Dal Mondo Vegetale

Boswellia | B. sacra, B. carteri, B. frereana

Boswellia Roxb. ex Colebr. è un genere di piante, appartenente alla famiglia delle Burseraceae, che comprende una trentina di specie distribuite in Africa, nella Penisola Arabica e in India; 9 specie sono presenti nell’Africa continentale, 7 nell’isola di Socotra e 2 in India.

Le specie note per la produzione di incenso sono:

  • Boswellia sacra (Oman, Yemen e N Somalia)
  • Boswellia frereana (N Somalia)
  • Boswellia papyrifera (principalmente diffusa in Eritrea ed Etiopia, ma sporadicamente presente anche in Uganda, NE Nigeria, Repubblica Centro Africana e Chad) e B. serrata (India).

Le rimanenti specie non sono sfruttate commercialmente per la produzione dell’incenso (se non dalle popolazioni locali, in maniera saltuaria). Degno di interesse è il fatto che nell’isola di Socotra siano presenti ben 7 specie di Boswellia, la maggiore concentrazione in rapporto alla modesta superficie dell’Isola, a conferma dell’importanza di Socotra come centro attivo di speciazione. Le specie presenti sull’Isola sono: Boswellia socotrana Balf.f., B. nana Hepper, B. popoviana Hepper, B. ameero Balf.f., B. elongata Balf.f., B. dioscoridis Thulin e B. bullata Thulin. Attualmente l’incenso prodotto dalle specie di Socotra ha un uso solo locale, nelle moschee o nella medicina popolare, masticato come tonico per i disturbi dello stomaco o usato per otturazioni dentarie; il suo commercio è di scarsa importanza economica, talora viene venduto nei mercati locali o inviato in regalo agli emigrati in Oman o negli Emirati.

 

Il nome Boswellia è una denominazione attribuita dal botanico inglese William Roxburgh (1751-1815), medico e botanico, autore della prima Flora Indica, ad un genere di piante che annovera numerose specie, alcune molto rinomate fin dall’antichità, poiché forniscono le resine aromatiche note col nome di incenso. L’incenso propriamente detto è definito anche Frankincense, cioè incenso franco (schietto, vero), per distinguerlo dalle altre sostanze resinose balsamiche, come mirra, benzoino, galbano, storace. Fin dall’antichità era noto l’uso di queste resine aromatiche per scopi curativi, per fumigazioni disinfettanti dell’ambiente, o per culti pagani nell’area Mediterranea e Mesopotamica, finché divennero il simbolo dell’offerta in tutte le forme cerimoniali di culto religioso. La boswellia viene utilizzata da sempre nella medicina ayurvedica nei trattamenti per il diabete, per la febbre e alcune patologie cardiovascolari, dermatologiche e neurologiche.

L’incenso

L’incenso[1] è una gommoresina che essuda dalla corteccia delle piante di Boswellia; la raccolta si effettua producendo delle decorticazioni ovali sui rami usando un attrezzo che si chiama menghaf, una specie di scalpello affilato da un lato per decorticare i rami e non affilato dall’altro per raccogliere la resina. Una volta raccolte e cristallizzate, le oleoresine sono in grado di liberare nell’aria un forte e penetrante profumo al momento della loro combustione.

Le specie che producono incenso della migliore qualità sono B. sacra, B. frereana e B. papyrifera. La resina viene selezionata in quattro o cinque gradi di qualità a seconda della grandezza dei grani essiccati, del colore e della purezza; la qualità dipende anche dal periodo di raccolta e dall’ambiente dove crescono le piante.

L’incenso è conosciuto e utilizzato presso tutte le grandi civiltà mediterranee e medio-orientali da più di 3.500 anni; al di là dei suoi impieghi nelle cerimonie tradizionali e nella medicina popolare dei paesi di produzione, è utilizzato in molte manifestazioni della vita religiosa e sociale e in svariati campi, dall’industria dei profumi a quella farmaceutica.

Una parte consistente della gommoresina è costituita da polisaccaridi, fra cui galattosio e arabinosio, mentre il resto è formato da acidi pentaciclici, responsabili del profumo, i cosiddetti acidi boswellici.

