Da sapere

La Propoli – balsamo del popolo

Cos’è la Propoli

La propoli è una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalle cortecce di alcune piante (come pioppi, betulle, pini, abeti, ippocastani, salici, querce ed olmi), e la elaborano grazie all’azione di particolari enzimi prodotti da ghiandole specifiche poste in prossimità dell’apparato buccale.

Allo stato naturale la propoli si presenta di colore solitamente scuro; tuttavia il colore può variare moltissimo nelle tonalità del giallo, del rosso, del marrone e del nero a seconda della composizione chimica, che ne determina anche l’odore fortemente aromatico; vischiosa a caldo, ha un sapore in genere aspro e aroma marcato.

La propoli viene prodotta alla fine della stagione di raccolta dei pollini, tra agosto ed ottobre, quando le api si preparano a fronteggiare l’inverno: ad alcune api bottinatrici viene affidato il compito di raccogliere la resina dai germogli di foglie e dalle cortecce di alcune specie di alberi; questa viene quindi trasformata in propoli ed impiegata come materiale da costruzione e da difesa, per sigillare, proteggere e rinforzare gli alveari.

La propoli viene utilizzata dalle api per “verniciare” le pareti interne dell’alveare, per sigillare eventuali fessure e isolare l’ambiente da predatori ed intemperie, curando in particolare la camera della regina, che viene così disinfettata a dovere prima che inizi la deposizione delle uova.

Le resine raccolte vengono trasformate in propoli grazie alle secrezioni digestive delle api, che contengono enzimi in grado di estrarre dalla resina sostanze dalle importanti proprietà medicinali.

Etimologia

Il nome propoli deriva dal greco πρόπολη: usato da Aristotele prima, e successivamente da Plinio il vecchio nella sua Naturalis Historia, il termine è composto da pro (davanti) e polis (città), ovvero “davanti alla città, difensore della città”. Le api, infatti, la utilizzano per difendere l’alveare dai pericoli che possono minacciarlo: agenti patogeni e predatori su tutti.

Composizione

È impossibile definire una composizione esatta e universalmente valida della propoli, in quanto essa è estremamente variabile a seconda della vegetazione di origine, della stagione e di molti altri fattori. Nel corso di numerosi studi su propoli di varia origine sono stati identificati più di 150 diversi composti biochimici e altri ne vengono scoperti ancora oggi.

Per semplificare possiamo suddividere i principali componenti in cinque grandi gruppi:

  • resine (45-55%),
  • cera e acidi grassi (25-35%),
  • oli essenziali e sostanze volatili (10%),
  • polline (5%)
  • composti organici e minerali (5%)

Entrando in dettaglio tra le componenti di maggiore interesse possiamo citare:

  • Minerali: Mg, Ca, I, K, Na, Cu, Zn, Mn e Fe.
  • Vitamine: B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B6 (piridossina), C (acido ascorbico), E (tocoferolo), P (flavonoidi).
  • Enzimi: succinato deidrogenasi, glucosio 6-fosfatasi, fosfatasi acida.
  • Acidi: acido caffeico feniletilestere (CAPE) contenuto nelle resine e nei composti organici, fenolo, adenosintrifosfato (ATP)
    • Derivati dell’acido benzoico: acido gentisico, acido salicilico, acido protocatechico, acido-3-ossibenzoico, acido-4-ossibenzoico, acido gallico, acido-4-metossibenzoico
    • Derivati dell’acido cinnamico: acido caffeico, acido ferulico, acido isoferulico, acido idrocaffeico, acido p-cumarico, acido o-cumarico, acido m-cumarico
  • Cumarine: cumarina, esculetina, scopoletina
  • Alcoli: alcol benzilico, alcol cinnamilico, alcol feniletilico, alcol pentenilico, alcol 3,5-dimedossibenzilico
  • Aldeidi: vanillina, isovanillina, aldeide cinnamica
  • Flavonoidi
    • flavoni: 5-idross-7,4′-dimetossiflavone, acacetina, apigenina-dimetiletere 7,4’, crisina, pectolinarigenina, tettocrisina
    • flavonoli: 3,5-diidrossi-7,4′-dimetossiflavone, betuletolo, ermanina, galangina, isalpinina, isoramnetina, kaempferide, kaempferolo, quercetin-3,3′-dimetiletere, quercetina, ramnazina, ramnetina, ramnocitrina
    • flavanoni: 5-idrossi-7,4′-dimetossiflavanone, isosakuranetina, pinocembrina, pinostrobina, sakuranetina
    • diidroflavonoli: pinobaksina, pinobanksina-3-acetato
  • Terpeni sono contenuti nelle resine e negli oli essenziali e conferiscono il caratteristico odore al propoli
    • Idrocarburi: cariofillene, α-guaiene, β-selinene
    • Alcoli sesquiterpenici: β-eudesmolo, guaiolo
  • Amminoacidi
  • Acidi grassi
  • Chetoni
  • Varie: steroli, polisaccaridi, lattoni

