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Jojoba | Simmondsia Chinensis

La Jojoba (pronuncia: “hō-hō’-ba”), Simmondsia chinensis, sinonimo di Simmondsia californica e di Buxus chinensis, è un arbusto sempreverde originario del deserto di Sonora e di Mojave in California e nel contiguo Messico; cresce nel deserto, nei luoghi caldi fino a 60° è diffusa anche in Argentina, Peru, Messico, Brasile, Cile. È l’unica specie del genere Simmondsia e della famiglia Simmondsiaceae (in passato inclusa tra le Buxaceae).

Il nome “jojoba” deriverebbe dalla popolazione “O’odham” (nome corretto dei nativi nordamericani altrimenti chiamati Pima), che abitano il deserto di Sonora nel Sud-ovest degli Stati Uniti e del Messico, che curano le scottature con l’unguento tratto dai semi oleosi.

Nonostante il nome scientifico (Simmondsia chinensis), la jojoba non ha alcuna relazione con la Cina. Tale nominazione errata fu dovuta ad un errore di trascrizione; il botanico Johann Link, in origine nominò la specie come Buxus chinensis, dopo aver interpretato erroneamente la scritta “Calif.” come “China” nella collezione di Thomas Nuttall. Ne fu tentata la rinominazione come Simmondsia californica, ma secondo le norme di priorità nella nominazione deve essere privilegiato il nome specifico assegnato per primo, e quindi il termine “chinensis” restò.

La pianta è un arbusto legnoso ha portamento prostrato in condizioni di suolo povero (60-80 cm); in condizioni di terreno ricco e profondo è un vero albero eretto (6-8 m). Le foglie sono coriacee, ovali, opposte, di consistenza robusta di colore verde azzurrino, coperte da una patina di consistenza cerosa. I fiori sono molto piccoli, bianco-giallastri e con 5-6 sepali, ma senza petali. La fecondazione è anemofila, cioè recata dal vento. La pianta è dioica, quindi porta i fiori maschili e femminili su piante diverse. I frutti sono capsule ovali, minimamente triangolari, parzialmente racchiuse in guaine costituite dai residui dei sepali, contenenti da uno a tre semi delle dimensioni dei semi di arachidi. I semi contengono un olio liquido denso (cera) in elevata percentuale (circa il 54%), sono mangiati da scoiattoli e conigli, altri roditori e grandi uccelli. La pianta produce semi in maniera consistente dal quinto-sesto anno dalla semina, ed è molto longeva, vivendo oltre 200-250 anni.

L’olio di jojoba possiede un alto contenuto energetico; ha vaste possibilità d’impiego, prima fra tutte quella di sostituire l’olio di spermaceti, usualmente estratto dalla teca frontale del capodoglio (Physeter macrocephalus L., cetaceo del sottogruppo Odontoceidae) ed utilizzato come olio lubrificante, olio da taglio o per le trasmissioni dei trattori.

La maggiore industria utilizzatrice di Jojoba è, tuttavia, quella della cosmesi che la impiega nella produzione di bagno schiuma, creme protettive, balsami, oli da bagno e saponi.

L’olio di jojoba, prodotto dalla spremitura dei semi della Simmondsia chinensis, è incolore e inodore e solidifica a temperature inferiori ai 10 °C; è composto da una miscela di esteri cerosi, vitamina E, vitamine del complesso B, minerali quali zinco, rame e iodio; è privo di glicerina (trigliceridi), ha un’elevata affinità con l’epidermide, non è comedogenico (non favorisce la formazione dei cosiddetti punti neri), è stabile al calore, resistente all’ossidazione per il suo alto contenuto in tocoferoli antiossidanti, oltre che alla presenza di antiossidanti naturali.

Diversamente da tutti gli altri oli vegetali, l’olio di Jojoba ha una struttura chimica lineare non ramificata che favorisce la sua penetrazione attraverso la cute e i follicoli sebacei, permettendo un veloce assorbimento da parte della pelle e un completo amalgama col sebo cutaneo naturale, al quale è molto simile, a differenza degli altri oli, vegetali, animali, o minerali, le cui molecole ramificate e voluminose hanno maggiori difficoltà a superare la barriera cutanea. Il sebo è una sostanza grassa composta prevalentemente da colesterolo e acidi grassi, che serve a mantenere la pelle idratata e a proteggerla dall’attacco dei fattori esterni (batteri, sole, vento, sostanze chimiche presenti nell’aria), evitando così che essa si secchi e s’irriti. Quando il naturale manto idrolipidico della pelle viene a mancare, (per l’uso di detergenti aggressivi, lampade solari o mancanza d’idratazione) le conseguenze sono irritazioni o desquamazioni. L’olio di Jojoba contribuisce a mantenere l’idratazione cutanea, è un ottimo emolliente della pelle, che viene nutrita, levigata, ammorbidita, evitandone la secchezza e l’aridità; viene usato da secoli dai nativi americani per lenire le irritazioni dei tessuti, e le infiammazioni delle mucose di occhi e gola; è un olio che rivitalizza, rigenera e lenisce la pelle irritata, la rafforza e previene le rughe.

Per questa ragione è utilizzato, in cosmesi naturale puro, o associato ad altri olii vegetali per renderli più assorbibili, o come veicolante per gli oli essenziali, oppure come pregiato ingrediente nelle creme fatte in casa; è un ingrediente particolarmente indicato per la formulazione di prodotti per la protezione solare, poiché è stabile alle alte temperature, ai raggi UV e all’ossidazione.

Dal punto di vista alimentare l’olio di jojoba non è tossico, ma è assolutamente non digeribile, quindi si comporta come massa inerte nell’apparato digerente, con effetto spiacevolmente lassativo.

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