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Arenaria Carex Arenaria

L’Arenaria è una pianta delle Eukaryote, della famiglia delle Cyperaceae originaria del nord Europa, compresa la Gran Bretagna, la Spagna, il Portogallo, la Germania, la Polonia, la Russia Europea, ed è stata esportata in Nord America. E’ conosciuta anche come carice, carice di sabbia, carex, Sand sedge, German sarsaparilla, Laiches des sables, Carrico da areia.

È una pianta erbacea che raggiunge i 10 – 50 cm di altezza, la cui radice emana un odore turbolento. Le foglie sono simili sia in lunghezza che in larghezza a uno stelo sottile. Sono piuttosto rigidi e a forma di grondaia. Alla fine dei germogli ci sono fiori a forma di orecchie. Su una pianta, possiamo distinguere sia i fiori maschili, situati più in alto, sia i fiori femminili, che crescono alla base dell’infiorescenza. Il frutto del carice ricorda una piccola arachide di colore marrone chiaro. È ricoperto da una bolla conica lunga 0,5 cm.

Vive su terreni leggeri (dune sabbiose marittime e zone sabbiose e disturbate vicino alla costa) e medi (argillosi) e può crescere in terreni poveri dal punto di vista nutrizionale. Fiorisce tra luglio ed agosto e produce fiori di colore giallognolo e/o verde chiaro.

Il termine Carex proviene dal nome classico latino cārex, caricis carice (in Virgilio), derivato dal greco κείρω keíro io taglio, riferimento al bordo tagliente di molte specie di questo genere.

La composizione della pianta dipende da vari fattori, compresa la composizione del suolo. Alla pianta vengono attribuite proprietà diuretiche e coleretiche.

Costituenti principali della pianta sono: saponine in tracce; olio essenziale in tracce (salicilato di metile e cineolo); resina, mucillagine, tannino; un eteroside amaro; silicio (fino al 45% nelle ceneri). Grazie a tali principi attivi, la radice della pianta è dotata di varie proprietà benefiche come l’attività depurativa e sudorifera ed aumenta il metabolismo organico e stimola la secrezione di diversi organi emuntori e risulta particolarmente adatta nel trattamento di reumatismi cronici, turbe del metabolismo, gotta.

In letteratura si trova anche l’utilizzo delle infiorescenze (decozione o macerazione) come diaforetico e diuretico utile nelle cure dimagranti.

Non è stato ancora chiarito se si tratta di una pianta tossica, ma si sconsiglia l’uso prolungato a causa dell’effetto bradicardizzante di alcuni componenti.

Inoltre le sue proprietà diuretiche ed antireumatiche non sono state confermate scientificamente, mentre ne è sconsigliato l’uso a causa degli effetti gastrolesivi e cardiotossici.

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