Salute

Le sottofrazioni delle lipoproteine

Getting your Trinity Audio player ready...

Le lipoproteine sono particelle deputate al trasporto dei lipidi in tutto l’organismo. Ogni particella lipoproteica trasporta una combinazione di proteine, vitamine, colesterolo, trigliceridi e molecole fosfolipidiche. La composizione delle particelle lipoproteiche varia durante la loro circolazione nel sangue. La rimozione di alcune molecole e l’aggiunta di altre determina la presenza di un ampio spettro di particelle lipoproteiche, caratterizzate da quantità variabili di colesterolo.

Le sottofrazioni delle lipoproteine

Le particelle lipoproteiche a bassa densità (LDL-P) sono un prodotto del trasporto lipidico e permangono in circolo per periodi di tempo prolungati. Durante la loro circolazione nel sangue, le LDL-P possono depositarsi sulle pareti dei vasi e formare placche che ostruiscono i vasi sanguigni, portando ad aumentato rischio di malattie in particolare patologie cardiache e ictus. Alte concentrazioni di LDL-P sono considerate nocive per l’organismo perché aumentano la probabilità di deposizione sulla parete delle arterie e di formazione delle placche.

I test per la determinazione della concentrazione dei lipidi circolanti, tradizionalmente misurano la quantità di colesterolo LDL (LDL-C) presente nel circolo ematico, ma non valutano il numero di particelle LDL (LDL-P). Il test delle LDL-P può essere prescritto per ottenere una misura più accurata delle LDL, considerando il contenuto variabile di colesterolo all’interno di ogni lipoproteina a bassa densità (LDL). Vari studi hanno dimostrato che le LDL-P sono un indicatore del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari più accurato rispetto a LDL-C.Dal punto di vista clinico, l’aumento di LDL-P potrebbe contribuire al verificarsi di episodi infartuali, anche in pazienti con valori di colesterolo totale e LDL-C non particolarmente elevati.

Sottofrazioni delle LDL (Lipoproteine a Bassa Densità)

Le LDL si dividono in particelle grandi/fluttuanti e particelle piccole e dense, stimate tramite analisi specialistiche:

  • LDL grandi e a bassa densità (Pattern A): particelle più voluminose, considerate meno pericolose per i vasi sanguigni.
  • LDL piccole e dense/sdLDL (Pattern B): sottofrazioni altamente aterogene, penetrano con facilità nella parete arteriosa e aumentano il rischio di infarto.
  • Sub-popolazioni multiple: i sistemi elettroforetici (es. Lipoprint) suddividono ulteriormente le LDL in un massimo di 7 sottofrazioni progressive (da LDL 1 a LDL 7).

Sottofrazioni delle VLDL (Lipoproteine a Molto Bassa Densità)

Le VLDL trasportano i trigliceridi dal fegato ai tessuti e si dividono per grandezza:

  • VLDL grandi: ricche in trigliceridi, predatrici di altre particelle lipidiche.
  • VLDL medie e piccole: densità maggiore, intermedie nel passaggio verso la conversione in LDL.

Sottofrazioni delle HDL (Lipoproteine ad Alta Densità)

Il colesterolo “buono” si differenzia in sottofrazioni con diversa efficacia protettiva:

  • HDL2 (grandi): particelle voluminose con maggiore capacità di estrarre il colesterolo dai tessuti periferici.
  • HDL3 (piccole): particelle più dense e compatte, con azione protettiva differente e minor volume lipidico interno.

Il test per le sottofrazioni delle LDL

Il test per le sottofrazioni delle LDL serve a misurare la dimensione e la quantità delle particelle di colesterolo cattivo, come le LDL piccole e dense (sd-LDL) e il numero totale delle particelle (LDL-P).

Metodi di analisi

  • Elettroforesi (es. Lipoprint): Separa le particelle in base alla grandezza su un gel speciale.
  • Spettroscopia NMR: Misura i segnali magnetici delle molecole per contare le particelle.
  • Ultracentrifugazione: separa i grassi usando la forza di gravità e velocità alte.

Il risultato del test LDL-P dipende dal metodo utilizzato per l’esecuzione del test, così come dai livelli di colesterolo totale, LDL-C, VLDL e HDL-C del paziente. Poiché diversi metodi sono in grado di dividere diverse sottofrazioni sulla base di caratteristiche chimico-fisiche differenti (numero, dimensioni, densità e/o carica elettrica), i risultati di test eseguiti in laboratori diversi e con metodi diversi possono non essere comparabili.

Generalmente il risultato viene interpretato nel contesto di un profilo lipidico e del rischio associato:

La presenza esclusiva di particelle LDL larghe e soffici, con LDL-P basse, non determina rischio aggiuntivo.

Se il paziente possiede principalmente particelle LDL piccole e dense (sdLDL) e livelli elevati di LDL-P, questo risultato va sommato al rischio di sviluppare CAD associato con il valore di LDL totale.

E’ importante ricordare che il test per le sottofrazioni delle lipoproteine (ed il test per altri fattori lipidici e di rischio cardiaco) non ha valore diagnostico. Esso cerca di valutare il rischio statistico di sviluppare CAD per un paziente, ma non può predire lo sviluppo o la gravità della CAD in un particolare paziente.

Redazione amaperbene.it

AMAxBenE è l’acronimo di AliMentAzione per il BenEssere, il sito amaperbene.it è indipendente, senza un editore e senza conflitti di interesse, non ospita pubblicità e, a differenza di molti altri siti di informazione, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. Per saperne di più contatta la redazione: redazione@amaperbene.it

Articoli Correlati