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Interazioni farmaci e alimenti

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Da anni si assiste al ritorno dell’Uomo alla Natura nella convinzione errata che tutto quello che è naturale sia allo stesso tempo sempre salutare.

Questa diffusa opinione fa sì che spesso prodotti naturali vengano assunti insieme a farmaci senza tener conto in alcun modo delle possibili interazioni. Per di più, sempre la stessa convinzione abilita la persona a ricorrere all’autoprescrizione senza consultarsi con un esperto, sia esso il proprio medico o il farmacista di fiducia. E’ allora importantissimo sottolineare che la somministrazione in contemporanea di un prodotto naturale e di un farmaco può produrre, in taluni casi o spesso, un effetto differente da quello dato dalla sostanza assunta singolarmente, e comunque inatteso o inaspettato. Ciò è determinato da diversi fattori: alcuni alimenti possono interferire con l’attività di alcuni farmaci compromettendo vuoi aumentando l’assorbimento fini ad indurre in taluni casi tossicità vuoi rallentando la loro eliminazione oppure rallentandone l’assorbimento: nel primo caso avremo effetti di sovradosaggio mentre nel secondo avremo un ridotto effetto del farmaco. Questo problema si pone in particolar modo per i farmaci ad uso orale poiché il loro metabolismo non è immediato ma passa attraverso varie tappe fondamentali coinvolgendo vari organi, sistemi e vie metaboliche.

Un regime alimentare adeguato consentirà di ridurre gli effetti collaterali associati all’interazione farmaco-alimenti e massimizzare l’efficacia della terapia. Alcune medicine agiscono più rapidamente (o lentamente), meglio (o peggio) se assunte a stomaco vuoto (o pieno). D’altra parte, alcuni farmaci possono provocare disturbi gastrici, e la presenza di cibo nello stomaco a volte è in grado di limitare tale effetto. Il cibo infatti aumenta la secrezione di acido cloridrico nello stomaco, favorendo la soluzione di molecole basiche e contrastando quella di molecole acide. I cibi ad elevato contenuto lipidico stimolano invece le secrezioni biliari, favorendo l’assorbimento dei farmaci liposolubili.

 Il problema dell’interazione tra gli alimenti e i farmaci è un aspetto della pratica clinica poco considerato anche perché poco conosciuto, in quanto la sintomatologia che ne deriva può essere aspecifica e gli effetti possono manifestarsi solo a lunga distanza di tempo [Grieco P e Alaia T, 2011]. Un occhio di riguardo, se si vuole conseguire l’efficacia delle strategie terapeutiche insieme ad un’accettabile qualità di vita, va rivolto ai pazienti anziani, sia perché portatori spesso di patologie ad andamento cronico o di poli-patologie, sia perché, pur in assenza di patologie, spesso presentano condizioni che modificano l’assorbimento di farmaci (riduzione delle funzioni gastrointestinali, riduzione della massa magra, riduzione della funzionalità epatica e renale, riduzione delle proteine plasmatiche).

La maggior parte delle interazioni farmaci-alimenti di tipo farmacocinetico si verifica a livello delle fasi di assorbimento e metabolismo.

L’Agenzia Europea dei Medicinali ha sviluppato e aggiornato (nel 2013) delle apposite linee guida [“Guideline on the Investigation of Drug Interactions”, http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Scientific_guideline/2012/07/WC500129606.pdf], che delineano un approccio globale alla valutazione del potenziale di interazione di un farmaco durante il suo sviluppo e forniscono un indirizzo per garantire che il medico prescrittore riceva informazioni chiare sul potenziale di interazione e consigli pratici su come gestirle.

L’FDA (Food and Drug Administration), l’Agenzia regolatoria statunitense, insieme alla Lega Nazionale dei Consumatori (NCL), ha curato un’apposita guida intitolata “Avoid food-drug Interaction” una sintesi della quale viene riportata nelle  tabelle  che seguono.

Dalla Guida FDA/AIFA sulle interazioni Farmaci-Alimenti                                                        

Allergie

Antistaminici (bromfeniramina, cetirizina, clorfeniramina, clemastina, desloratadina, difenidramina, fexofenadina, levocetirizina, triprolidina)

  • Evitare il consumo di bevande alcoliche, in quanto può aumentare la sonnolenza causata da questi farmaci

Artrite, dolore e febbre

Analgesici/antipiretici (Paracetamolo)

  • Evitare il consumo di bevande alcoliche, in quanto può aumentare la possibilità di causare danni al fegato

Anti-infiammatori non steroidei (FANS) (aspirina, celecoxib, diclofenac , ibuprofene, ketoprofene, naproxene.

