Dal Mondo Vegetale

Guaranà | Paullinia sorbilis

Il guaranà (nome scientifico Paullinia cupana, sin. Paullinia sorbilis) è una pianta rampicante (liana), sempreverde, nativa della foresta amazzonica appartenente alla famiglia delle Sapindaceae; è presente anche in Venezuela, Paraguay e Uruguay. In fitoterapia sono utilizzati i semi.

La pianta si presenta come arbusto legnoso, con l’aspetto di una grossa e volubile liana, rampicante, sempreverde, con rami molto flessibili; raggiunge un’altezza di 10 m circa e cresce spontanea e coltivata a scopo commerciale nei paesi d’origine. È una pianta delicata che cresce preferibilmente in terreno ricco di humus, umido e ben drenato. Richiede un’esposizione parzialmente ombreggiata e non sopporta temperature inferiori ai 18-20°C. Le foglie, costituite da foglioline ovali-oblunghe, sono glabre, composte, imparipennate, con margini grossolanamente dentato-crenati; disposte in posizione alterna, presentano l’apice acuminato e hanno una consistenza piuttosto coriacea; le nervature sulla pagina inferiore sono ben visibili e leggermente vellutate. I fiori, poco appariscenti, bianchi o gialli, sono riuniti a mazzetto in infiorescenze lunghe fino a 10 cm circa. Il frutto è costituito da una capsula trigona piriforme, con deiscenza in tre valve longitudinali; presenta all’incirca le dimensioni di una nocciola e a maturità è di un bel colore rosso o arancione; all’interno contiene da uno a tre semi lucidi, bruno-porpora, più o meno globoidali, a forma di castagna e con un diametro di 1,5 cm. Si riproduce per talea di legno maturo alla fine della stagione di crescita.

La parola guaranà significa “vite” in molti dialetti indigeni e si riferisce allo sviluppo caratteristico a “liana” di questa pianta in presenza di tronchi che le facciano da supporto; può raggiungere fino ai 10 m di altezza. Il nome Paullinia deriva da quello di un dotto naturalista del ‘600, tal Paulli, cui lo stesso Linneo dedicò un intero genere al quale, attualmente, si attribuiscono circa 140 specie, in grandissima parte proprie della flora spontanea dei paesi dell’America tropicale.

Circa il 70% della produzione di Guaranà del Brasile viene utilizzato per la preparazione di succhi e di bevande energetiche, mentre dal restante 30% si ricava la polvere di Guaranà, utilizzata in forma di capsule o soluzioni acquose per l’industria farmaceutica e cosmetica.

La droga è costituita da una pasta essiccata di colore bruno ottenuta dalla lavorazione dei semi di guaranà, tostati, macinati e pressati (pasta Guaranà): questa viene essiccata sotto forma di bastoncini e poi grattugiata in acqua per ottenere una bevanda simile al tè. Viene inoltre utilizzata come fonte di caffeina, aromatizzante per bevande analcoliche, liquori e prodotti dolciari. Le popolazioni indigene la usano da centinaia di anni come pianta curativa ed “elisir” di lunga vita.

Il Guaranà contiene, in concentrazioni variabili dal 3 all’8%, un analogo della caffeina, noto come guaranina, che gli conferisce le sue proprietà stimolanti analoghe a quelle ascritte al caffè; inoltre contiene teofillina, teobromina, acido tannico e saponine.

Il Guaranà è stimolante delle funzioni cognitive (attenzione e memoria), tonico generale; storicamente il guaranà veniva utilizzato dalle tribù dell’Amazzonia per le sue proprietà stimolanti al fine di aumentare la resistenza fisica.

Il Guaranà è specialmente utile per dare una carica energetica in caso di esaurimento, astenia: contrasta efficacemente gli stati di affaticamento. Trova impiego nel mondo dello sport ed è associato a molte diete (dimagranti) in quanto favorisce la combustione dei grassi, aumentando la termogenesi, e l’utilizzo (lipolisi) dei grassi di riserva depositati nelle cellule adipose. Per il suo contenuto in tannini può esercitare un’azione astringente a livello intestinale. Esso, inoltre, stimola le funzioni cerebrali e l’attività intellettuale.

Contenendo caffeina, il Guaranà può essere utile nelle emicranie; è un cardiotonico e produce un’azione simile a quella del caffè, ma con importanti differenze, dovute agli altri componenti del fitocomplesso, tra cui i tannini, per cui varia la farmacocinetica del principio attivo; ciò si traduce in un effetto stimolante più prolungato e di entità superiore a quello della caffeina isolata. Questo rappresenta un valido esempio del fatto che l’azione di un fitocomplesso, non può essere sostituita da quella di un unico principio attivo.

 

Gli effetti indesiderati più comuni dopo assunzione del guaranà, sono riconducibili alla presenza di caffeina (agitazione, ipereccitabilità, nervosismo, insonnia, aritmie di vario genere in soggetti predisposti, ipertensione arteriosa). L’uso dei prodotti contenenti guaranà è perciò sconsigliato nei soggetti con ulcere gastriche e intestinali, ipertiroidismo (sindrome derivante da un’iperattività della tiroide) o disturbi cardiovascolari tra cui ipertensione (elevata pressione sanguigna) e aritmie (alterazioni del normale ritmo cardiaco).

. Inoltre sono riportate le seguenti principali interazioni farmacologiche:

  • I-MAO: crisi ipertensive;
  • contraccettivi orali, cimetidina, verapamil, disulfiram, fluconazolo e chinolonici inibiscono il metabolismo della caffeina, con possibile aumento dei suoi effetti stimolanti;
  • ormoni tiroidei, adrenalina, alcaloidi della segale cornuta, efedra, sinefrina: ne potenzia gli effetti;
  • anticoagulanti orali: ne riduce l’attività;
  • fenilpropanolamina: aumento della pressione arteriosa;
  • litio: riduzione dei livelli di litio nel sangue;
  • benzodiazepine: riduzione degli effetti sedativi;
  • antiaritmici: aumento della concentrazione plasmatica di caffeina;
  • ferro: ne riduce l’assorbimento;
  • Aspirina: la caffeina ne aumenta la biodisponibilità;
  • fenitoina: aumenta il metabolismo della caffeina;
  • fluorochinolonici: aumentano la concentrazione di caffeina nel sangue;
  • ipriflavone: possibile aumento della concentrazione di caffeina nel sangue;
  • induttori enzimatici: riduzione della caffeina nel sangue;
  • macrolidi: aumento della caffeina nel sangue;
  • ticlopidina: aumento della caffeina nel sangue.

Redazione amaperbene.it

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