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Acacia robinia | Robinia pseudoacacia

L’acacia (Robinia pseudoacacia) è una pianta della famiglia delle Fabacee, dette anche Leguminose, originaria dell’America del Nord e naturalizzata in Europa e in altri continenti.

L’acacia è una pianta con portamento arboreo (alta fino a 25 metri). La corteccia è di colore marrone chiaro e molto rugosa. Le foglie sono imparipennate, aperte di giorno mentre la notte tendono a sovrapporsi. I fiori sono bianchi o crema, riuniti in grappoli pendenti di profumo molto gradevole. Si ha la presenza di numerose spine, lunghe e solide, sui rami più giovani.

L’acacia preferisce un terreno asciutto e ben drenato non calcareo, posizione in pieno sole riparata dai venti freddi. In maggio-giugno produce numerose infiorescenze pendule, costituite da fiorellini bianchi o leggermente dorati, profumati, che attirano le api. In settembre sulla pianta si possono notare i baccelli che contengono i grossi semi scuri. In molti boschi della nostra penisola le robinie si sono sviluppate a scapito delle specie autoctone.

Per il suo aspetto elegante, le fioriture opulente e il portamento simile a quello di una acacia è una pianta ornamentale resistente allo smog molto apprezzata e la si vede spesso ornare viali, aiuole e parchi dove sprigiona il suo profumo intenso e inebriante.

Il suo nome è stato dedicato da Carlo Linneo a Jean Robin, giardiniere di Enrico IV e Luigi XIII e fondatore nel 1590 dell’Orto Botanico di Parigi. Fu proprio in questo luogo magico che all’inizio del Seicento Robin coltivò per la prima volta la pianta dando vita ad una lunga tradizione, ancor oggi conservata, dedita alla coltivazione di molte varietà appartenenti allo stesso genere.

L’acacia è una pianta officinale dalle spiccate proprietà curative. Grazie alla presenza di principi attivi quali tannini catechici, flavonoidi e derivati flavanici e mucillagini, ha proprietà astringenti, antisettiche e antinfiammatorie, per cui viene usata contro le dispepsie accompagnate da diarrea e come espettorante balsamico nelle forme catarrali a carico dell’apparato respiratorio. La Robinia pseudoacacia contiene un alto apporto vitaminico (A, B1, B2 , B3) e minerali come calcio, fosforo, ferro, magnesio, sodio, potassio, zinco e oli essenziali; è ricca di fibre, carboidrati, proteine e glucosidi.

Un tempo, le foglie di robinia erano l’alimento cardine della dieta dei conigli da allevamento e in generale di tutti i ruminanti.

Per uso esterno, l’acacia viene usata, invece, per curare gengiviti, stomatiti, faringiti. La presenza di catecolo e di quercetina conferiscono proprietà vitaminoP-simili che possono giustificarne l’impiego topico volto a lenire le mucose infiammate.

L’impiego dell’acacia è tipicamente farmaceutico, in quanto viene utilizzata per la produzione di emulsioni e di compresse.

L’acacia, essendo una pianta altamente nettarifera, ha anche una grande importanza nell’apicoltura. Il miele d’acacia è infatti tra i più conosciuti ed apprezzati.

Alla base del gradimento che riscuote tra i consumatori sono il suo colore chiaro, il fatto che rimane liquido indipendentemente dalla temperatura, il suo odore leggero, il suo sapore delicato e la sua bassissima acidità; nessun altro miele monoflora possiede contemporaneamente tutte queste qualità.

Inoltre esso ha un alto contenuto in fruttosio (è per questo che non cristallizza). Ha però un basso contenuto di sali minerali e di enzimi. Il miele di acacia contiene grandi quantità di crisina, potente flavonoide.

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