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- La margarina è più salutare del burro
Questo vale per quanto riguarda la composizione in acidi grassi. La margarina, specialmente quella a base di olio di colza, contiene più acidi grassi insaturi e presenta quindi una composizione migliore. Ciò è dovuto al fatto che gli acidi grassi insaturi hanno un effetto positivo sul profilo di rischio cardiovascolare, poiché possono contribuire ad abbassare i livelli di colesterolo e a ridurre l’infiammazione nell’organismo.
Il burro, invece, è ricco di acidi grassi saturi. Tuttavia, il burro è un prodotto naturale e minimamente lavorato. Sia il burro che la margarina contengono circa l’80% di grassi e forniscono circa 750 kcal/100 g, motivo per cui dovrebbero in ogni caso essere consumati con moderazione.
- Per evitare di ingrassare, meglio non mangiare dopo le 18:00
Il metabolismo umano segue effettivamente un ritmo giornaliero, ma l’affermazione generica che “mangiare la sera fa ingrassare” non trova riscontro. Sebbene studi più recenti abbiano arricchito il dibattito, le prove complessive rimangono inconcludenti. Ciò che conta è il bilancio energetico: l’aumento o la perdita di peso dipendono in gran parte dalla quantità e dal tipo di cibo che le persone assumono nel corso della giornata, nonché dalla quantità di esercizio fisico che praticano. In generale, assumere più calorie di quelle che si bruciano porta a un aumento di peso. Detto questo, una cena tardiva può comunque interferire con il sonno in alcune persone. - La carne rossa e i salumi dovrebbero essere evitati il più possibile
La carne rossa (cioè quella di manzo, maiale, agnello, pecora e capra) è più ricca di sostanze nutritive quali ferro, vitamina B
Una selezione variegata di carne rossa e bianca garantisce un adeguato apporto di sostanze nutritive, riducendo al minimo il rischio di malattie. In generale, la Società tedesca di nutrizione raccomanda di non consumare più di 300 g di carne e salumi alla settimana. Le ultime linee guida SINU ((Società Italiana di Nutrizione Umana) indicano un consumo settimanale ideale di 2 porzioni di carne bianca e una di carne rossa, lasciando i salumi a un consumo del tutto saltuario e non sistematico. Anche consumando meno carne o non consumandola affatto durante la settimana, è comunque possibile raggiungere gli obiettivi nutrizionali.
- Le proteine animali sono migliori di quelle vegetali
Le proteine di origine vegetale e quelle di origine animale differiscono per la composizione e la biodisponibilità dei loro aminoacidi. Le proteine provenienti da alimenti di origine animale contengono generalmente tutti gli aminoacidi essenziali in quantità sufficienti. Gli alimenti di origine vegetale non forniscono invece l’intera gamma di questi aminoacidi. Tuttavia, è possibile bilanciare questa carenza attraverso una combinazione strategica di alimenti, come l’abbinamento di legumi e cereali, per esempio nei piatti a base di lenticchie con riso o nello stufato di piselli con pane.
- Miele, sciroppo d’agave e zucchero di canna integrale sono meglio dello zucchero
Questo non è vero. I dolcificanti alternativi, come lo zucchero di canna integrale, il miele, lo sciroppo d’agave o altri sciroppi concentrati non offrono alcun beneficio per la salute rispetto allo zucchero da tavola bianco. Un consumo elevato e regolare di zucchero è associato a un aumento del rischio di sovrappeso o obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e carie. Ciò vale indipendentemente dal tipo di zucchero utilizzato. La quantità è più importante del tipo di zucchero.
- Un bicchierino di liquore dopo il pasto favorisce la digestione
No, l’alcol non stimola la digestione. Quello dell’effetto digestivo è un mito: in realtà l’alcol rallenta lo svuotamento gastrico. Tuttavia, in alcune persone crea l’impressione momentanea di una sensazione di rilassamento dopo un pasto abbondante, poiché dilata i vasi sanguigni e rilassa le cellule muscolari.
