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Il Tè – Tollerabilità e sicurezza

    • Una recente revisione sistematica voluta dalla Farmacopea Americana ha valutato gli studi esistenti sulla sicurezza del tè verde, definendola una droga generalmente sicura [Sarma DN et al, 2008]. Si sono tuttavia verificati rari casi di intossicazione epatica in pazienti che assumevano dosi elevate di estratti di tè verde; tali casi si risolvevano peraltro spontaneamente in pochi giorni sospendendo l’assunzione della droga. Ciò suggerisce comunque prudenza in pazienti affetti da problemi epatici [Molinari M et al, 2006].
    • Gli autori di una recente review attribuiscono le reazioni epatiche sospette da tè verde alle catechine in esso contenute. La biodisponibilità delle catechine è ridotta in seguito a somministrazione orale, ma può aumentare fino a determinare livelli plasmatici tossici in condizioni particolari quali ad esempio digiuno e somministrazioni ripetute. L’epatotossicità può essere attribuita alla capacità di EGCG o dei suoi metaboliti di indurre stress ossidativo nel fegato. Dato che la maggior parte dei casi riscontrati è insorta in soggetti di sesso femminile, può inoltre essere ipotizzata una suscettibilità del genere femminile allo sviluppo di danno epatico da Tè Verde. In alcuni casi non può essere escluso un meccanismo idiosincrasico o un meccanismo immuno-allergico [Mazzanti G et al, 2009].

     

    • Intossicazione
    • Il tè verde potrebbe migliorare il quadro clinico nell’intossicazione da arsenico, comune nelle regioni del Bengala Occidentale (India), in cui si verifica iperproduzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) che producono danni permanenti al DNA. È stato dimostrato che, in vitro, i polifenoli del tè riducevano significativamente i danni del DNA indotti da arsenico in linfociti umani [Sinha D et al, 2007].

     

    • Cautela
    • In ogni caso, evidenze farmacologiche e tossicologiche mostrano che i polifenoli del tè verde possano causare stress ossidativo e tossicità epatica a determinate concentrazioni [Lambert JD, Sang S, Yang CS, 2007; Pillole.org – Pillole: Epatotossicità da tè verde]. Questo impone cautela nel consumo di estratti di tè concentrati. Nello stesso studio si raccomanda cautela nel consumo di tè verde in gravidanza.
    • Il tè verde interagisce in maniera sfavorevole con un farmaco utilizzato nella terapia del mieloma multiplo, il bortezomib (Velcade, anticorpo monoclonale) [Golden EB et al, 2009]. Le molecole di EGCG contenute nel tè verde si legano alle molecole di bortezomib, impedendo a queste di legarsi alle cellule tumorali e di danneggiarle [Golden EB et al, 2009].

     

    Effetti collaterali

    • Se correttamente impiegato, il tè non dovrebbe causare effetti collaterali di alcun tipo. Tuttavia, in caso di assunzione di dosi elevate possono insorgere iperacidità, irritazione gastrica, costipazione o diarrea, tremori, irritabilità, irrequietezza, mal di testa, palpitazioni e diminuzione dell’appetito; mentre in caso d’iperdosaggio possono manifestarsi anche nausea e spasmi addominali. Pertanto, poiché vi sono evidenze che i polifenoli del tè verde possano causare stress ossidativo e tossicità epatica a determinate concentrazioni [Lambert JD, Sang S, Yang CS, 2007; Pillole.org – Pillole: Epatotossicità da tè verde], è richiesta la massima cautela nel consumo di estratti di tè concentrati.

     

    Ad ogni modo, è opportuno evitare l’assunzione di tè o sue preparazioni in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in pazienti affetti da gastrite o ulcera peptica durante la gravidanza e l’allattamento.

    L’uso di tè in gravidanza, invece, dovrebbe essere limitato.

    Infine, i pazienti che presentano patologie renali, patologie cardiovascolari e/o iperfunzione tiroidea devono utilizzare il tè con molta cautela. Generalmente, in questi casi, è bene chiedere il consiglio del proprio medico.

