies al cioccolato e caffè all’americana; è altresì possibile proporre arrosti di carne bovina o bianca, gamberetti e pesce affumicato come salmone e aringhe, oltreché insalate di verdura.

Redazione amaperbene.it

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