È meglio bere una tazza di tè o di caffè dopo un pasto abbondante. Tra le scelte ideali figurano, per esempio, il tè alla salvia, al finocchio o alla menta piperita, poiché gli oli essenziali contenuti in queste erbe favoriscono la digestione. Una passeggiata all’aria aperta stimola ulteriormente la circolazione e la digestione.
- Una dieta vegana senza integratori comporta carenze
Una dieta vegana ben pianificata presenta spesso una composizione più favorevole in termini di fibre, frutta e verdura rispetto alla dieta mista comunemente seguita. Tuttavia, non è garantito un apporto adeguato di alcuni micronutrienti. Pertanto, la dieta dovrebbe essere integrata con integratori alimentari o alimenti fortificati. La vitamina B
Lo iodio è considerato un nutriente fondamentale indipendentemente dal regime alimentare. L’apporto di iodio in una dieta vegana sembra insufficiente dato che vengono escluse fonti importanti quali i latticini e il pesce. Il sale iodato fluorurato e gli alimenti arricchiti con iodio, come le bevande a base vegetale, contribuiscono all’apporto di iodio. Anche le alghe con un contenuto definito di iodio possono favorire l’apporto di questo minerale. Se il consumo di alimenti ricchi di iodio è insufficiente, è opportuno assumere un integratore di iodio previa consultazione con un medico.
Inoltre, le proteine e gli aminoacidi essenziali, insieme agli acidi grassi n-3 a catena lunga come l’acido eicosapentaenoico e l’acido docosaesaenoico — in particolare nelle donne in gravidanza e in allattamento, nonché nei bambini e negli adolescenti — figurano tra i nutrienti che destano preoccupazione. Altri nutrienti potenzialmente critici includono la riboflavina, la vitamina D e minerali quali calcio, ferro, zinco e selenio. Anche la vitamina A può rappresentare un nutriente cui prestare particolare attenzione in una dieta vegana.
- L’assunzione di vitamina C protegge dal raffreddore
Non esistono prove scientifiche che dimostrino che l’assunzione profilattica di vitamina C ad alte dosi (≥ 200 mg/giorno) possa prevenire o curare il raffreddore. Tale pratica potrebbe essere giustificata solo per soggetti sottoposti a forte stress fisico o che vivono in ambienti freddi, poiché in questi casi alcuni studi hanno osservato un minor rischio di infezione grazie all’integrazione. Una persona sana ha bisogno in media di circa 100 mg di vitamina C al giorno.
- Le persone intolleranti al lattosio devono evitare il latte e tutti i latticini
La maggior parte dei pazienti con intolleranza al lattosio è in grado di tollerare piccole quantità di lattosio, anche se la quantità varia da persona a persona a seconda di diversi fattori, e deve essere valutata caso per caso. Di solito non è necessario evitarlo completamente. Molti prodotti lattiero-caseari hanno naturalmente un basso contenuto di lattosio e sono generalmente ben tollerati. I formaggi stagionati come l’Emmental, il Gouda, l’Edam e il Parmigiano sono spesso tollerati, così come i prodotti lattiero-caseari fermentati quali yogurt, kefir e quark, poiché i batteri lattici in essi contenuti hanno già scomposto gran parte del lattosio. In generale, è utile consumare latte e prodotti lattiero-caseari in piccole quantità durante la giornata e durante i pasti. Mantenere un adeguato apporto di calcio è importante e può essere ottenuto attraverso verdure ricche di calcio come broccoli, cavolo riccio e finocchio, nonché noci, acqua minerale ricca di calcio o bevande vegetali fortificate.
- Le persone in buona salute non hanno bisogno di integratori alimentari
Un adulto sano che segua una dieta equilibrata riceve generalmente un apporto adeguato di macro e micronutrienti essenziali e non ha bisogno di integratori alimentari. Solo in determinate situazioni di vita, come durante la gravidanza o l’allattamento, e per specifici nutrienti, il rischio di un apporto insufficiente aumenta, anche in soggetti sani. In tali casi, può essere indicata una supplementazione mirata. La supplementazione dovrebbe essere intrapresa solo dopo aver consultato un medico e aver effettuato gli opportuni esami di laboratorio.
Questo articolo è stato tradotto da Coliquio, che fa parte del Medscape Professional Network.



