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Maitake | Grifola Frondosa

La Grifola frondosa (ovvero Grifos frondosus ovvero fungo del pane, fungo reale, grifone) è un fungo non molto diffuso che appartiene alla famiglia delle Meripilaceae.

In Giappone e nel mondo è anche conosciuto col nome di “Maitake“. Non è da confondere col Laetiporus sulphureus che all’estero è noto con l’appellativo similare di “Pollo dei boschi” (Chicken of the Woods, invece del sinonimico Hen of the Woods per la grifola frondosa) per via del suo carpoforo frondoso che ricorda il piumaggio del noto volatile.

La Grifola frondosa o Maitake è un fungo lignicolo saprofita, sapro-parassita o anche semplicemente parassita, il che significa che può vegetare nutrendosi di legno già morto o in decomposizione, ma anche di legno vivo, attaccando soprattutto alberi poco sani che può portare alla morte. Vegeta quindi sia sui vecchi tronchi, che alla base di alberi vivi, principalmente sul legno di alcune specie di quercia o castagni, meno frequentemente su legno di olmi, aceri, tiglio, faggio o carpino.

È un fungo chiamato anche “Re dei funghi”, “fungo ballerino” e”Gallina di bosco” per via del suo carpoforo ramificato a cappelli sovrapposti di colore bruno-grigiastro con margine ondulato. Il gambo è ramificato e collegato lateralmente mentre la carne è bianca e fragile. Il corpo fruttifero della Grifola frondosa può raggiungere anche i 100 centimetri di larghezza, raramente 150 cm. È diffuso in Giappone ma anche in Italia, dove si raccoglie da agosto a ottobre. Si consuma fritto o bollito.

Il fungo Maitake è un fungo commestibile, consumato ampiamente in Asia come cibo e utilizzato nella medicina tradizionale per curare il diabete e l’ipertensione.

Costituenti sono:

  • Polisaccaridi: 1,3 e 1,6 beta-glucani; sembrano essere i componenti più attivi, ma contiene anche alfa-glucani.
  • Lipidi: acidi ottadecanoico (stearico) e ottadecadienoico (linoleico).
  • Fosfolipidi: fosfatidiletanolamina, fosfatidilcolina, fosfatidil-inositolo, fosfatidilserina e acido fosfatidico.
  • Ergosterolo (vitamina D2)

Il Maitake è ricco di minerali (potassio, calcio, e magnesio), varie vitamine (B2, D2 e Niacina), fibre e amminoacidi. Potenzia ed esalta l’attività immunitaria. Si ritiene che il Maitake eserciti i suoi effetti attraverso la sua capacità di attivare le varie cellule effettrici, come macrofagi, cellule Natural Killer, cellule T, così come l’interleuchina-1 e anioni superossido.

Inizialmente il fungo Maitake era utilizzato in Giappone come tonico per dare energia e tonicità, stimolare il sistema immunitario e prevenire le patologie degenerative, ma si riteneva utile anche nel trattamento delle problematiche metaboliche.

Il fungo Grifola frondosa o Maitake avrebbe una molteplicità di azioni sull’organismo umano, tutte però da confermare: migliora lo stato di salute generale e conferisce benessere, cura l’ipertensione e combatte le degenerazioni cellulari (e il cancro), migliora il metabolismo lipidico (abbassa il colesterolo alto) e quello del glucosio, sia periferico che epatico, per cui ha un’importante azione antiobesità e cura le malattie del fegato. Il fungo contiene in effetti l’inibitore dell’alfa glicosidasi che induce l’idrolisi del maltosio, disaccaride composto da due molecole di glucosio; l’effetto anti-diabetico dell’alfa-glucano può essere dovuto ai suoi effetti sui recettori dell’insulina, aumentando la sensibilità all’insulina e aumentando l’insulino resistenza dei tessuti bersaglio periferici. Pertanto, il Maitake non va consumato da coloro che assumono farmaci ipoglicemizzanti o warfarin.

Inoltre, l’estratto di Maitake può modulare la presentazione dell’antigene, come evidenziato dalla protezione di topi contro l’impianto del tumore dopo il trasferimento delle cellule dendritiche di topi portatori di tumore che sono stati trattati con estratto di Maitake. La frazione D-Maitake ha dimostrato attività antitumorale sovraregolando l’espressione di un gene proapoptotico, BAK-1. Esperimenti cellulari hanno dimostrato che il Maitake induce l’apoptosi, inibisce la crescita di vari tipi di cellule tumorali e inibisce le metastasi.

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