  • Assumere questi farmaci con cibo o latte, in caso di disturbi gastrici.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche, in quanto aumenta il rischio di sanguinamento gastrico

Analgesici narcotici (alcuni di questi farmaci possono essere associati ad altri non narcotici, come il paracetamolo, l’aspirina, o sciroppi per la tosse (codeina + paracetamolo, idrocodone + acetaminofene,meperidina, morfina, ossicodone + paracetamolo).

  • Evitare il consumo di bevande alcoliche, in quanto può aumentare il rischio di pericolosi effetti collaterali, coma e morte.

Asma

Broncodilatatori (salbutamolo, teofillina)

  • Il cibo può avere effetti diversi in base alle differenti formulazioni di teofillina (a rilascio controllato, a rilascio prolungato e in polvere). Verifica con il farmacista quale formulazione di farmaco stai assumendo e se c’è rischio di interazione con il cibo. Segui attentamente le indicazioni per la formulazione in polvere. Puoi deglutire le capsule intere oppure aprirle, mescolarle con alimenti come la salsa di mele o il budino e ingoiarle senza masticare, e poi bere un bicchiere d’acqua o di succo di frutta.
  • Evitare il consumo di cibi e bevande che contengono caffeina in quanto può aumentare il rischio di effetti collaterali, quali eccitabilità, nervosismo e tachicardia.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche, in quanto può aumentare il rischio di effetti collaterali, come nausea, vomito, cefalea e irritabilità.

Disturbi cardiovascolari

ACE-inibitori (captopril, enalapril, lisinopril, moexipril, quinapril, ramipril)

  • Assumere il farmaco 1 ora prima dei pasti.
  • Gli ACE-inibitori possono aumentare la quantità di potassio nell’organismo che può essere dannoso e causare un’alterazione del battito cardiaco e palpitazioni. Evitare di consumare grandi quantità di alimenti ricchi di potassio (es. banane, arance, verdure a foglia verde e sostituti del sale che contengono potassio).
  • È opportuno informare il medico se il paziente sta assumendo sostituti del sale a base di potassio, integratori di potassio o diuretici in quanto possono aumentare la quantità di potassio nell’organismo.

Beta-bloccanti(carvedilolo, metoprololo)

  • Assumere durante i pasti, per diminuire la possibilità che si abbassi troppo la pressione.
  • Prendere le capsule a rilascio prolungato al mattino con il cibo; non schiacciare, masticare o dividere la capsula. Assumere metoprololo in concomitanza con i pasti o subito dopo il pasto.

Diuretici (bumetanide, furosemide, idroclorotiazide, metolazone, triamterene, triamterene +idroclorotiazide)

  • Assumere durante i pasti. Alcuni diuretici possono causare la perdita di potassio, calcio e magnesio dall’organismo. Altri diuretici possono causare iperkaliemia, che può essere dannosa e causare alterazione del battito cardiaco e palpitazioni. Quando si utilizzano diuretici che possono aumentare il potassio nell’organismo, bisogna evitare di mangiare grandi quantità di alimenti ricchi di potassio (es. banane, arance e verdure a foglia verde e sostituti del sale che contengono potassio).
  • È opportuno informare il medico se il paziente sta assumendo sostituti del sale a base di potassio o integratori di potassio, in quanto possono aumentare la quantità di potassio nell’organismo.

Glicosidi (digossina)

  • È opportuno assumere la digossina 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti. Provare ad assumerlo allo stesso orario ogni giorno. Gli alimenti ricchi di fibre (come la crusca) possono ridurre l’assorbimento di digossina.
  • Evitare l’assunzione di digossina con senna ed iperico, in quanto possono ridurre le concentrazioni e l’azione di digossina nell’organismo.
  • Evitare l’assunzione di digossina con liquirizia nera (che contiene la glicirrizina utilizzata in alcune caramelle, torte e altri dolci). L’assunzione concomitante può causare aritmia cardiaca e infarto.

Statine (atorvastatina, fluvastatina, lovastatina, pravastatina, simvastatina, rosuvastatina)

  • È possibile assumere le statine a stomaco pieno o vuoto. Alcune statine agiscono meglio se assunte al pasto serale.
  • Evitare di bere più di un quarto di litro di succo di pompelmo al giorno se si stanno assumendo atorvastatina, lovastatina o simvastatina. Grandi quantità di succo di pompelmo possono aumentare i livelli di tali statine, aumentando il rischio di effetti collaterali. Alcune statine non interagiscono con il succo di pompelmo.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche in quanto possono aumentare il rischio di danni al fegato.

Nitrati Vasodilatatori (isosorbide dinitrato o nitroglicerina mononitrato)

  • È possibile assumere nitrati a stomaco pieno o vuoto.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche in quanto possono aumentare il rischio di ipotensione.

