Vitamine e sali minerali

Vitamina P (o Bioflavonoidi o Flavonoidi)

Vitamine Impropriamente dette

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La vitamina P è il nome usato per descrivere un gruppo di composti fenolici diffusi nel mondo vegetale e noti con il nome di flavonoidi o bioflavonoidi largamente presenti nel mondo vegetale. Nel dettaglio, essi sono metaboliti secondari prodotti dalle piante.

I bioflavonoidi, però, non rispondono pienamente ai requisiti richiesti per essere considerati vitamine; si tratta di sostanze idrosolubili presenti spesso insieme alla vitamina C, capaci di migliorarne l’assorbimento.

Anche se i flavonoidi non possono essere considerati vitamine, offrono comunque molti benefici per la salute per il corpo umano e per il miglioramento della salute e la prevenzione delle malattie.

In natura esistono almeno 6000 varietà di flavonoidi  in grado di esercitare svariate attività biologiche che risultano molto utili per l’organismo. Da qui, l’importanza per la salute attribuita a questi composti.

Fra le proprietà attribuite ai flavonoidi che suscitano maggiore interesse ci sono senza  dubbio l’azione antiossidante, l’azione protettiva sul microcircolo, l’azione simil-estrogenica, quella antinfiammatoria; a queste vanno aggiunte le potenziali  proprietà antitumorali e il ruolo preventivo/benefico che questi composti sono in grado di esercitare in presenza di malattie di diversa origine e natura.

I flavonoidi o bioflavonoidi rappresentano una vasta classe di composti fenolici diffusi nel mondo vegetale. Nel dettaglio, essi sono metaboliti secondari prodotti dalle piante. Dal punto di vista chimico, la maggior parte dei flavonoidi è costituita da uno scheletro centrale composto da 15 atomi di carbonio (C-15) e, più precisamente, da tre anelli: due anelli benzilici – denominati A e B – e un anello eterociclico – denominato C (vedi figura).

Tuttavia, per onor del vero, è doveroso precisare che alcuni gruppi e sottogruppi di flavonoidi, possiedono una struttura chimica leggermente differente da quella mostrata in figura.

Come accennato, al momento si conoscono ben più di 6.000 molecole appartenenti al grande gruppo dei flavonoidi. La classificazione di così tanti composti prevede la suddivisione in diversi gruppi e sottogruppi contenenti molecole differenti per struttura e attività.

Generalmente, i flavonoidi vengono suddivisi in funzione della posizione sull’anello C cui si trova legato l’anello B e in funzione del grado di insaturazione e ossidazione dell’anello C. A seconda del carbonio dell’anello C cui è legato l’anello B è possibile distinguere:

  • Flavonoidi o bioflavonoidi nei quali l’anello B è legato sul carbonio numero 2 dell’anello C (la struttura chimica è quella elencata nella soprastante figura).
  • Isoflavonoidi, nei quali l’anello B è legato al carbonio numero 3 dell’anello C (posizione 3).
  • Neoflavonoidi, nei quali l’anello B è legato al carbonio numero 4 dell’anello C (posizione 4).

     Isoflavonoidi e Neoflavonoidi – Scheletro Base della Struttura Chimica

In funzione del grado d’insaturazione e ossidazione dell’anello C e in funzione delle diverse sostituzioni su tutti gli anelli, inoltre, è possibile distinguere diversi sottogruppi:

  • I flavonoidi o bioflavonoidi in cui l’anello B è legato in posizione 2 possono essere ulteriormente suddivisi in:
  • Flavoni (ad esempio, apigenina e luteolina);
  • Flavonoli (ad esempio, quercetina, rutina e kaempferolo);
  • Flavanoni (ad esempio, naringerina ed esperetina);
  • Flavanoli, meglio noti come catechine o come flavan-3-oli;
  • Flavani;
  • Antocianine (ad esempio, la cianidina), molto conosciute perché responsabili della pigmentazione di alcune piante, fiori e frutti di colore viola-blu (ad esempio, mirtillo, uva rossa, ribes nero, ecc.);
  • Calconi (ad esempio, l’arbutina). A differenza di tutti gli altri sottogruppi, i calconi non presentano nello scheletro della loro struttura i tre anelli menzionati nel capitolo soprastante poiché manca l’anello C. Per questa ragione, vengono anche definiti come “flavonoidi a catena aperta”.
  • Gli isoflavonoidi, invece, possono essere ulteriormente suddivisi in:
    • Isoflavoni (ad esempio, genisteina e daidzeina); molto noti sono, ad esempio, gli isoflavoni della soia;
    • Isoflavonoli;
    • Isoflavani;
    • Isoflavanoli;
    • Isoflavanoni.

