APOL1 (apolipoproteina L1) è associato a ridotta funzione renale post-donazione
Pillole di conoscenza

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Secondo uno studio apparso su JAMA Internal Medicine, i donatori viventi di rene di etnia nera portatori del genotipo ad alto rischio del gene APOL1 (apolipoproteina L1) presentano più del doppio del rischio di sviluppare una riduzione clinicamente significativa della funzione renale rispetto ai donatori privi di tale genotipo, a quasi due decenni dalla nefrectomia.
La rilevanza dello studio risiede nel fatto che, pur trattandosi di una procedura in cui il beneficiario primario è il ricevente, le conoscenze sui rischi a lungo termine per il donatore rimangono limitate – soprattutto per i follow-up brevi e la scarsa rappresentanza delle minoranze etniche negli studi esistenti – rendendo difficile basare su solide prove le politiche di selezione dei donatori e il processo di consenso informato.
Quasi vent’anni dopo: i dati
Lo studio LETO (Living Donor Extended Time Outcomes), una coorte retrospettiva condotta su scala nazionale negli Stati Uniti, ha arruolato 445 donatori neri (età media 38 anni; 66% donne) e 208 donatori bianchi, tutti con donazione avvenuta tra il 2000 e il 2008. Chi-yuan Hsu, dell’Università della California, San Francisco, ha coordinato lo studio, con visite di ricerca domiciliari effettuate tra il 2020 e il 2024 e un follow-up mediano di 18,5 anni. Il 15,3% dei donatori neri (68 su 445) risultava portatore del genotipo APOL1 ad alto rischio (combinazioni G1/G1, G2/G2 o G1/G2).
L’esito primario – una velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) inferiore a 45 mL/min/1,73 m², soglia riconosciuta come riduzione clinicamente significativa – si è verificato nel 14,7% dei portatori rispetto al 6,4% dei non portatori (rischio relativo, RR: 2,31). Dopo aggiustamento per l’eGFR predonazione, il RR si attenuava a 1,91. Gli autori sottolineano tuttavia che la funzione renale più bassa già al momento della donazione nei portatori è essa stessa verosimilmente imputabile al genotipo APOL1, e che l’aggiustamento su questo parametro offre dunque solo un quadro parziale del rischio reale.
Significative anche le associazioni con eGFR inferiore a 60 mL/min/1,73 m² (RR aggiustato: 1,34) e con albuminuria severa ovvero rapporto albumina/creatinina urinaria ≥ 300 mg/g (RR aggiustato: 3,89). L’analisi stratificata per età ha evidenziato un rischio particolarmente elevato nei donatori con più di 38 anni al momento della donazione (RR: 4,19), rispetto a un’associazione non significativa nella fascia più giovane.
Tra i limiti dichiarati dagli autori: un’unica misurazione dell’eGFR, assenza di controlli non donatori e di dati sull’albuminuria pre-donazione, mancato raggiungimento dell’obiettivo originario di reclutamento per le interruzioni legate alla pandemia da COVID-19.
Verso la genotipizzazione nella pratica clinica
Gli autori sono espliciti nell’invito all’azione. Scrivono: “Data la dimensione dell’effetto osservata nello studio LETO, riteniamo che sia difficile giustificare il mancato ricorso alla genotipizzazione dell’APOL1 in tutti i candidati donatori viventi di rene a rischio, proprio come sarebbe difficile giustificare il mancato monitoraggio della pressione arteriosa, anche se una pressione arteriosa elevata non costituisce necessariamente una controindicazione alla donazione. La questione se le persone con un certo grado di pressione arteriosa elevata debbano essere autorizzate a procedere alla donazione di rene è separata dalla questione se tutti i candidati donatori viventi debbano sottoporsi alla misurazione della pressione arteriosa”.
La genotipizzazione dell’APOL1 non è attualmente implementata in molti centri trapianto ed è oggetto di dibattito: questi dati suggeriscono che la sua introduzione – accompagnata da adeguata consulenza genetica e processi di decisione condivisa – potrebbe migliorare la stratificazione del rischio dei candidati donatori viventi di etnia nera, supportando al contempo una donazione più informata ed equa.
Hsu CY, Gao Y, Freedman BI, Lunn MR, Muiru AN, Schnitzler MA, Divers J, Mannon RB, Palmer ND, Karger AB, Lentine KL, Park M; Long-Term Kidney Transplantation Outcomes Network (APOLLO) Consortium. Apolipoprotein L1 Gene Genotype and Kidney Outcomes After Living Kidney Donation. JAMA Intern Med. 2026 Jun 22:e260996. doi: 10.1001/jamainternmed.2026.0996. Epub ahead of print. PMID: 42329639; PMCID: PMC13288191.



