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Camepizio | Ajuga Chamaepitys

Il camepizio (nome scientifico Ajuga chamaepitys (L.) Screb., 1774) è una pianta appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, che comprende circa 250 generi e quasi 7000 specie; è nota anche come canapicchio o iva artritica. Distribuita in Europa, Asia occidentale, Africa settentrionale, in Italia è comune soprattutto nei ampi di pianura e di collina; non arriva mai alla zona montana e alpina; l’habitat tipico per questa pianta sono i prati aridi, i pascoli e gli incolti; ma anche i campi e le colture.

E’ una pianta erbacea, normalmente annuale, pelosa-irta di circa 20 cm., prostrata alla base e fittamente fogliosa. Le foglie inferiori sono semplici lineari, quelle superiori sono talvolta divise in tre lacinie. I segmenti sono sottili e terminano all’apice con una punta acuta. I fiori di color giallo-vivo, inseriti nelle dense cime, di ca. 1 cm. di lunghezza, hanno un calice saldato molto peloso di forma tubolare, che alla sommità porta 5 denti acuti (calice attinomorfo).

La corolla è di colore giallo con labbro superiore sostituito da due piccoli dentelli, mentre quello inferiore è diviso in tre lobi, con punti e striature rossicce, ben evidenti, di cui il centrale più grande degli altri. I frutti sono composti da 4 nucole (tetrachenio), di forma ovali-oblunghi. In Italia è diffusa ovunque, anche nelle isole. Cresce negli incolti caldi ed asciutti e sulle pendici sassose da 0-1500 m.

Il nome generico (ajuga) deriva dal latino “abigere”, espellere, perché si credeva che aiutasse il parto secondo le vecchie interpretazioni o per le sue virtù emmenagoghe, conosciute fin dai tempi remoti. Si tratta di una parola composta da due termini: “a” che significa negazione, privazione e “jugum” che significa “giogo“. Probabilmente il nome vuole indicare l’assenza del labbro superiore nella corolla (altrimenti presente in altri generi delle labiate). Altri autori comunque danno etimologie diverse (vedi la voce del genere).

ll nome specifico (chamaepitys) deriva da due termini greci: “chamae” che significa “a terra, umile, strisciante” e “pitys” che significa “pino” e fa riferimento all’habitus basso simile a un piccolo pino, soprattutto per la somiglianza delle foglie. Il nome “chamaepitys” è stato usato da Teofrasto per una pianta di pino nano. Il nome scientifico della specie è stato definito per la prima volta da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, perfezionato successivamente dal naturalista germanico Johann Christian Daniel von Schreber (1739 – 1810) nella pubblicazione “Plantarum Verticillatarum Unilabiatarum Genera et Species – 24 (p. “xxiiii”).” del 1774.

La tradizione popolare attribuisce al Camepizio proprietà diuretiche (facilita il rilascio dell’urina), depurative, antigottose, emmenagoghe (regola il flusso mestruale), antireumatiche (attenua i dolori dovuti all’infiammazione delle articolazioni) ed epatoprotettive. E’ stimato soprattutto come antiartritico, atto a favorire l’eliminazione delle scorie azotate che si formano nell’organismo, tra cui gli acidi urici. Alcuni moderni autori asseriscono che ha anche proprietà emmenagoghe, cioè atte a favorire la fase mestruale.

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