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In tempi di etichette a semaforo Nutriscore che separano i cibi “buoni” dai “cattivi”, di health warning sulle etichette dei prodotti alcolici alla stregua di quanto avviene per le sigarette, per non parlare della sugar tax per scoraggiare i consumatori – nella convinzione (tutta da dimostrare) che chi non riesce a tenere a bada la propria linea, almeno sarà più attento al portafoglio – gli italiani continuano a preferire un criterio di scelta personale. Lo sostiene il Sole 24 Ore sostenendo che Il 71% vuole scegliere cosa mangiare: educazione alimentare al posto di tasse e divieti.
Una ricerca svolta da Skuola.net ha analizzato le scelte di 1700 adolescenti tra gli 11 e i 19 anni concludendo che più della metà degli intervistati fa attenzione ai valori nutrizionali e 7 su 10 praticano sport costantemente. Gli adolescenti italiani hanno consapevolezza sull’importanza di svolgere attività fisica e di avere un’educazione alimentare corretta. Al contrario, rifiutano i junk food e le giornate passate tra scroll e divano. I risultati della ricerca sono stati divulgati nel corso della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, celebrata venerdì 16 ottobre.
Per quanto riguarda le diete preferite, l’83% dei giovani intervistati si dichiara onnivora, il 3% vegetariana e l’1% vegana. Poi ci sono le vie intermedie con il 9% dei ragazzi flexitariani, ovvero con il consumo sporadico di proteine e derivati animali, e il 2% che sono pesce-vegetariani, con l’esclusione dal regime alimentare solo della carne. Infine, il restante 2% segue una dietra specifica a causa di motivi medici o sportivi.
In questo contesto, 6 adolescenti su 10 hanno affermato di informarsi sull’origine e sui valori nutrizionali di ciò che mangiano. Di conseguenza, per il 44% di loro il “cibo di qualità” ha come criterio l’assenza o la riduzione di conservanti e additivi. Negli standard rientrano anche il sapore autentico, il rispetto della sostenibilità e la semplicità degli ingredienti.
Questa consapevolezza si riflette sulle scelte quotidiane. Il 12% del campione studiato sostiene di non consumare mai fast food o snack confezionati, mentre il 29% di mangiarli solo 1-2 volte al mese. Ma ciò non vale per tutti: nonostante l’attenzione posta dai ragazzi, il 23% dichiara di consumare cibo ultra processato una volta al giorno e il 36% più di una volta a settimana. Le preferenze alimentari si vedono anche nelle scelte degli spuntini. Il 34% opta per merendine dolci e il 23% per frutta, yogurt o pane e marmellata. Percentuali più piccole scelgono invece il salato con patatine fritte o panini con affettati.
Ancora sul versante delle abitudini a tavola, per 1 ragazzo su 2 il momento del pasto è un “rituale” da svolgere seduto, in orari canonici e in compagnia. Nell’altra metà rientrano i giovani che vedono il pranzo o la cena con un approccio “pit-stop” in cui mangiano velocemente per poi fare altro, “multitasking” facendo anche altro nel frattempo, o “sregolato”, saltando i pasti o mangiando in orari non fissi.
Lo studio di Skuola.net analizza anche lo stile di vita degli adolescenti. Il 71% degli intervistati pratica sport in modo costante con 1-2 sedute di allenamento (37%), 3-4 sessioni (25%) o più di 5 volte (9%).



