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Arancio Dolce | Citrus sinensis (L.) Osbeck

L’arancio (Citrus sinensis Osbeck) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutacee, il cui frutto è l’arancia (detta nell’uso corrente anche “arancio”, come l’albero), talora chiamata arancia dolce per distinguerla dall’arancia amara.

È un antico ibrido, risultato di un incrocio di oltre 4000 anni fa tra il pomelo e il mandarino. L’arancio è un albero da frutto che può arrivare fino a 12 metri, dalle foglie allungate e carnose e dai fiori candidi; il frutto è l’arancia (detta nell’uso corrente anche “arancio”, come l’albero), talora chiamata arancia dolce per distinguerla dall’arancia amara. È un antico ibrido, probabilmente fra il pomelo e il mandarino, ma da secoli cresce come specie autonoma e si propaga per innesto e talea. Apparve circa nel 500 a.C. È caratterizzato da fogliame sempreverde e lucente. Se viene sfregato con i polpastrelli rilascia un’essenza agrumata dovuta alla presenza di oli nella lamina fogliare.

La chioma ha forma arrotondata e se viene lasciato crescere può raggiungere anche gli 8 metri di altezza. I rami possono essere dotati di spine. I fiori, che compaiono verso marzo-aprile, sono bianchi o rosati ed emanano un profumo intensissimo e molto gradevole. I frutti dal punto di vista botanico possono essere classificati come bacche. La polpa è racchiusa all’interno di una buccia più o meno spessa, anch’essa caratterizzata dalla presenza di olio essenziale. Sono tra gli agrumi meno resistenti al freddo in quanto non riescono a resistere a temperature inferiori a -7°C. Una pianta ottenuta da seme raggiunge la maturità intorno agli otto anni, quando comincia a fiorire. Per accorciare questi tempi di solito si ottengono nuove piantine tramite innesto. Si tratta di piante mediamente longeve. Di solito vivono circa 40 anni. Possono però, in condizioni ottimali, superare il secolo di vita.

Gli agrumi sono originari delle appendici dell’Himalaya e i primi a coltivarli furono gli Indiani e i Cinesi. Il primo a nominarli fu Confucio, nel 500 a.C. Furono poi portati in Africa del Nord, in Sicilia e in Spagna dagli arabi durante l’VIII secolo. L’arancio, in particolare, però è stato introdotto in Europa dai Portoghesi dall’India. È per questo che questi frutti vengono ancora soprannominati “portoghesi”.

L’arancio è l’agrume più diffuso al mondo e se ne coltivano centinaia di varietà. Alcuni frutti sono a polpa bionda (ovale, biondo comune, navelina, washington navel, ecc.), altri a polpa rossa per via dei pigmenti antocianici in essi contenuti (moro, tarocco, sanguinello), alcuni più grandi e più belli, altri di aspetto più modesto e dalla buccia più sottile, ma più succosi e dunque adatti per spremute. Solo in Italia più di venti varietà vengono coltivate come frutta da tavola e altrettante per spremuta. Comunque, le arance dolci non vengono consumate solo come frutta fresca ma, soprattutto nel caso di quelle a polpa bionda, vengono utilizzate per la produzione di succhi (durante la lavorazione delle quali la buccia, preventivamente separata dal resto del frutto, viene sfruttata per estrarne l’olio essenziale in essa contenuto) e, in misura minore, per la produzione di canditi e frutta essiccata.

Esistono centinaia di varietà di arance, ma più diffuse, distinguibili in qualità rossa e bionda, sono:

  • Tarocco
  • Sanguinella
  • Moro
  • Washinton Navel
  • Valencia
  • Belladonna

L’arancia rossa, rappresenta la più nobile degli agrumi in Sicilia da circa 2.000 anni, tipica dei territori della Sicilia orientale (tarocco, moro, sanguinello) il suo colore scuro è dato dai pigmenti rossi, appartenete alla famiglia antocianine, La definizione Arancia rossa di Sicilia è usata per individuare le varietà di arance polpa rossa (moro, tarocco e sanguinello) che rispettano quanto previsto nel relativo disciplinare “Arancia rossa di Sicilia IGP” (Indicazione geografica protetta).

A Ribera, in provincia di Agrigento, si coltiva l’arancia bionda della cultivar “Washington Navel” le cui particolari qualità organolettiche sono molto apprezzate, tanto che Arancia di Ribera è diventato un marchio DOP.

I principi attivi dell’arancio dolce sono numerosi; tra questi:

  • limonene e linalolo, oli essenziali contenuti nella scorza
  • esperidina, composto di natura flavonoidica presente nella polpa dell’arancia (ha effetti antiinfiammatori e capillaro-protettivi)
  • rutina, un gluicoside flavonoico, presente maggiormente nella sostanza bianca cioè sotto la buccia, favorisce l’assorbimento della vitamina C, ha proprietà capillaro-protettive, anti-ossidanti
  • esperidina presente nella polpa dell’arancia (ha effetti antiinfiammatori e capillaro-protettivi)
  • auraptene, etere geranilico dell’ossicumarina (derivato della cumarina)
  • zuccheri e acidi organici

L’arancio dolce possiede le stesse proprietà dell’arancio amaro, ovvero proprietà digestive, aromatiche, dissetanti, vitaminiche, sedative e antispasmodiche. La scorza e il succo del suo frutto sono effettivamente di norma più dolci della varietà amara per cui i caratteri aromatici differiscono sensibilmente. La corteccia fresca del frutto favorisce la digestione e allevia i dolori di stomaco. I fiori secchi sono utilizzati nel trattamento dell’insonnia e dell’eccitazione nervosa, soprattutto nei bambini. L’epicarpo, inoltre, possiede numerose attività farmacologiche, tra cui quella antinfiammatoria, antibatterica e antifungina. Infatti, l’ingestione di elevate quantità di epicarpo da parte dei bambini può causare coliche intestinali, convulsioni e anche morte.

Le scorze, nella varietà dolce e amara, sono componenti indispensabili nell’industria liquoristica, in quella delle bevande gassate e degli sciroppi, nonché nell’industria alimentare in genere. Anche l’industria farmaceutica si serve dei derivati dell’Arancio dolce per correggere preparazioni medicinali dal gusto sgradevole. L’infuso dei fiori viene usato soprattutto per le proprietà sedative nei casi di insonnia e di eccitazione nervosa; esso è particolarmente utile e gradito ai bambini (si abbia l’accortezza di addolcire molto il preparato con zucchero o miele).

In conclusione, l’arancia è un frutto molto prezioso perché possiede proprietà anti-tumorale, anti-infiammatorie, detossificante e protettiva sui vasi sanguigni. Inoltre la vitamina C (acido ascorbico) permette al nostro organismo un migliore assorbimento del ferro, conferendo all’arancia delle proprietà antianemiche.

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