    Interazioni farmacologiche

    • I-MAO: crisi ipertensive;
    • contraccettivi orali, cimetidina, verapamil, disulfiram, fluconazolo e chinolonici inibiscono il metabolismo della caffeina, con possibile aumento dei suoi effetti stimolanti;
    • ormoni tiroidei, adrenalina, alcaloidi della segale cornuta, efedra, sinefrina: ne potenzia gli effetti;
    • anticoagulanti orali: ne riduce l’attività;
    • fenilpropanolamina: aumento della pressione arteriosa;
    • litio: riduzione dei livelli di litio nel sangue;
    • benzodiazepine: riduzione degli effetti sedativi;
    • antiaritmici: aumento della concentrazione plasmatica di caffeina;
    • ferro: ne riduce l’assorbimento;
    • aspirina: la caffeina ne aumenta la biodisponibilità;
    • fenitoina: aumenta il metabolismo della caffeina;
    • fluorochinolonici: aumentano la concentrazione di caffeina nel sangue;
    • ipriflavone: possibile aumento della concentrazione di caffeina nel sangue;
    • induttori enzimatici: riduzione della caffeina nel sangue;
    • macrolidi: aumento della caffeina nel sangue;
    • ticlopidina: aumento della caffeina nel sangue.
    • Tollerabilità
    • Una recente revisione sistematica voluta dalla Farmacopea Americana ha valutato gli studi esistenti sulla sicurezza del tè verde, definendola una droga generalmente sicura [Sarma DN et al, 2008]. Si sono tuttavia verificati rari casi di intossicazione epatica in pazienti che assumevano dosi elevate di estratti di tè verde; tali casi si risolvevano peraltro spontaneamente in pochi giorni sospendendo l’assunzione della droga. Ciò suggerisce comunque prudenza in pazienti affetti da problemi epatici [Molinari M et al, 2006].
    • Gli autori di una recente review attribuiscono le reazioni epatiche sospette da tè verde alle catechine in esso contenute. La biodisponibilità delle catechine è ridotta in seguito a somministrazione orale, ma può aumentare fino a determinare livelli plasmatici tossici in condizioni particolari quali ad esempio digiuno e somministrazioni ripetute. L’epatotossicità può essere attribuita alla capacità di EGCG o dei suoi metaboliti di indurre stress ossidativo nel fegato. Dato che la maggior parte dei casi riscontrati è insorta in soggetti di sesso femminile, può inoltre essere ipotizzata una suscettibilità del genere femminile allo sviluppo di danno epatico da Tè Verde. In alcuni casi non può essere escluso un meccanismo idiosincrasico o un meccanismo immuno-allergico [Mazzanti G et al, 2009].

     

    • Intossicazione
    • Il tè verde potrebbe migliorare il quadro clinico nell’intossicazione da arsenico, comune nelle regioni del Bengala Occidentale (India), in cui si verifica iperproduzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) che producono danni permanenti al DNA. È stato dimostrato che, in vitro, i polifenoli del tè riducevano significativamente i danni del DNA indotti da arsenico in linfociti umani [Sinha D et al, 2007].

     

    • Cautela
    • In ogni caso, evidenze farmacologiche e tossicologiche mostrano che i polifenoli del tè verde possano causare stress ossidativo e tossicità epatica a determinate concentrazioni [Lambert JD, Sang S, Yang CS, 2007; Pillole.org – Pillole: Epatotossicità da tè verde]. Questo impone cautela nel consumo di estratti di tè concentrati. Nello stesso studio si raccomanda cautela nel consumo di tè verde in gravidanza.
    • Il tè verde interagisce in maniera sfavorevole con un farmaco utilizzato nella terapia del mieloma multiplo, il bortezomib (Velcade, anticorpo monoclonale) [Golden EB et al, 2009]. Le molecole di EGCG contenute nel tè verde si legano alle molecole di bortezomib, impedendo a queste di legarsi alle cellule tumorali e di danneggiarle [Golden EB et al, 2009].

     

     

    Effetti collaterali

    • Se correttamente impiegato, il tè non dovrebbe causare effetti collaterali di alcun tipo. Tuttavia, in caso di assunzione di dosi elevate possono insorgere iperacidità, irritazione gastrica, costipazione o diarrea, tremori, irritabilità, irrequietezza, mal di testa, palpitazioni e diminuzione dell’appetito; mentre in caso d’iperdosaggio possono manifestarsi anche nausea e spasmi addominali. Pertanto, poiché vi sono evidenze che i polifenoli del tè verde possano causare stress ossidativo e tossicità epatica a determinate concentrazioni [Lambert JD, Sang S, Yang CS, 2007; Pillole.org – Pillole: Epatotossicità da tè verde], è richiesta la massima cautela nel consumo di estratti di tè concentrati.

     

    Ad ogni modo, è opportuno evitare l’assunzione di tè o sue preparazioni in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in pazienti affetti da gastrite o ulcera peptica durante la gravidanza e l’allattamento.

    L’uso di tè in gravidanza, invece, dovrebbe essere limitato.

    Infine, i pazienti che presentano patologie renali, patologie cardiovascolari e/o iperfunzione tiroidea devono utilizzare il tè con molta cautela. Generalmente, in questi casi, è bene chiedere il consiglio del proprio medico.

     

    Interazioni farmacologiche

    • I-MAO: crisi ipertensive;
    • contraccettivi orali, cimetidina, verapamil, disulfiram, fluconazolo e chinolonici inibiscono il metabolismo della caffeina, con possibile aumento dei suoi effetti stimolanti;
    • ormoni tiroidei, adrenalina, alcaloidi della segale cornuta, efedra, sinefrina: ne potenzia gli effetti;
    • anticoagulanti orali: ne riduce l’attività;
    • fenilpropanolamina: aumento della pressione arteriosa;
    • litio: riduzione dei livelli di litio nel sangue;
    • benzodiazepine: riduzione degli effetti sedativi;
    • antiaritmici: aumento della concentrazione plasmatica di caffeina;
    • ferro: ne riduce l’assorbimento;
    • aspirina: la caffeina ne aumenta la biodisponibilità;
    • fenitoina: aumenta il metabolismo della caffeina;
    • fluorochinolonici: aumentano la concentrazione di caffeina nel sangue;
    • ipriflavone: possibile aumento della concentrazione di caffeina nel sangue;
    • induttori enzimatici: riduzione della caffeina nel sangue;
    • macrolidi: aumento della caffeina nel sangue;
    • ticlopidina: aumento della caffeina nel sangue.

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