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Alstonia | Alstonia scholaris

Alstonia R.Br. è un genere di piante arboree tropicali della famiglia delle Apocinacee.

Il nome è un omaggio al botanico scozzese Charles Alston (1683-1760).

Pianta originaria del Sud-Est Asiatico, Cina, India e Australia appartenente alle piante arboree tropicali della famiglia delle Apocinacee. E’ un albero sempreverde. alto fino a 40 m con foglie glabre che fiorisce in ottobre producendo piccoli fiori bianchi profumati. i semi sono oblunghi con margini ciliati terminanti con ciuffetto di peli lunghi 2 cm. la corteccia è amara con linfa lattescente.

Cresce ad altitudini varie, fino ai 2900 metri di altitudine. Cresce in prossimità della costa, nelle foreste di mangrovie e nelle foreste miste. Di solito si sviluppa sulle creste e pendii con sabbia a terreni argillosi. Cresce anche su terreni calcarei e basici.

Questo albero non gode di buona fama: conosciuto anche come pianta del Diavolo, in conseguenza di antiche credenze che lo ritenevano la dimora di demoni malvagi, in realtà l’Alstonia nasconde anche proprietà inaspettate.

L’importanza della pianta deriva dall’ottimo legname e dai prodotti (guttaperca e pseudogomma) che si ricavano dalle varie specie. I nativi dei luoghi in cui cresce ricavano da sempre la carta, ma anche scatole, fiammiferi ed ogni oggetto che richiede un legno morbido e malleabile, persino per fabbricare le bare.

L’intera pianta è considerata piuttosto tossica per l’alta presenza di alcaloidi: ditamine, echitamine o ditaine (il più potente e somigliante chimicamente all’ammoniaca), echitenine, steroidi, triterpenoidi, acido clorogenico, sostanze grasse e sostanze resinose; nei semi sono contenuti anche alcaloidi indolici allucinogeni, sostanze che conferiscono alla pianta uno sgradevole sapore amaro ed efficaci proprietà terapeutiche. A causa dell’alto contenuto di alcaloidi, però, la tossicità di questa pianta è decisamente alta, tanto più che nei suoi semi sono addirittura contenuti alcaloidi allucinogeni.

Pertanto il suo utilizzo negli integratori è assolutamente vietato dalla normativa vigente.

In omeopatia viene usata per combattere l’irregolarità mestruale, la febbre, la diarrea e, sotto forma di unguento, per trattare lesioni, ferite e piaghe. Alcune ricerche suggeriscono che possa contribuire alla salute dell’utero, ma questo fatto è ancora in via di studio.

Dalla sua corteccia si ricava un estratto con proprietà antipiretiche e antielmintiche.

Alcune specie sono coltivate in Europa in serra, a scopo ornamentale.

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