In Dhofar l’incenso viene classificato in quattro classi, a seconda della sua qualità che dipenda anche dall’ambiente dove crescono le piante:

  1. Elhojari: 1ªqualità (la migliore), Dhofar orientale (Montagne di Hasik)
  2. Elnajdi; 2° qualità, area del Najd, montagne del Dhofar centro-settentrionale
  3. El Shazri: 3° qualità, Dhofar occidentale, nell’area compresa fra El Najd e l’area delle precipitazioni monsoniche
  4. Eslshabi: 4° qualità, fascia costiera, parzialmente influenzata dalle piogge monsoniche.

Anche in Yemen, nelle regioni dell’Hadramaut e di Mahra dove cresce B. sacra, la raccolta dell’incenso si fa con il menghaf e con le stesse modalità usate in Somalia e nel Dhofar[. Gli alberi di B. sacra iniziano a produrre la resina dopo circa 8-10 anni

Incenso da Boswellia sacra Flueck.

La Boswellia sacra appartiene alla famiglia delle Burseraceae. È una delle specie più note del genere Boswellia, soprattutto per l’ottima qualità dell’incenso (franchincenso) che essa produce.

La specie è oggi presente, seppure con consistenza minore rispetto al passato, nell’Oman meridionale (Dhofar), nel sud-est dello Yemen e nel Nord della Somalia (Corno d’Africa); in quest’ultima regione, oltre a B. sacra, è presente anche B. frereana (syn.: B. carterii), un’altra specie che produce incenso di ottima qualità.

Boswellia sacra è un albero deciduo alto da 2 ad 8 metri, con uno o più tronchi che si ramificano a breve altezza dal suolo, assumendo la forma di un cono rovesciato; nelle piante molto vecchie i rami si allargano, quasi adagiandosi al suolo per cui la chioma assume una forma emisferica. La corteccia presenta uno strato superficiale papiraceo che si desquama con facilità e può essere facilmente rimosso in sottili strisce pellicolari. Le foglie sono composte, imparipennate, con 6-8 paia di foglioline sessili disposte in due file laterali, con margine crenato-ondulato. I fiori sono riuniti in infiorescenze racemose; sono piccoli (7–9 mm in diametro), con calice verde 5-dentato, corolla di 5 petali liberi bianchi, 10 stami e 1 pistillo; alla base dell’ovario è presente un disco nettarifero lobato, di colore giallo nel fiore giovane, poi arancione e infine rosso scuro nel fiore vecchio. Il frutto è una capsula obovoide (8–12 mm x 6–7 mm), con apice acuto, costituita da 3-5 valve ognuna contenente un seme.

La resina è utilizzata da millenni in riti religiosi. Le sue proprietà terapeutiche sono riconosciute sia dalla medicina occidentale sia da altre forme di medicina come l’Ayurveda. Tramite distillazione della resina viene estratto l’olio essenziale, che viene utilizzato in profumeria e in aromaterapia.

Incenso da Boswellia carteri Birdw. + spp

È una pianta appartenente alla tradizione Ayurvedica (Materia Medica Indiana), originaria del nord-ovest dell’India. Per incisione della corteccia produce una resina che viene comunemente chiamata incenso per la sua caratteristica profumazione. La resina è composta da acidi triterpenici pentaciclici (acido boswelico e ursolico) e un olio essenziale composto da idrocarburi terpenici che esplicano un’azione antinfiammatoria, antidolorifica e antiallergica. Sinonimi sono incenso Olibano o Gomma “thus”, dall’arabo luban o al luban, che significa “bianco”. Fu importato dall’Egitto cinquemila anni or sono. Era una delle sostanze aromatiche più’ pregiate dell’antichità’, che fece la ricchezza dell’Arabia Felix (Yemen). Valutato alla stregua dell’oro e delle pietre preziose, fu offerto in dono a Gesù dai Re Magi, insieme a mirra ed argento. Il suo valore era tale che influenzava l’economia degli stati e spesso era la causa di dissidi politici. Occorrono dagli 8 ai 10 anni perché questi piccoli alberi spinosi e arbustivi maturino prima che la resina lattiginosa possa essere raccolta a mano.

I suoi trasparenti chicchi resinosi, dal color dall’alabastro al marroncino chiaro, bruciati sin dai tempi più remoti nei riti di fumigazione, divennero il simbolo dell’offerta in tutte le forme di culto religioso.

Principi attivi della pianta sono monoterpeni, fino al 50%, ed alcoli, fino al 12% (entrambi ad azione stimolante), nonché esteri (rilassanti) fino ad un 10%. Questi conferiscono alla pianta proprietà: antinfiammatorie, antisettiche, astringenti, carminative, cicatrizzanti, emmenagoghe, espettoranti, sedative, toniche, vulnerarie.

