Da sapere

Le cellule senescenti o cellule zombie

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Le cellule zombie — scientificamente note come cellule senescenti — sono cellule che hanno smesso di dividersi e di svolgere le loro normali funzioni, ma che invece di morire (attraverso la morte cellulare programmata o apoptosi) restano intrappolate nei tessuti.

Una cellula diventa senescente quando subisce danni al DNA, accorciamento dei telomeri o forti stress ossidativi.

Inizialmente si tratta di un processo protettivo. Il blocco della divisione impedisce a una cellula danneggiata di moltiplicarsi e trasformarsi, ad esempio, in una cellula tumorale.

Con l’avanzare dell’età, il sistema immunitario e i processi di pulizia del corpo (come l’autofagia) perdono efficienza. Le cellule zombie non vengono rimosse e iniziano ad accumularsi negli organi.  Il loro accumulo è legato quindi al declino dei tessuti e a diverse patologie tipiche dell’età avanzata, tra cui l’aterosclerosi (ictus e infarti), l’artrite, l’osteoporosi, il diabete, l’Alzheimer e il calo delle difese immunitarie 

Pur essendo inattive dal punto di vista funzionale, queste cellule secernono citochine pro-infiammatorie, molecole tossiche ed enzimi che danneggiano le cellule sane vicine.

Cosa fa la ricerca

  • Farmaci senolitici: Esistono studi clinici e molecolari su composti (chiamati senolitici) capaci di individuare ed eliminare selettivamente queste cellule.
  • Strategie naturali: Abitudini come l’attività fisica regolare, il digiuno intermittente e un’alimentazione ricca di antiossidanti e sostanze come la quercetina o la fisetina (presenti in vegetali come capperi, cipolle rosse e frutti di bosco) sono oggetto di studio per stimolare l’organismo a contrastare la senescenza.

I farmaci senolitici sono composti chimici (sia di sintesi che di origine naturale) progettati per identificare ed eliminare selettivamente le cellule senescenti (le “cellule zombie”).

A differenza dei trattamenti tradizionali che cercano di riparare le cellule danneggiate, i senolitici mirano a distruggerle per spingere il tessuto a rigenerarsi con cellule sane e giovani.

Come funzionano?

Le cellule sane, quando sono troppo danneggiate, attivano un processo di “suicidio programmato” chiamato apoptosi. Le cellule zombie, invece, eludono questo meccanismo: pur essendo disfunzionali, attivano specifiche “reti di sopravvivenza” (vie anti-apoptotiche come le proteine Bcl-2, Bcl-xL o HSP90) che le rendono immuni alla morte cellulare.

I farmaci senolitici agiscono proprio qui:

  1. Disattivano gli scudi di protezione: Bloccano temporaneamente le proteine che tengono in vita la cellula zombie.
  2. Innescano l’apoptosi: Rimossa la protezione, la cellula zombie avvia l’autodistruzione.
  3. Puliscono il tessuto: Il sistema immunitario elimina i residui della cellula morta, abbassando drasticamente l’infiammazione circostante. 

Nota: Poiché le cellule zombie impiegano tempo ad accumularsi, questi farmaci non richiedono un’assunzione quotidiana, ma vengono studiati per una somministrazione intermittente (es. una volta ogni poche settimane o mesi), definita strategia “hit-and-run”.

Quali sono i principali farmaci senolitici?

I senolitici si dividono principalmente in molecole di sintesi (spesso farmaci già esistenti e riutilizzati) e molecole naturali.

Categoria Nome della molecola Descrizione e Utilizzo
Farmaci di sintesi Dasatinib Un chemioterapico nato per la cura della leucemia. Ha dimostrato una forte capacità di eliminare le cellule senescenti, specialmente se combinato con la quercetina.
Navitoclax (ABT-263) Un farmaco oncologico che inibisce direttamente le proteine di sopravvivenza Bcl-2 e Bcl-xL, spingendo le cellule zombie al suicidio.
Molecole Naturali Quercetina Un flavonoide presente in capperi, cipolle rosse e mele. La combinazione Dasatinib + Quercetina (D+Q) è la miscela senolitica più studiata al mondo nei trial clinici.
Fisetina Un polifenolo abbondante nelle fragole e nei cachi. Negli studi scientifici si è dimostrato uno dei senolitici naturali più potenti e sicuri.
Resveratrolo Polifenolo presente, tra l’altro, in uva e frutti di bosco, è studiato soprattutto in relazione a SIRT1 (proteina enzimatica deacetilasi NAD-dipendente), stress ossidativo, autofagia e altri processi associati all’invecchiamento cellulare.
Piperlongumina / Curcumina Sostanze derivate dal pepe lungo e dalla curcuma, studiate per la loro azione mirata contro lo stress ossidativo e le cellule invecchiate.
     

Le Nuove Frontiere (Biotecnologie)

La ricerca sta sviluppando approcci ancora più precisi, come la terapia CAR-T senolitica. Si tratta di modificare geneticamente i linfociti T (le cellule immunitarie del paziente) per istruirli a riconoscere e aggredire specifici recettori presenti solo sulla superficie delle cellule zombie.

Lo stato della ricerca (2026)

Sebbene i risultati sui modelli animali siano straordinari (estensione della vita in salute, riduzione dell’artrite e miglioramento cardiovascolare), l’uso dei senolitici nell’uomo è ancora in fase sperimentale.

Numerosi trial clinici di Fase 1 e Fase 2 sono in corso per patologie specifiche legate all’invecchiamento, come l’Alzheimer, la fibrosi polmonare idiopatica, il diabete e le malattie renali croniche. Ad oggi, non esistono farmaci senolitici approvati ufficialmente dalle autorità regolatorie (come l’FDA o l’EMA) con la specifica indicazione terapeutica di “anti-invecchiamento” o longevità.

Redazione amaperbene.it

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