Ruolo dei flavonoidi o bioflavonoidi nelle piante

I flavonoidi o bioflavonoidi sono metaboliti secondari vegetali. All’interno della pianta, essi svolgono numerosissime e importanti azioni fra le quali:

  • Conferiscono colore a piante, fiori e frutti;
  • Proteggono le piante dai raggi UV;
  • Sono implicati nella sintesi simbiotica dell’azoto;
  • Possono agire come messaggeri chimici e come regolatori del ciclo cellulare;
  • Proteggono le piante da alcuni microorganismi per loro patogeni;
  • Sono implicati nei processi di resistenza al gelo e alla siccità.

Oltre alle numerose attività svolte dai flavonoidi all’interno della pianta, essi sono stati e sono tuttora oggetto di numerosi studi anche per le attività esercitate sulla salute umana.

Attività biologica dei flavonoidi o bioflavonoidi nell’Uomo

Dai numerosi studi condotti su questa grande varietà di composti, è emerso che i flavonoidi sono in grado di esercitare diverse azioni benefiche sull’organismo umano. Più nel dettaglio, molte sono le attività biologiche ascritte ai flavonoidi, le principali delle quali sono:

  • attività antiossidanti e di radical-scavenger (letteralmente “spazzini di radicali liberi”);
  • attività antinfiammatorie;
  • attività protettive e rinforzanti nei confronti dei capillari e del microcircolo;
  • attività simili a quelle degli estrogeni naturalmente prodotti dall’organismo;
  • attività epatoprotettive;
  • attività antimicrobiche.

E’ bene sottolineare che l’effetto esercitato dai flavonoidi è, molto spesso, dipendente dal fitocomplesso, ossia dall’insieme di tutte le sostanze chimiche contenute nella pianta presa in considerazione (sia essa una pianta medicinale o un alimento).

D’altro canto, è pur vero che molte delle ricerche sui flavonoidi o bioflavonoidi puntano a determinare le potenziali attività terapeutiche di questi composti al fine di poterli sfruttare in ambito clinico per il trattamento di diversi disturbi.

Fonti – Ciascun tipo di flavonoide può essere più o meno presente all’interno delle diverse tipologie di vegetali o loro derivati. Di seguito, viene riportato qualche esempio, non esaustivo, dei vegetali che contengono quantità importanti di alcuni dei diversi tipi di flavonoidi:

  • Gli isoflavoni sono presenti in particolar modo all’interno dei semi di soia e nei legumi, ma anche in diverse piante medicinali;
  • I flavoni sono contenuti all’interno di ortaggi come il sedano e i peperoni rossi e nella buccia degli agrumi, ma si trovano anche in altri vegetali, quali ad esempio la menta, il ginkgo biloba e il prezzemolo;
  • I flavonoli, invece, si trovano in frutta e verdura come mele, uva, pomodori, lattuga, cavolo e cipolla, ma sono altresì presenti in bevande come il tè, i succhi di frutta e il vino rosso;
  • I flavanoni si trovano negli agrumi;
  • I flavanoli o catechine si trovano all’interno di frutti come le pesche, le pere, le banane, le mele, i mirtilli e all’interno del cacao;
  • Le antocianine si trovano in particolare in frutti come mirtilli rossi, uva rossa, lamponi, fragole, ribes nero, more, ecc. ma sono reperibili anche all’interno del cacao;
  • I calconi si trovano in quantità significative all’interno di pomodori, fragole, uva ursina e pere, ma anche nel grano.

Integratori alimentari a base di flavonoidi o bioflavonoidi

I flavonoidi e i bioflavonoidi sono conosciuti in particolar modo per le attività antiossidanti, per le attività protettive e rinforzanti il microcircolo e i capillari e per le attività simil-estrogeniche.

Non sorprende, quindi, che sul mercato siano presenti numerosi integratori alimentari a base di flavonoidi, sia da soli, come unico ingrediente, che in associazione ad altre sostanze attive. Esempi di integratori che possono contenere bioflavonoidi sono gli integratori antiossidanti e antirughe, gli integratori utilizzati per alleviare i sintomi legati alla menopausa e gli integratori utilizzati come supplemento per rinforzare la microcircolazione.

Tuttavia, è bene precisare che, in molti casi, il ricorso ad integratori di flavonoidi o bioflavonoidi non è necessario se si segue una dieta varia ed equilibrata. Di contro, è anche vero che, in determinate condizioni, tali prodotti potrebbero rivelarsi effettivamente utili.

In qualsiasi caso, prima di assumere qualsivoglia tipo di integratore alimentare di flavonoidi o bioflavonoidi, è sempre bene chiedere il consiglio del proprio medico, a maggior ragione se ci si trova in particolari condizioni (ad esempio, gravidanza), se si soffre di particolari disturbi o malattie o se si stanno seguendo terapie farmacologiche.

Redazione amaperbene.it

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