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Sedano Selvatico | Apium graveolens

Varietà selvatica del sedano, il sedano selvatico è una specie appartenente alla famiglia delle Apiaceae, originaria della zona mediterranea; è conosciuto come pianta medicinale da tempi lontani. Questa particolare varietà, che un tempo veniva coltivata, oggi si ritrova spontanea; ha dato vita a numerose altre varietà, alcune delle quali sfruttate in cucina, mentre il sedano selvatico non è di per sé commestibile.

Il termine Apium è il nome con cui i latini chiamavano il sedano (usato da Virgilio (Egl. VI, 68)):

dal celtico apon = acqua, pianta delle paludi; l’epiteto specifico graveolens proviene da grávis grave = fortemente e olens = odorante, per l’odore forte, óleo da esalare odore: che emana un odore intenso o sgradevole.  Il termine sedano deriverebbe dal greco “selinon”.

L’appio era noto agli Egizi, ai Greci (anche a Omero che lo cita nell’Odissea) e ai Romani che ne apprezzavano le virtù medicinali. Nel Medioevo veniva usato come condimento, ortaggio e come pianta medicinale; era considerato utile contro la malinconia e il mal di denti e soprattutto utile a migliorare le funzioni urinarie. La radice entra nella composizione di uno sciroppo diuretico, detto delle 5 radici, insieme con quelle dell’asparago, del finocchio selvatico, del prezzemolo e del pungitopo.

Il sedano selvatico è una pianta erbacea biennale che cresce da 30 cm a 1 m., ha fusto rigido, cilindrico, profondamente scanalato, glabro, incavato, ramificato; foglie verde scuro, lucenti, quelle inferiori picciolate, divise in 5 segmenti dentellati sui due bordi, quelle superiori a 3 segmenti più stretti; fiori biancastri (luglio-settembre), piccoli, in ombrelle fiorisce, senza involucro, spesso sessili, a 6-12 raggi ineguali; frutto grigio, glabro, a 5 coste filoformi; ceppo fittonante, corto, brun all’esterno, biancastro internamente. Odore forte, caratteristico; sapore molto aromatico. Preferisce gli acquitrini salsi litoranei della regione mediterranea ed i suoli ricchi ed umidi in posizione assolata o di penombra, ma con ombra in estate. Tollera suoli salini. Le piante sono abbastanza resistenti al freddo anche se possono essere danneggiate da gelate.

Il Sedano selvatico è una pianta molto aromatica, cosa che si nota soprattutto quando si strofinano le foglie.  Il ciclo della pianta è di 6-7 mesi.

Le varietà più utilizzate in cucina sono il “sedano da costa” (Apium graveolens var. dulce) di cui si utilizzano i piccioli fogliari lunghi e carnosi, il “sedano rapa” (Apium graveolens var. rapaceum) di cui si consuma la radice, il “sedano da taglio”, di cui si utilizzano le foglie, dal sapore intenso.

Il sedano ha un bassissimo contenuto calorico, circa venti kcal per etto. L’acqua costituisce oltre l’88% del suo peso e il restante 12% è ripartito tra carboidrati, proteine, fibre e pochissimi grassi. Presenti i sali minerali, quali ferro, manganese e potassio, e le vitamine A, C, E e molecole antiossidanti. Importante è l’olio essenziale, presente in una percentuale variabile dal 2 al 3%, perché contiene molecole bioattive: monoterpeni tra i quali limonene e saliene, che ne determinano l’odore caratteristico, cumarine, furocumarine (apiumetina), ftalidi (seciunolide, sedanedolifi, cnidilide, e, soprattutto, 3-n-butilftalide, molecola alla quale è attribuito un ruolo anticolesterolico), flavonoidi e alcaloidi non ancora del tutto identificati.

Le proprietà diuretiche del Sedano erano note fin dall’antichità. Ne parlano infatti Dioscoride, Ippocrate, Teofrasto, Scribonio e, più tardi, i terapisti medioevali e dell’età moderna (Paracelso, Mattioli, Weinmann, Haller ecc.) dai quali le venivano attribuite anche numerose altre proprietà, quali quella diaforetica, carminativa, antibatterica, emmenagoga ecc. Sicché il sedano può essere utile contro la ritenzione idrica, essendo diuretico/ depurativo, abbassa colesterolo e trigliceridi, è ricco di fibre per cui è utile contro la stitichezza, aiuta la digestione, riduce il gonfiore intestinale, combatte l’ipertensione, è utile in caso di gastrite, riduce l’infiammazione in caso di problemi urinari e vescicali, ha un’azione protettiva per il cervello. Secondo alcuni, questa droga sarebbe dotata anche di un’azione emmenagoga, mai provata.

Il sedano è la principale fonte alimentare dell’androsterone, precursore del testosterone. Riguardo al suo antico utilizzo come afrodisiaco, le proprietà del sedano in questo caso sembrano dovute alla presenza degli ormoni steroidi delta-16, i quali stimolano l’attività delle ghiandole sessuali.

Per la presenza di alcune proteine allergizzanti (Api g 1, Api g 4, Api g 5), può essere causa di allergia alimentare anche grave.

Occorre dire però che l’impiego terapeutico del Sedano, è oggi molto limitato.

Controindicazioni: non va usato nei soggetti con patologie renali e in gravidanza in quanto stimola le contrazioni uterine; evitare inoltre l´esposizione al sole durante l’uso sulla pelle di preparati a base di sedano (o altre sostanze furocumariniche).

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