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Cocomero o anguria | Citrullus vulgaris (o lanatus)

Per cocomero si intende sia il frutto commestibile noto come anguria, sia la pianta che lo produce (Citrullus vulgaris). Comunque lo si voglia chiamare, il cocomero è un frutto appartenente al VI gruppo degli alimenti; come tutti gli altri frutti di questo gruppo, contiene buone quantità di carotenoidi (vit. A), acqua e sali minerali, mentre l’apporto energetico non è particolarmente elevato.

Il cocomero è una pianta appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, Genere Citrullus, Specie vulgaris (o lanatus); la nomenclatura binomiale del cocomero è Citrullus vulgaris (o Citrullus lanatus). Un’altra classificazione indica il cocomero con la nomenclatura binomiale Cucumis citrullus.

La pianta, originariamente proveniente dall’Africa tropicale, è una pianta erbacea, rampicante a ciclo annuale; ha foglie ampie, trilobate e pubescenti, mentre i fiori maschili e fiori femminili sono piccoli e color giallo.

Il cocomero è un falso frutto. Come anche la zucca ed il melone, il cocomero è di tipo carnoso – peponide (poiché presenta epicarpo e mesocarpo carnosi e fusi tra loro, mentre l’endocarpo è unito alle placente dei semi). Ha forma sferica od ovale, raggiunge notevoli dimensioni; la buccia si presenta liscia, di colore verde con varie striature e chiazze più chiare, bianche o giallastre, non è ben digeribile, è spessa anche diversi centimetri (in base al livello di maturazione) ed al taglio risulta bianca o verdognola (per “buccia del cocomero” si intende l’epicarpo adeso ad una breve porzione prossimale di mesocarpo); l’interno (la polpa) è di colore rosso acceso (o, meno frequentemente, giallo, arancione o bianco a seconda della varietà) e ricco di semi, che possono essere neri, bianchi o gialli.

Esistono migliaia di cultivar di cocomero che producono frutti di peso variabile, da meno di 1 kg e più di 90 kg; in Italia e Giappone sono stati prodotti cocomeri dalla forma cubica o piramidale; la forma inusuale viene ottenuta facendo crescere i frutti all’interno di recipienti di vetro in modo da fargli assumere la forma del contenitore.

Etimologia
L’epiteto specifico lanatus si riferisce alle parti lanose della pianta giovane. Nomi locali italiani

Il nome cocomero, prevalente in Italia centrale deriva dal latino cucumis, “cetriolo”; da qui deriva anche cucumbra, termine usato nelle Marche. Il nome anguria, comune in Italia settentrionale e in Sardegna, deriva invece dal greco tardo ἀγγούριον (angoúrion, “anguria”, “cetriolo selvatico”) ed entra nel lessico della lingua italiana in epoca bizantina attraverso l’Esarcato di Ravenna. Oggi in greco moderno αγγούρι (angúri) significa “cetriolo”. In Abruzzo citrone (o cetrone) deriva dal latino citrium, “cetriolo”. Il nome melone d’acqua o mellone d’acqua (la specificazione serve per distinguere questa pianta dal mellone di pane, Cucumis melo) diffuso in Italia meridionale, deriva dal francese melon d’eau, a sua volta dal latino mēlōne(m).

In Sardegna viene anche usato il nome sardo síndria o sandia, vocaboli derivanti rispettivamente dal catalano síndria e dallo spagnolo sandía, a loro volta provenienti dall’arabo سِنْدِيَّة sindiyya, dal sanscrito सिंधु sindhu “regione del Sindh”.

Il tipo pateca, comune in Liguria, deriva dal francese pastèque, a sua volta dal portoghese pateca, dall’arabo بطيخه baṭīḫa “cocomero”.

In tutto il Salento è conosciuto come sarginiscu (saracinesco), come riportato dal vocabolario dei dialetti salentini di Gerhard Rohlfs.

Zipangolo (zuparacu, pizzitangulu) della Calabria non hanno un’etimologia certa. Il termine Zipangolo potrebbe provenire da Cipango o Zipangu, l’antico nome del Giappone, area di notevole diffusione del frutto. Zuparacu, usato specialmente della provincia di Catanzaro, viene da alcuni spiegato come “lo zio parroco”, con riferimento alle lunghe file ordinate e rettilinee dei semini neri, che ricordano i bottoni delle tuniche sacerdotali.

Il cocomero è una pianta originaria dell’Africa; cresce rigoglioso nei climi tropicali ma anche in Italia, dove viene abbondantemente coltivato ed è disponibile per tutto il periodo estivo. La polpa è costituita per oltre il 90% di acqua e contiene anche un discreto quantitativo di zuccheri, soprattutto fruttosio, e vitamine A, C (8,1 mg per 100 g di frutto), B e B6. I frutti sono disponibili esclusivamente nel periodo estivo, da maggio a settembre.


Caratteristiche nutrizionali

Una porzione di 100 grammi contiene, in media, solo 65 kj /16 calorie; oltre 90% di acqua; 0,2 g di grassi; 3,7 g di carboidrati; 0,2 g di fibre; 0,4 g di proteine; 0,003 g di sodio; 280 mg di potassio; 0.2mg di ferro; 7.0 mg di calcio; 2.0 mg di fosforo; 0.02mg          di tiamina; 0.02 mg di riboflavina; 0.10 mg di niacina; 37.0 µg di vitamina A  ; 8.0 mg di vitamina C.

L’anguria è un frutto estivo ipocalorico, dissetante e drenante, utile per migliorare l’idratazione e favorire la sazietà; stimola la diuresi, facilitando l’eliminazione di scorie in eccesso; è un rimedio naturale contro stati di stanchezza, affaticamento fisico e stress.  Al cocomero viene anche attribuito un velleitario effetto afrodisiaco imputabile alla presenza di citrullina (un amminoacido non essenziale) ed ai relativi effetti dell’ipercitrullinemia, ma tale effetto non è mai stato confermato.

Redazione amaperbene.it

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