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Agrifoglio | Ilex Aquifolium

L’Agrifoglio, detto aquifoglio, alloro spinoso, pungitopo maggiore, è una pianta appartenente alla famiglia delle Aquifoliaceae. il suo nome botanico è Ilex aquifolium.

Arbusto sempreverde originario dell’Europa centro-meridionale, ma presente anche in alcune regioni dell’Asia; presenta fusti ramificati e in natura può raggiungere i 10 metri di altezza come arbusto e 20 metri come albero; la crescita è però molto lenta.

Si tratta di un arbusto dioico, ove cioè sono presenti i fiori maschili e femminili, con chioma piramidale, corteccia liscia grigia e rami verdastri. Solo i fiori femminili daranno le drupe, cioè le bacche dal caratteristico color rosso brillante che risaltano tra le foglie di colore verde scuro lucente.

La caratteristica di questa pianta sono gli aculei delle foglie. le foglie giovani e nella parte bassa dell’arbusto sono munite di spine acuminate, che rendono il margine fogliare ondulato; le foglie più vecchie e nella parte alta dell’arbusto invece hanno margine lineare e hanno perso le spine, e quindi sono di forma ovale.

L’agrifoglio o Ilex aquifolium è un arbusto resistente, che tende ad adattarsi bene anche in condizioni di coltivazione non perfette; predilige terreni ben drenati, abbastanza sabbiosi, leggermente acidi, e ricchi di materia organica, ma sopravvive anche in terreni alcalini e pesanti, purché non trascorra periodi eccessivamente lunghi in un terreno completamente asciutto o inzuppato pesantemente di acqua stagnante.

L’agrifoglio è una pianta associata al Natale e all’inverno, ed è molto decorativa, per via delle sue bacche rosse.

L’agrifoglio è una pianta sacra e portatrice di fortuna. Già nel passato veniva usata per scacciare la sfortuna dalle case, gli spiriti maligni e le maldicenze della gente, apportando così serenità e protezione alla casa. Le rosse bacche dell’agrifoglio rappresentavano la fertilità durante la profonda oscurità invernale, una promessa di ritorno di luce e calore.

Oggi le sue foglie vengono utilizzate per creare ghirlande, decorare le case e abbellire le tavole in particolare nel periodo natalizio.

L’agrifoglio conta circa quattrocento specie tra arbusti ed alberi tra i quali alcuni hanno la foglia caduca, come l’Ilex verticillata e l’Ilex serrata.

Ci sono diversi cultivar, ma il più famoso è l’Ilex aquifolium Argenteomarginata, detto anche agrifoglio variegato in cui le foglie verde chiaro hanno i margini giallini. Esistono anche varietà nane, dal fogliame più compatto.

Sebbene sia una pianta robusta, può essere soggetta a più malattie. Tra queste, le più pericolose sono:

  • la ruggine, un fungo che forma molteplici macchie giallastre o di un colore scuro sul versante superiore della foglia e può provocare l’avvizzimento della pianta facendo cadere tutte le foglie. Per trattare la ruggine, è necessario ricorrere a un fungicida appropriato.
  • la cocciniglia, un parassita che si nutre della linfa della pianta ospite facendone seccare prima le foglie e successivamente tutta la pianta che attacca sia i rami che le foglie e non sempre è facile da estirpare. La cocciniglia va trattata con un antibiotico specifico. Un ottimo prodotto è anche il cosiddetto olio bianco, una miscela costituita da vari oli minerali che viene utilizzata nei frutteti, sugli arbusti sempreverdi e sulle siepi. Si vaporizza su foglie e rami, in inverno.

 

L’agrifoglio è utilizzato tradizionalmente per le sue proprietà astringenti, antipiretiche, antireumatiche, espettoranti e toniche. Dell’agrifoglio si usano le foglie e la corteccia. Le foglie e la corteccia contengono tannini, saponine, ilicina, ilexantina, acido salicilico e teobromina e usate sotto forma di infuso, decotto o tintura madre per aumentare la sudorazione e abbassare la febbre o in caso di reumatismi e artriti.

L’agrifoglio ha inoltre proprietà diuretiche.

Il contenuto di ilicina contribuisce a rendere l’agrifoglio tossico per gli esseri umani poiché irrita lo stomaco e l’intestino, e altri componenti lo rendono dannoso per il sistema nervoso e per il cuore. L’ingestione di appena venti bacche può essere mortale per un adulto. Data la tossicità, l’agrifoglio è usato raramente in fitoterapia per le sue proprietà diuretiche e febbrifughe. Sembra inoltre che abbia effetti simili alla serotonina.

Pertanto, le bacche dell’agrifoglio sono tossiche per l’uomo, ma sono appetibili per gli uccelli: hanno azione purgante e in passato erano usate come lassativo, ma oggi non trovano alcun impiego in erboristeria.

Con i fiori si possono invece realizzare estratti curativi. Le essenze floreali all’agrifoglio sembra che agiscano a livello emotivo, stimolando generosità e capacità di comprensione, e contrastando sentimenti come ira, invidia e sospetto.

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