Gli idrocarburi monoterpenici sono stimolanti e rafforzanti generali, antisettici per l’aria, tipici di parecchie conifere, alcune ombrellifere e certi agrumi; sono costituiti soprattutto da pinene, dipentene, limonene (che riduce l’effetto irritante sulla pelle tipico dei terpeni), tuiene, felandronene, cimene, mircene, terpinene; inoltre acetato ottilico, ottanolo, incensolo ed altri. Contiene anche olibanolo, terpeni e varie altre sostanze resinose.

La gommoresina è in grado di svolgere una potente azione antinfiammatoria e analgesica su diverse patologie del sistema osteoarticolare; questa azione si manifesta attraverso una riduzione del dolore e del gonfiore, e il miglioramento delle motilità delle articolazioni. Pertanto, la boswellia è impiegata con successo nel trattamento dell’artrite, dell’osteoartrite e dell’artrite reumatoide, senza presentare gli effetti collaterali sulla mucosa grastrica dei farmaci dall’azione simile, impiegati tradizionalmente nella cura di questi disturbi. Il suo utilizzo è consigliato nel trattamento di infiammazioni locali, disturbi degenerativi delle articolazioni, ridotte capacità motorie mattutine, dolori muscolari, reumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti molli come tendiniti, miositi, fibromialgia.

L’incenso ha forti proprietà antimicrobiche, eccellenti per le vie respiratorie. Bruciato tradizionalmente nei luoghi di culto per respingere l’energia negativa, l’incenso ha un profumo pesante e balsamico, con leggere note agrumate. Il profumo di incenso preserva l’energia spirituale, migliora la meditazione e può aiutare a mantenere una mente chiara. È ancora usato ritualmente durante le cerimonie religiose per la pulizia devozionale e la purificazione dell’anima. Era un ingrediente importante nella conservazione dei corpi dei faraoni. Un olio importante per ungere i morti e i moribondi, per aiutare nel passaggio e mantenere l’anima connessa alla sua essenza divina. Grazie al suo effetto rilassante sul sistema nervoso, la fragranza dell’incenso può aiutare contro l’ansia interiore, migliorare la concentrazione e aiutare a rallentare e rendere più profondo il respiro durante la meditazione. È noto anche per favorire un sonno ristoratore. È calmante e calma la mente. Consigliato per la meditazione, la preghiera e per aumentare la percezione e la coscienza. L’incenso aiuta a connettersi con la parte più profonda, più divina, di noi stessi.

Incenso da Boswellia frereana Birdw.

Resina prodotta nei bassopiani a sud-est dell’Etiopia, ai confini con la Somalia, ad un’altitudine che va dai 200 ai 600 metri s.l.m, per mezzo di incisioni sul tronco della B. frereana. La particolarità di questa pianta consiste nella capacità di crescere anche su pareti rocciose verticali; la parte basale del tronco della pianta si allarga a ventosa attaccandosi saldamente alla roccia, anche su pareti quasi verticali; spesso questa parte basale appare biancastra perché ricoperta dall’eccesso della resina colata lungo il tronco. La resina di B. frereana, chiamata “maidi”, oltre ad essere usata come incenso, è anche masticata ed utilizzata nella medicina popolare. Ha una fragranza dolce, speziata.

Tradizionalmente viene utilizzato come espettorante, e come gomma da masticare.

Nella medicina tradizionale etiopica, la resina della Boswellia è utilizzata per diverse patologie, soprattutto come antisettico ed antibatterico, febbrifugo, espettorante e come cura per le linfonodopatie, e nelle regioni dei bassopiani, si mastica per alleviare la sete nei giorni più infuocati; la corteccia è masticata per lenire i disturbi allo stomaco. L’incenso è un ottimo rimedio naturale anche per allontanare insetti e zanzare.

[1] Incenso deriva dal latino incendere (“bruciare”) e nell’uso comune si riferisce a tutte quelle sostanze di origine vegetale (non solo resine ma anche radici, cortecce, bacche, fiori e foglie) che, bruciate, producono una fragranza. Per antonomasia, con “incenso” si indicano specificamente le oleoresine secrete da piante arbustive del genere Boswellia

Redazione amaperbene.it

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