Piante ed erbe

Asfodelo – Asphodelus microcarpus

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Asphodelus L., 1753 è un genere di piante della famiglia Asphodelaceae che comprende diverse specie erbacee, note genericamente con il nome volgare di asfodelo.

Il nome deriva dal greco “a” = non, “spodos” cioè cenere ed “elos” = valle, ovvero la valle di ciò che non è stato ridotto in cenere.  Questo perché i tuberi della pianta sono in grado di resistere al calore del fuoco; infatti gli Asfodeli sorgono spesso presso i terreni che hanno subito un incendio.

Pianta sacra per gli antichi Greci, erba degli eroi e della vita ultraterrena. Invero, i Greci usavano piantare Asfodeli sulle tombe, considerando i prati di Asfodeli il soggiorno dei morti. Anche per Omero l’Asfodelo era la pianta presente nel regno degli Inferi. In epoca Romana, venivano posti a dimora davanti la porta delle case di campagna, in quanto si pensava tenessero alla larga i sortilegi maligni.

Pianta eretta, bella e vistosa, alta fino 150 cm, è un’erbacea perenne.  Rustica e resistente, la sua fioritura resiste da marzo a maggio, periodo in cui abbellisce ampi spazi e panorami. Gli Asfodeli amano i prati soleggiati e sono invadenti nei terreni calcarei e nei pascoli, anche aridi; sono considerati infestanti dei pascoli, non molto graditi dagli animali.

Le radici tuberizzate, fusiformi o irregolari ricche in sostanza amilacee e pectiche, in periodi di carestia, sono state utilizzate come alimento.

Il fusto cilindrico è eretto e robusto, di colore verde e privo di foglie.

Le foglie si presentano sotto forma di una rosetta; sono radicali, grosse, strette e lineari, con l’estremità appuntita. Dal centro della rosetta emerge uno stelo nudo che porta una spiga di fiori più o meno ramificata secondo le specie. La spiga è generalmente alta un metro o più.

I fiori iniziano a sbocciare dal basso già all’inizio di marzo, essendo la pianta molto rustica e resistente alle condizioni avverse, e fioriscono tutto marzo e metà aprile. Abbelliscono il paesaggio, vengono visitati dalle api, specie se altri fiori scarseggiano a causa di condizioni meteorologiche. Hanno sei tepali (cioè non esiste distinzione visibile tra petali e sepali, che hanno la stessa forma e lo stesso colore). Nella maggior parte delle specie i tepali sono bianchi con una striscia scura al centro. I frutti sono piccole capsule di forma sferica, prima verdi, poi rossastre, i cui semi saranno pronti per la riproduzione in settembre.

Ha rizoma breve; la radice tuberosa è commestibile.

Distribuzione e habitat

La distribuzione naturale del genere Asphodelus ha un centro principale intorno al bacino del Mediterraneo (Europa meridionale e Africa settentrionale comprese le isole Canarie); si estende inoltre in Asia dal Medio Oriente fino all’India. È stato introdotto e si è naturalizzato anche in alcune parti del Nordamerica. In Italia la specie è molto diffusa in Sardegna, Sicilia e Isole minori.

Gli asfodeli amano i prati soleggiati e sono invadenti nei terreni montuosi con rocce affioranti e nei terreni soggetti a pascolo eccessivo, perché, al contrario di altre piante erbacee, le loro foglie si rigenerano in continuazione anche se vengono mangiate dagli erbivori. I caprini si cibano di foglie sia fresche che secche, a fine ciclo vegetativo; inoltre sono ghiotti dei frutti secchi. Il seme viene espulso ancora attivo con le deiezioni, e questo costituisce il mezzo principale di propagazione nelle aree dove è praticato il pascolo.

Il genere Asphodelus comprende le seguenti specie:

  • Asphodelus acaulis
  • Asphodelus aestivus
  • Asphodelus albus
  • Asphodelus ayardii & Maire
  • Asphodelus bakeri
  • Asphodelus bento-rainhaeSilva
  • Asphodelus cerasiferGay
  • Asphodelus fistulosus
  • Asphodelus gracilis Braun-Blanq. & Maire
  • Asphodelus lusitanicus
  • Asphodelus macrocarpus
  • Asphodelus ramosus
  • Asphodelus refractus
  • Asphodelus roseus Humbert & Maire
  • Asphodelus serotinus Wolley-Dod
  • Asphodelus tenuifolius
  • Asphodelus viscidulus

Usi

L’asfodelo è una pianta mellifera ed è bottinato dalle api: in Sardegna viene utilizzato per la produzione di un miele raro dal gusto delicato, perfetto come antinfiammatorio e antibatterico e per prevenire o coadiuvare i diversi malanni di stagione, come tosse o stati influenzali. Non solo, ha ottime proprietà dermatologiche e di purificazione dell’intero organismo.

Lo stelo del fiore secco raccolto in estate è un buon combustibile di iniezione per accendere il camino o le stufe a legna.

In alcune località della Sardegna con lo stelo dell’asfodelo si creano pregiati cesti artigianali da tempo utilizzati anche per la panificazione. Questi cesti anticamente erano parte indispensabile del corredo della sposa. La lavorazione tradizionale dell’asfodelo è particolarmente importante nei comuni di Ollolai (dove è presente anche un museo dedicato), Tinnura, Flussio e Urzulei.

Le foglie essiccate servono da mangime per animali.

Dalle radici si può ottenere alcol e una colla per sellai e legatori di libri.

Storia e letteratura

Per Omero (Odissea XI, 487-491; 539; 573) l’asfodelo era la pianta degli Inferi. Gli antichi Greci usavano piantarli sulle tombe, considerando i prati di asfodeli il soggiorno dei morti: infatti immaginavano il Regno dei Morti suddiviso in tre parti: il Tartaro per gli empi, i Campi Elisi per i buoni, ed infine i prati di asfodeli per chi era stato “né buono né cattivo”.  Anche in Sardegna resistono alcune tracce di tradizioni antiche che legano il culto dei morti alla pianta di Asfodelo.

Epimenide, considerato da alcuni uno dei sette sapienti, usava l’asfodelo (e la malva) per le sue capacità di scacciare la fame e la sete. Ce ne parla Plutarco nel “Convito dei sette sapienti”. La leggenda vuole che Epimenide grazie all’uso di radici e erbe non avesse bisogno di mangiare e che fosse vissuto 157 anni, come raccontato da Diogene Laerzio.

Nella sua “Ricerca sulle piante” Teofrasto afferma che le radici d’asfodelo sono commestibili.

Gli asfodeli sono citati, fra l’altro, anche nell’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam quale pianta non presente là dove ella (la pazzia) sarebbe nata (par. 8. Luogo di nascita della follia).

Altri significati: le spose portavano con sé un mazzo di asfodeli per evocare “oblio per il passato e promessa per il futuro”

Redazione amaperbene.it

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