Agonisti vitamina K/ anticoagulanti (warfarin)

  • È possibile assumere il warfarin a stomaco pieno o vuoto. La vitamina K negli alimenti può rendere il farmaco meno efficace. Seguire una dieta normale equilibrata con una quantità costante di verdure a foglia verde, rivolgendosi al medico prima di apportare cambiamenti nella dieta. Gli alimenti ad alto contenuto di vitamina K comprendono broccoli, cavoli, spinaci, cime di rapa e cavoletti di Bruxelles.
  • Evitare il consumo di succo di mirtillo o di prodotti a base di mirtillo durante l’utilizzo di anticoagulanti perché possono modificare gli effetti del warfarin.
  • Molti integratori alimentari e vitamine possono interagire con gli anticoagulanti, riducendone il vantaggio o aumentandone i rischi. Evitare il consumo di aglio, zenzero, glucosamina, ginseng, ginkgo perché possono aumentare il rischio di sanguinamento.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche in quanto possono alterare la dose di warfarin.

Malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) e ulcere

Inibitori della pompa protonica (rabeprazolo,dexlansoprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo,omeprazolo, pantoprazolo).

  • È possibile assumere pantoprazolo o dexlansoprazolo a stomaco pieno o vuoto. L’esomeprazolo deve essere assunto almeno un’ora prima dei pasti. Il lansoprazolo e l’omeprazolo devono essere assunti prima dei pasti.
  • Informare il medico se non si riesce a ingerire medicinali a rilascio ritardato interi, perché non vanno divisi, schiacciati né masticati.

Ipotiroidismo

Ormoni tiroidei (levotiroxina)

  • Assumere levotiroxina una volta al giorno al mattino a stomaco vuoto, almeno 30-60 minuti prima di mangiare qualsiasi alimento. Informare il medico se si consuma farina di soia, noci e fibre nella dieta, in quanto può essere necessario modificare la dose del farmaco.

Infezioni

Antibatterici Chinolonici (ciprofloxacina, levofloxacina, moxifloxacina)

  • È possibile assumere ciprofloxacina e moxifloxacina a stomaco pieno o vuoto.
  • Assumere le compresse di levofloxacina a stomaco pieno o vuoto, mentre in soluzione orale deve essere assunta 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti.
  • Non assumere ciprofloxacina con i latticini (come latte e yogurt) o succhi di frutta arricchiti di calcio singolarmente, ma si può assumere ciprofloxacina durante un pasto che li contiene.
  • Evitare cibi o bevande a base di caffeina, in quanto la caffeina si può accumulare nell’organismo.

Antibatterici tetraciclinici (doxiciclina, minociclina, tetraciclina)

  • Assumere 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti, con un bicchiere pieno d’acqua.
  • Evitare i latticini (latte, formaggio, yogurt, gelati) 1 ora prima e 2 ore dopo.
  • La minociclina e alcune forme di doxiciclina possono essere assunte con il latte se il farmaco causa mal di stomaco.

Antibatterici ossazolidinonini (linezolid)

  • Evitare grandi quantità di cibi e bevande ad alto contenuto di tiramina durante l’utilizzo di linezolid. Alti livelli di tiramina possono causare un improvviso aumento molto pericoloso della pressione.
  • È consigliabile evitare o limitare i prodotti a base di caffeina.
  • Gli alimenti avariati, non refrigerati, manipolati o conservati correttamente, i cibi stagionati, in salamoia, fermentati o affumicati possono contenere tiramina. Alcuni di questi sono: formaggi stagionati, manzo o fegato di pollo, salsiccia secca, caviale, aringhe secche o in salamoia, acciughe, estratti di carne, avocado, banane, fichi in scatola, frutta secca (uvetta, prugne), lamponi, frutta troppo matura, crauti, fagioli di soia e salsa di soia, estratto di lievito (tra cui il lievito di birra in grandi quantità), fave, quantità eccessive di cioccolato. Contengono tiramina anche molti alimenti e bevande con caffeina.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche durante l’utilizzo di linezolid. Molte bevande sia alcoliche che analcoliche contengono tiramina, compresa la birra alla spina, il vino rosso, lo sherry e i liquori. La tiramina può anche essere presente nella birra analcolica o a ridotto contenuto di alcol.

Metronidazolo

  • Evitare il consumo di bevande alcoliche durante l’assunzione di metronidazolo e per almeno un giorno intero dopo aver terminato la terapia con questo farmaco. L’assunzione concomitante può causare insorgenza di nausea, crampi allo stomaco, vomito, vampate di calore e cefalea.

