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Riso rosso fermentato | Oryza sativa & Monascus purpureus

Il riso rosso utilizzato in cucina è una varietà a chicco lungo integrale, non è mondato – o lo è solo parzialmente – e il sapore ricorda quello delle nocciole. Il riso rosso fermentato, conosciuto anche come Koji rosso e Hongqu,  viene invece ottenuto grazie alla fermentazione del comune riso da cucina (Oryza sativa) con il Monascus Purpureus, ovvero il comune lievito rosso: una tecnica antichissima utilizzata in Giappone.

Il trattamento fa sì che il riso si arricchisca di monacolina K, una molecola con una struttura chimica identica alla lovastatina, ovvero una statina registrata come farmaco per il trattamento dell’ipercolesterolemia – per questo motivo, in Italia è stata aggiunta nelle confezioni l’avvertenza di “non assumere integratori a base di riso rosso fermentato insieme a statine”), in grado di inibire la idrossimetilglutaril-CoA reduttasi. Per tale motivo, nonostante siano stati pubblicati pochi studi che ne hanno valutato il profilo di sicurezza, viene spesso usato da persone con colesterolo alto intolleranti alle statine nella convinzione (errata) che l’origine naturale sia garanzia di sicurezza. Ma anche i profili di rischio sono purtroppo simili alle statine, in particolare per quanto riguarda taluni effetti indesiderati come lesioni epatiche e muscolari [Mazzanti G, Moro PA, Raschi E, Da Cas R, Menniti-Ippolito F. Adverse reactions to dietary supplements containing red yeast rice: assessment of cases from the Italian surveillance system. Br J Clin Pharmacol. 2017 Apr;83(4):894-908. doi: 10.1111/bcp.13171. Epub 2017 Jan 19.].

In effetti, analogamente alle statine di sintesi, il riso rosso fermentato blocca il rilascio di coenzima Q10 (con conseguente compromissione delle fibre muscolari, anche cardiache), per cui può risultare tossico a livello epatico, oltre a interagire con svariati farmaci (come trattamenti a base di ciclosporine e gemfibrozil). Chiaramente, l’uso del riso rosso fermentato va evitato in pazienti già in trattamento con statine [Wang JJ et al, 2003].

Inoltre, poiché la lovastatina viene estesamente metabolizzata dal CYP3A4, l’uso di prodotti a base di riso rosso fermentato dovrebbe essere evitato in pazienti sottoposti all’assunzione di farmaci induttori (quali barbiturici, carbamazepina, nevirapina, oxacarbazepina, fenitoina, rifampina, erba di S. Giovanni ecc.) o inibitori (amiodarone, claritromicina, antifungini azolici, ciclosporina ecc.) dell’enzima che potrebbero ridurre l’efficacia di tali prodotti o aumentarne il rischio di miopatia.

In letteratura viene riportato il caso di una donna, in trattamento con ciclosporina a seguito di un trapianto di rene, che ha assunto spontaneamente una preparazione fitoterapica contenente tra gli altri ingredienti riso rosso fermentato. Dopo 2 mesi di terapia, la donna ha manifestato un forte aumento dei livelli di CPK i cui valori sono ritornati nella norma solo dopo la sospensione del prodotto fitoterapico [Prasad GVR et al, 2002]. Gli autori dello studio hanno ipotizzato che alla base dell’evento avverso vi potesse essere un’interazione farmacologica tra il monacolino K e la ciclosporina.

Nessun allarmismo, visto che il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) ha autorizzato il claim per cui la monacolina K di riso rosso fermentato è utile per regolare la concentrazione di colesterolo (la dose giornaliera ammessa di monacolina K è di 10 mg). Il gruppo di esperti ha analizzato tutti i dati a disposizione, sia relativi all’attività farmacologica sia a tutti gli effetti collaterali e possibili interazioni segnalate, con particolare attenzione alle problematiche inerenti la sicurezza. E questo sia per il meccanismo d’azione, identico a quello delle statine di sintesi, sia per la variabilità e multicomposizione di numerosi integratori, sia per le possibili interazioni con farmaci o alimenti che inibiscono il CYP3A4. Il gruppo di esperti scientifici ha inoltre evidenziato la segnalazione di singoli casi di gravi reazioni avverse per monacoline anche alla posologia di 3 mg/giorno. Importanti effetti avversi sono registrati sul sistema muscolo-scheletrico, inclusa la rabdomiolisi, e del fegato. E, sulla base delle informazioni disponibili e delle numerose incertezze evidenziate, il Panel di esperti non è stato in grado di identificare un apporto alimentare di monacoline sicuro, tale che non possa dare origine a preoccupazioni circa gli effetti nocivi per la salute, per la popolazione generale e, se del caso, per sottogruppi vulnerabili della popolazione.

In conclusione, in attesa di ulteriori dati o eventuali interventi regolatori, la cautela è d’obbligo. Cautela in particolare nel sorvegliare i pazienti che si autocurano con integratori a base di riso rosso fermentato, e cautela pure in chi li prescrive o li consiglia senza conoscerne tutti gli aspetti o senza una solida motivazione. La cautela è ancor più motivata considerati taluni risultati che pongono interrogativi sull’efficacia della monacolina K di elevare il livello di HDL, il cosiddetto “colesterolo buono” [Rondanelli M, Giacosa A, Morazzoni P, Guido D, Grassi M, Morandi G, Bologna C, Riva A, Allegrini P, Perna S. MediterrAsian Diet Products That Could Raise HDL-Cholesterol: A Systematic Review. Biomed Res Int. 2016;2016:2025687. Epub 2016 Nov 1.]

Infine, dato il rischio documentato di interazione tra lovastatina e warfarin, i pazienti in trattamento con anticoagulanti cumarinici dovrebbero evitare l’uso di prodotti a base di riso rosso fermentato [Mevacor® (lovastatin)].

Bibliografia

  1. Mevacor® (lovastatin) package insert. Whitehouse Station, NJ: Merck & Co., Inc.; 2005 Nov.
  2. Prasad GVR et al, Rhabdomyolysis due to red yeast rice (Monascus purpureus) in a renal transplant recipient. Transplantation 2002; 74: 1200-1201.
  3. Wang JJ et al, Improvement of monacolin K, gama-aminobutyric acid and citrinin production ratio as a function of environmental conditions of Monascus purpureus NTU 601. J Ind Microbiol Biotechnol 2003; 30: 669-76.

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