0

Avocado | Persea Americana

Avocado è il nome comune utilizzato per indicare un frutto tropicale e la pianta centroamericana che lo produce; quest’ultima, nota anche come Persea americana o Laurus persea L., è una specie arborea da frutto che appartiene alla famiglia delle Lauracee, originaria dell’America Centrale (Messico, Guatemala, Antille), conosciuta già in epoca precolombiana. Oggi l’Avocado è diffuso in America Latina, California e Florida; nel Mediterraneo è presente in Israele e Spagna. In Italia, nonostante nelle aree meridionali vi sia un ambiente idoneo, la coltivazione specializzata occupa solo pochi ettari.

Le piante di avocado possono vivere fino a 200 anni; sono alte 10 m o più, hanno chiome costituite da numerosissime foglie larghe e di color verde scuro, mentre il tronco è rivestito da una corteccia chiara tendente al giallo-beige. I frutti, dalla forma simile a quella delle pere (o di una melanzana nana), nascono da piccoli fiori gialli, possono raggiungere 25 cm di lunghezza e 1,4 kg di peso. La loro buccia, piuttosto spessa, può avere una colorazione variabile dal verde scuro al porpora intenso e può essere liscia o rugosa. Il seme invece, unico, di grosse dimensioni e consistenza legnosa, è bruno, pesante e con un tipico profilo “a goccia”. Il frutto non è molto dolce ed è privo della croccantezza che caratterizza, ad esempio una mela; la polpa si presenta in genere compatta e di color giallo-verdastro, liscia e cremosa, per l’abbondante presenza di grassi. La consistenza burrosa si accompagna ad un leggero sapore di noce. Esistono più di cento varietà di avocado che variano per dimensione, forma, colore, texture della buccia e ovviamente gusto, ma forse la più popolare e apprezzata è senz’altro la Hass (circa l’80% del consumo mondiale), un albero innestato.

Il termine avocado deriva dallo spagnolo aguacate e ancor prima dal sostantivo originale ahuacat – che significa testicolo, poiché, oltre ad assomigliargli nelle fattezze, nasce e cresce in coppia. La sua scoperta da parte delle popolazioni europee è avvenuta durante la perlustrazione spagnola nelle Americhe.

L’avocado fornisce 231 Calorie ogni 100 g di frutto, corrispondenti per 3% a carboidrati, 8% a proteine, 89% a lipidi, e associate a 64 grammi di acqua. Per questo è il frutto grasso per eccellenza. A differenza di altri alimenti ricchi di grassi vegetali l’avocado contiene molti grassi buoni, quelli monoinsaturi che sono utili per mantenere in salute il cuore. In particolare, i lipidi comprendono il 2,48% di grassi saturi (sotto forma di acido palmitico), il 18,33% di acidi grassi monoinsaturi (sotto forma di acido palmitoleico e, soprattutto, di acido oleico) e l’1,45% di acidi grassi polinsaturi (sotto forma di acido linoleico e, in minori quantità, acido alfa-linolenico e acido arachidonico). Per queste sue caratteristiche, l’avocado non trova facile impiego nella dieta mediterranea (nella quale la frazione lipidica è prevalentemente occupata dall’olio extravergine di oliva). In linea di massima, l’avocado sarebbe da evitare in caso di sovrappeso e obesità.

Fra le vitamine, sempre per 100 gr, l’avocado è ricco di: 18 mg vitamina C (A (14 µg di retinolo equivalente); 6,4 mg vitamina E; 1,1 mg di vitamina B3 o PP (niacina); 0,12 mg di vitamina B2 (riboflavina); 0,09 mg di vitamina B1 (tiamina). Inoltre contiene quantità di vitamina D superiori a quelle presenti nel burro o nelle uova. Fra i minerali è invece una fonte di: 450 mg di potassio, 44 mg di fosforo, 13 mg di calcio, 0,6 mg di ferro, 2 mg di sodio. Infine, la polpa è una fonte di steroli e di acidi volatili.

Anche il seme dell’avocado è ricco di nutrienti; al suo interno si trovano soprattutto acidi grassi, alcoli e una serie di composti insaturi dal sapore estremamente amaro. Nelle foglie dell’avocado messicano si nasconde invece un olio essenziale contenente estragolo e anetolo.

Grazie alle sue proprietà nutrizionali, l’avocado sarebbe in grado di ridurre il rischio di patologie croniche cardiovascolari, di malattie neurodegenerative e di tumori, perché capace di abbassare i livelli di colesterolemia e colesterolo LDL (cattivo), favorendo l’aumento del colesterolo HDL; di ridurre il rischio di sviluppare la Sindrome Metabolica, una patologia caratterizzata dalla coesistenza di diversi fattori, tra cui iperglicemia, dislipidemie e ipertensione.

L’olio di avocado è indicato per rigenerare la pelle, anche se in alcuni individui può causare forme di allergia; è indicato come protettivo dai raggi solari.

Non sono note controindicazioni specifiche al consumo di avocado, ma chi è allergico a: lattice, banane, meloni, pesche, castagne, pomodoro, patate, kiwi, deve mangiarlo con attenzione a causa del possibile rischio di un’allergia crociata. Fra le possibili manifestazioni allergiche scatenate dall’avocado sono inclusi sindrome da allergia orale (prurito a bocca e gola e lingua gonfia) e sintomi generalizzati (respiro sibilante, sensazione di oppressione al petto, crampi addominali, diarrea). Inoltre se assunti in grandi quantità, semi e foglie della Persea gratissima possono risultare tossici.

L’avocado può tuttavia interferire con il Warfarin, un farmaco anticoagulante, aumentando il rischio di coagulazione del sangue, per cui, in caso di terapia anticoagulante o dislipidemie, è altamente consigliato consultarsi con il proprio medico sui rischi associati al consumo di questo frutto.

Le foglie, la corteccia, i frutti e i semi dell’avocado sono dannosi su vari animali: gatti, cani, bovini, capre, conigli, ratti, cavie, uccelli, pesci e cavalli se li consumano. La totalità della pianta di avocado contiene infatti un derivato acido grasso tossico, chiamato persina, la quale è in genere innocua per gli umani.

  • Salsa guacamole

La salsa guacamole è una delle principali preparazioni tradizionali in cui l’avocado rappresenta l’ingrediente predominante. Una delle tante varianti per la preparazione della salsa guacamole prevede di schiacciare con una forchetta (o meglio con un mortaio, il famoso molcajete come la ricetta originale comanda) la polpa di un avocado, aggiungendo il succo di mezzo limone; aggiungere sale e pepe, qualche spicchio d’aglio, della cipolla finemente tritata ed un pizzico di peperoncino fresco o essiccato, e un generoso filo d’olio. La salsa va lasciata riposare in frigorifero per 30 minuti prima di servirla, accompagnata da pane casereccio o tortillas, dai classici Nachos (le patatine di mais), dalle piadine, ai tranci di pizza, grissini.

Articoli correlati