Proprietà  

Nel Medioevo, la propoli era conosciuta come “balsamo del popolo” e veniva utilizzata come rimedio naturale per diverse patologie. Oggi è ancora molto apprezzata per le sue proprietà tra cui quelle:

  • antimicrobiche, correlate purtroppo alla concentrazione dei principi attivi, che purtroppo è estremamente variabile; interessante è il fatto che la propoli mostra sinergia d’azione con diversi antibiotici di sintesi (come le tetracicline, la neomicina, la polimixina, la penicillina, la streptomicina e la viomicina) su colture di Streptococcus aureus e di Escherichia coli. Quest’attività è legata sia ad un’azione diretta sui germi, sia allo stimolo che essa esercita sui processi di immunità umorale e cellulo-mediata;
  • antimicotiche, dovute alla presenza di pinocembrina e di pinobankina, in azione combinata e sinergica con acido caffeico e p-cumarato di benzile; studi sperimentali hanno evidenziato proprietà fungicide su Candida (albicans, tropicalis, …), su saccaromiceti, tricofiti e microspore, che causano micosi sulla pelle di uomini ed animali;
  • antivirali, da ricercarsi principalmente nei componenti idrosolubili. La propoli dimostra una buona attività antivirale di inibizione sui generi Herpes simplex e alcuni componenti della famiglia dei Coronavirus, ma anche sui ceppi virali dell’influenza A e B, parainfluenza 1-2-3, adenovirus e virus respiratori;
A tutte queste azioni insieme sembra vada attribuita l’efficacia della propoli in vari disturbi della cavità orale e nel trattamento della patologia parodontale.
  • antinfiammatorie,
  • antiossidanti,
  • cicatrizzanti,
  • immunostimolanti
  • antidiabetiche: studi preclinici hanno mostrato che il trattamento con diversi tipi di propoli ha un’attività ipoglicemizzante in modelli animali di diabete indotto. Inoltre, sono stati evidenziati altri effetti positivi come quelli antiossidanti, il ripristino dei livelli sierici di insulina, l’incremento di colesterolo HDL e la riduzione di quello totale, la riduzione di citochine pro-infiammatorie e dello stress ossidativo.

Studi in vitro e in vivo su modelli animali hanno evidenziato alcune attività che potrebbero contrastare l’obesità: induzione della trascrizione di adiponectina e leptina; contrasto dell’incremento ponderale; riduzione del tessuto adiposo viscerale e miglioramento del profilo dislipidemico, con la riduzione di trigliceridi e colesterolo. Solo uno studio clinico ha valutato l’effetto della propoli in una piccola coorte di pazienti con obesità viscerale, dimostrando una riduzione del livello di leptina, senza valutare altri esiti rilevanti.

Oltre alle caratteristiche elencate nel precedente articolo, la propoli agisce sul nostro organismo anche in altri modi:

  • attiva il metabolismo delle cellule e stimola la loro divisione (questo spiega come la propoli agisca sulla guarigione delle ferite, accelerandone il decorso);
  • in campo geriatrico si sono osservati miglioramenti delle condizioni sia fisiche che psichiche degli anziani che la assumevano con regolarità;
  • la propoli è un coadiuvante in tutte le infiammazioni della cute e delle mucose;

Benefici per l’organismo umano

L’ingestione di propoli è pertanto benefica in caso di:

