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Pioppo | Populus Nigra

Il pioppo nero (Populus nigra L., 1753) è un albero del genere Populus (pioppo), famiglia Salicacee originario dell’Europa centro-meridionale e delle regioni asiatiche occidentali; in Italia è diffuso ovunque. Può raggiungere e talvolta superare l’altezza di 25–30 m. Si presenta quasi sempre sotto forma arborea. Il tronco si presenta dritto e spesso nodoso, la corteccia è molto scura. È una pianta a foglia caduca, di tipo semplice, bifacciale, con inserzione alterna. Le foglie si inseriscono tramite un picciolo lungo 3–7 cm. La lamina fogliare è ovata-triangolare con nervatura di tipo penninervio e lunga fino a 8–10 cm. L’apice fogliare è molto appuntito, mentre il margine è seghettato.

Sono state sviluppate diverse cultivar di questa specie arborea. La varietà Populus nigra “Italica”, caratteristica per la chioma alta e stretta, selezionata in Lombardia nel XVII secolo, è nota comunemente come “pioppo lombardo” o “pioppo cipressino“. La varietà Populus nigra “Plantierensis” è molto simile al pioppo lombardo ma ha una chioma più folta e leggermente più allargata.

Già il celebre medico greco Galieno raccomandava già di usare una pomata a base di gemme di pioppo per curare le infiammazioni cutanee e le emorroidi. La pianta ha proprietà astringenti, depurative, antiinfiammatorie, diuretiche, balsamiche; principi attivi: tannini, olio essenziale e l’eteroside salipopuloside (le gemme di pioppo nero entrano nella composizione di un noto unguento, detto “unguento populeo“, utile sedativo dei disturbi delle emorroidi).

Gli estratti di gemme di pioppo nero sono sfruttati per curare diverse affezioni dolorose. Le stesse gemme servono alla fabbricazione di sciroppi contro la tosse e di tonici ricostituenti da prendere nella stagione primaverile. In Occidente, esse rappresentavano la principale fonte di resine e di oli essenziali delle quali le api traevano alimento per produrre la propoli, una sostanza resinosa da loro raccolta, che possiede virtù terapeutiche assai conosciute ed apprezzate.

Caratterizzati da un gusto piuttosto amaro, gli estratti di corteccia erano poi utilizzati quali succedaneo della chinina, che notoriamente possiede proprietà toniche. Inoltre il carbone prodotto con il legno di pioppo nero era utilizzato come antisettico intestinale.

Le utilizzazioni del legno di pioppo nero sono relativamente limitate: leggero, tenero e agevole da lavorare, esso viene specialmente utilizzato per produrre contro-pannellature, imballaggi, in genere usati a scopi alimentari (frutta e formaggi) e per fabbricare pannelli di fibre, mentre più di recente è stato usato anche per fabbricare coperchi bio-degradabili. Pochi sanno peraltro che il legno di pioppo è stato usato da Leonardo da Vinci per dipingere la sua celebre Monna Lisa.

Meno conosciuti sono gli usi dei batuffoli cotonosi delle infiorescenze di pioppo utilizzati per riempire cuscini oppure quale materiale da isolazione. Non per nulla nel continente Nordamericano le specie arboree facenti parte del genere Populus si chiamano tuttora “cottonwood” (alberi del cotone). Contrariamente al polline di pioppo, che viene prodotto contemporaneamente, questi batuffoli di pioppo non sono un fattore allergizzante nel senso immunologico del termine, anche se in qualche caso il loro contatto con la pelle può provocare una reazione irritante.

Curiosità: Nell’antichità il pioppo nero era associato al regno dei morti, l’ingresso del quale era delimitato da pioppi neri. Nella mitologia greca rappresentava l’albero di Persefone, dea dei morti incontrata da Ulisse durante il suo viaggio nell’Oltretomba. Un’altra leggenda racconta che un giorno Fetonte, figlio del sole, trovando il carro del padre incustodito, se ne appropriò per guidarlo nel cielo, ma avvicinandosi alla terra causò molti incendi nei boschi. L’ira di Giove fu tale che, per punirlo, gli scagliò contro un fulmine. Fetonte, colpito, cadde nel fiume e le sue sorelle, le Eliadi, piansero lungamente per il dolore. Giove allora, preso da compassione, le trasformò in Pioppi allineandole lungo l’argine del fiume Eridano. Tuttora in primavera dalle gemme dei Pioppi cadono goccioline di resina che simboleggiano le lacrime delle Eliadi.

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