Antimicotici (fluconazolo, itraconazolo, posaconazolo, voriconazolo, griseofulvina, terbinafina)

  • L’itraconazolo in capsule agisce meglio se assunto durante o subito dopo un pasto completo. L’itraconazolo in soluzione deve essere assunto a stomaco vuoto. Il posaconazolo agisce meglio se assunto con un pasto, entro 20 minuti dopo aver mangiato un pasto completo o con un integratore liquido. Non mescolare il voriconazolo in sospensione con altri farmaci, acqua o altri liquidi. La griseofulvina agisce meglio se assunto con alimenti grassi.
  • Gli altri antimicotici possono essere assunti a stomaco pieno o vuoto.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche durante il trattamento con griseofulvina in quanto gli effetti collaterali dell’alcol possono peggiorare. Ad esempio, insieme possono causare tachicardia e vampate di calore.

Antimicobatterici (etambutolo, isoniazide, rifampicina, rifampicina + isoniazide, rifampicina + isoniazide + pirazinamide)

  • A parte l’etambutolo che può essere assunto con o senza cibo, gli altri farmaci dovrebbero essere assunti 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti, con un bicchiere pieno d’acqua.
  • Evitare cibi e bevande contenenti tiramina e alimenti con istamina quando si assume isoniazide da solo o in combinazione con altri antimicobatterici. Alti livelli di tiramina possono causare un improvviso aumento pericoloso della pressione. Gli alimenti con istamina (tonno e altri pesci tropicali) possono causare cefalea, sudorazione, palpitazioni, vampate di calore e ipotensione.
  • Molti alimenti e bevande a base di caffeina contengono anche tiramina.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche, in quanto possono contenere tiramina. Se si beve alcol ogni giorno durante l’uso di isoniazide può aumentare il rischio di epatite.

Antiprotozoari (metronidazolo, tinidazolo)

  • Il consumo di bevande alcoliche può provocare nausea, crampi allo stomaco, vomito, vampate di calore e cefalea. Evitare il consumo di bevande alcoliche durante l’assunzione di tinidazolo e per 3 giorni dopo aver terminato la terapia.

Disturbi psichiatrici

Ansiolitici (alprazolam, clonazepam, diazepam, lorazepam)

  • Evitare il consumo di bevande alcoliche, in quanto possono avere un effetto additivo sugli effetti collaterali, come la sonnolenza.

Antidepressivi  (citalopram, escitalopram, fluoxetina, paroxetina, sertralina)

  • È possibile assumere questi farmaci a stomaco pieno o vuoto.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche in quanto possono avere un effetto additivo sugli effetti collaterali, come la sonnolenza.

Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) (fenelzina, tranilcipromina)

  • Evitare cibi e bevande contenenti tiramina. Alti livelli di tiramina possono causare un improvviso aumento pericoloso della pressione.
  • Molti alimenti e bevande a base di caffeina contengono anche tiramina.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche in quanto possono avere un effetto additivo sugli effetti collaterali.

Antipsicotici (aripiprazolo, clozapina, olanzapina, quetiapina, risperidone, ziprasidone)

  • Assumere ziprasidone in capsule durante i pasti.
  • Gli altri antipsicotici possono essere assunti a stomaco pieno o vuoto.
  • Evitare la caffeina quando si utilizza la clozapina, in quanto la caffeina può aumentare la quantità di farmaco nel sangue e causare effetti collaterali.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche in quanto possono avere un effetto additivo sugli effetti collaterali, come la sonnolenza.

Sedativi e ipnotici (eszopiclone, zolpidem)

  • Per consentire un effetto più rapido, non assumere questi farmaci durante o subito dopo i pasti.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche in quanto possono avere un effetto additivo sugli effetti collaterali.

Farmaci per i disturbi bipolari (carbamazepina, valproato di sodio, lamotrigina, litio)

  • Assumere divalproex con il cibo. Assumere litio subito dopo il pasto o con cibo o latte. Il litio può causare perdita di sodio. Pertanto, è opportuno mantenere una dieta normale, includendo il sale; bere molti liquidi (8-12 bicchieri al giorno) durante la terapia.
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche in quanto possono avere un effetto additivo sugli effetti collaterali, come la sonnolenza.

Osteoporosi

Bifosfonati (alendronato sodico, alendronato sodico + colecalciferolo, ibandronato, risedronato, risedronato sodico + carbonato di calcio)

  • Agiscono solo se assunti a stomaco vuoto.
  • Assumere quindi la compressa al mattino con un bicchiere pieno di acqua mentre si è seduti o in piedi. Non assumere con acqua minerale.
  • Non assumere antiacidi o qualsiasi altro farmaco, cibo, bevande, calcio, vitamine o altri integratori alimentari per almeno 30 minuti dopo l’assunzione di alendronato o risedronato e per almeno 60 minuti dopo l’assunzione di ibandronato.
  • Non andare a letto per almeno 30 minuti dopo l’assunzione di alendronato o risedronato e per almeno 60 minuti dopo l’assunzione di ibandronato.
  • Non distendersi finché che non è stato consumato il primo pasto della giornata.

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Redazione amaperbene.it

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