  • mal di gola, malattie da raffreddamento (influenza, raffreddore e sindromi parainfluenzali) ed altre affezioni dell’apparato respiratorio (faringiti, tracheiti e tonsilliti, sinusiti)
  • affezioni del cavo orale (afte recidivanti, gengiviti, mal di denti, infiammazioni della lingua e del palato)
  • malattie del tratto digerente (gengiviti, alitosi, afte, mal di denti, ascessi dentari, ulcere gastriche e duodenali);
  • malattie dell’apparato urogenitale (nefriti; cistiti; infiammazioni dell’uretra, della prostata, della vagina);
  • malattie della pelle (psoriasi, herpes labiale, foruncoli, acne, ferite purulente di difficile guarigione, ustioni e scottature solari);
  • ferite e contusioni;
  • disturbi metabolici (es. ipercolesterolemia);

Integratori e preparazioni a base di propoli

In commercio sono disponibili diverse preparazioni a base di propoli per uso orale: estratto idroalcolico, che è definito anche come tintura madre, estratti senza alcol, estratti secchi e idrodispersibili.

La resina grezza è poco diffusa anche a causa del suo sapore, per molti sgradevole.

La tintura, ottenuta diluendo la propoli in alcol etilico, si presta per gargarismi, tamponamenti, pennellature o inalazioni.

Anche le forme di dosaggio sono diverse: da quella liquida da assumere in gocce o come spray, a compresse e perle masticabili, alle compresse effervescenti.

Dare indicazioni specifiche sulle dosi da assumere non è semplice, proprio per la grande variabilità e le proposte di novità relative a questi prodotti. Come indice di qualità ed efficacia di un prodotto a base di propoli, il riferimento è sempre il contenuto in flavonoidi totali, spesso espresso in galangina, che dovrebbe essere superiore al 10%.

Per l’estratto idroalcolico, che può raggiungere una gradazione alcolica superiore all’80%, la FDA (Food and Drug Admistration) statunitense raccomanda un dosaggio non superiore alle 5 gocce per assunzione; i dosaggi raccomandati dalle aziende sono spesso superiori e raggiungono anche le 30-40 gocce disciolte in acqua o altra bevanda, oppure poste su una zolletta di zucchero o miscelate con un cucchiaino di miele, per 3 volte al giorno.

Per gli estratti secchi titolati i dosaggi giornalieri consigliati variano in genere tra i 600 e i 1500 mg. Le formulazioni specifiche per il benessere del cavo orale (gel, paste, collutori, spray) possono contenere concentrazioni variabili di propoli dallo 0,24 al 24%, con posologie altrettanto eterogenee (1-4 volte/die).

Per uso esterno sono disponibili creme, unguenti, lipstick per le labbra, anch’essi contenenti propoli in concentrazioni variabili.  La propoli può essere impiegata anche nella cura di patologie dermatologiche (foruncoli, eczemi, ustioni, arrossamenti, piaghe) sfruttando la sua azione antibiotica e cicatrizzante. In questi casi, è indicato l’estratto molle di propoli, una preparazione ottenuta facendo evaporare l’alcol dalla tintura con l’ausilio del calore (termosifone o bagnomaria, no fiamma libera a causa dell’elevata infiammabilità dell’alcol). L’estratto molle di propoli andrà poi applicato direttamente sulla zona cutanea da trattare.

Per quanto riguarda l’utilizzo della propoli nei bambini in caso di raffreddore o lievi disturbi delle vie respiratorie superiori, è sempre consigliabile l’utilizzo di specifici prodotti senza alcol, che hanno anche una accettabilità migliore a livello di gusto.

Effetti collaterali e controindicazioni

Negli studi clinici randomizzati e controllati condotti finora, non sono stati riscontrati particolari effetti avversi correlati all’impiego di propoli con i dosaggi utilizzati. La FDA ritiene la propoli un composto sicuro; tuttavia, sono possibili fenomeni allergici in soggetti sensibili.

Pertanto, prima di utilizzare la propoli per scopi terapeutici, è consigliabile consultare un professionista della salute per ottenere consigli personalizzati in base alle proprie condizioni di salute e alle eventuali interazioni con altri farmaci o trattamenti.

Redazione amaperbene.it

AMAxBenE è l’acronimo di AliMentAzione per il BenEssere

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