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Dittamo cretico | Amaracus Dictamnus Benth.

L’Origanum dictamnus (o Dittamo di Creta) è una pianta erbacea della famiglia delle Lamiaceae, originaria dell’isola greca di Creta. In Grecia è chiamato Δίκταμο (díktamo) e nel dialetto cretese Έρωντας (erontas o erodas, “amor”e), Στοματόχορτο “erba per lo stomaco” o μαλλιαρό χόρτο “erba lanosa”, Σταματόχορτο “erba coagulante”.

Le prime raffigurazioni del dittamo risalgono al 1500 a.C. e si trovano in un affresco situato sul muro di un palazzo minoico. Qesta pianta era già nota ai popoli dell’antichità di Grecia e Egitto, dove fu esportato, per le sue virtù medicinali. È stato il primo antisettico per uso esterno citato nelle tavolette in lineare B risalenti al 1300 a.C.. Nell’opera Natura delle donne di Ippocrate si raccomanda di «bere in acqua un soldo di dittamo di Creta per causare l’uscita del còrio e le regole».

Aristotele nella sua Storia degli animali al capitolo VII scrive «Si ritiene che le capre selvatiche di Creta, quando sono colpite da una freccia, si mettano a cercare il dittamo che pare abbia la proprietà di far uscire il ferro dalla ferita».

Nel XII libro dell’Eneide Virgilio descrive l’estrazione di una freccia e l’utilizzazione del dittamo come antisettico.

Dioscoride descrisse l’utilizzo del dittamo in De materia medica.

William Turner, il padre della botanica inglese, lo descrisse nel XVI secolo: una pianta che non ha mai voluto crescere ma che è disponibile presso gli apotecari di Venezia e di Anversa.

Esso fa parte delle piante la cui coltura è raccomandata nei domini regi da parte di Carlo Magno nel Capitulare de villis (fine VIII secolo o inizio del IX).

Nel medioevo il dittamo faceva parte dei doni dei fidanzati delle signorine cretesi. Secondo la tradizione cretese, i giovanotti che volevano sposarsi dovevano arrampicarsi sulle erte falesie del Monte Ditte per coglierne e offrirlo alla loro futura sposa.

Questa pianta viene citata nella mitologia. La dea greca Afrodite cura le ferite del figlio Enea con il dittamo. Ella stessa si cura con il dittamo per facilitare la propria gravidanza quando è incinta di Ermafrodito sul monte Ida di Troade.

Zeus, re degli dei dell’Olimpo, fu salvato da morte certa dalla madre, Rea. Ella partorì a Creta in un antro del Monte Ditte, protetta dai Cureti, ove nascose il figlio. In ringraziamento Zeus offrì ai cretesi il dittamo.

Nell’antichità il dittamo fu chiamato “artemidion” in onore della dea Artemide (Diana per i romani), che se voleva poteva far guarire le ferite inferte dalle sue frecce.

La dea cretese del parto, Eilytheiia, (Ειλυθειία) portava una corona di dittamo, collegamento diretto tra la pianta e il parto.

La letteratura medica antica prescrive il dittamo in infusione per i dolori di stomaco, i problemi intestinali, le gravidanze a rischio e le mestruazioni dolenti. Nell’uso esterno funge da antisettico e coagulante.

Il termine origanum proviene dal greco ὄρος óros monte e da γάνος gános bellezza vistosa, piacere: splendore del monte, riferimento all’habitat naturale. L’epiteto specifico dictamnus viene dal greco τίκτω tíkto partorire e da θάμνος thámnos arbusto: perché si riteneva che queste piante facilitassero il parto.

Inoltre il dittamo è usato fin dall’antichità come incenso divinatorio e per vedere gli spiriti.

Il dittamo di Creta è talvolta confuso con il dittamo bianco, pianta erbacea xerofila della famiglia delle Rutaceae.

Il Dittamo di Creta è un arbusto vivace che può raggiungere i 30 cm di altezza; cresce selvatico sulle montagne dell’isola di Creta, prediligendo zone rocciose ad un’altezza da 300 a 1500 s.l.m. con esposizione molto soleggiata, ma può resistere fino a -10 ºC. Esso non sopporta l’umidità dell’aria e del suolo I gambi legnosi portano piccole foglie argentee e vellutate, arrotondate e lanuginose mentre le spighe d’inflorescenza pendono verso il basso. Le piante fioriscono da maggio ad agosto. I grani sono rari e la pianta è coltivata per talea.

Le foglie portano sulla loro superficie dei peli ghiandolari nei quali è prodotto l’olio essenziale utilizzato nella realizzazione del Martini dry, del Vermut e nella cosmetica. Scarso invece l’impiego in gastronomia, perché ha un profumo troppo intenso e un sapore troppo forte.

Le sommità fiorite vengono essiccate e trasformate in una tisana.

Le sue proprietà medicinali vengono sfruttate dalla pianta fiorita che è stata usata come antireumatica, ossitocica, stomachica e vulneraria (che ha azione cicatrizzante sulle ferite e sulle piaghe), anche se questi usi sono ormai obsoleti. Ricco di antiossidanti, sarebbe in grado di aumentare l’appetito, sarebbe  diuretico, digestivo, antispasmodico, astrigente ecalmante; avrebbe infine proprietà antifungine, antibatteriche e antielmintiche. Un estratto ricavato dalle parti aeree della pianta ha mostrato un’attività significativa contro Leishmania donovani, uno degli organismi che causano la malattia parassitaria leishmaniosi. Le specie correlate contengono triterpeni, acido ursolico e acido oleanolico, composti precedentemente identificati nelle Lamiaceae greche e recentemente dimostrati avere una forte attività contro le specie di Leishmania.

Il dittamo, come l’origano, ha proprietà antisettiche. In Grecia viene utilizzato sotto forma di infuso per curare il raffreddore, le infezioni della bocca e dei denti, i problemi di digestione, le menorree, il diabete, l’obesità, i problemi renali ed epatici.

È applicato anche come cataplasma per i dolori di testa, i reumatismi e sulle piaghe.

I principi attivi dell’olio essenziale di dittamo sono: canfora (stimolante, decongestionante, antisettico, antispasmodico), carvacrolo (analgesico, antinfiammatorio, antisettico, battericida, espettorante, fungicida, vermifugo), cedrolo, linanol, p-cimolo, pinène (battericida, espettorante, fungicida), tannino (battericida, antivirale, antiulcera, antitumorale).

Un altro studio indica componenti diversi: carvacrolo, timolo (antiossidanti); paracimene (analgesico, battericida, vermifugo), γ-terpinène (insettifugo).

L’acido ursolico contenuto nelle foglie del dittamo avrebbe proprietà anticancerogene.

Oggi l’ Origanum dictamnus è protetto e la sua raccolta regolamentata dalle leggi dell’Unione europea.

 

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