Messaggio del Presidente della Repubblica per i giovani che vogliono abbandonare il Sud
Pillole di conoscenza
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un messaggio chiaro e forte: “Chi nasce nel Meridione deve poter scegliere liberamente di restarvi, di tornarvi dopo un’esperienza altrove, o di trasferirvisi”.
Il Capo dello Stato ha pronunciato queste parole a Napoli, durante un intervento a braccio non previsto nel programma ufficiale, in occasione del ventennale della Fondazione Con il Sud presso il complesso monumentale di Donnaregina. Il messaggio è stato accolto da un forte applauso della platea istituzionale e dei cittadini presenti all’evento di Napoli.
I punti salienti del messaggio del Presidente:
- La libertà di scelta: Mattarella ha sottolineato che la decisione di rimanere o lasciare la propria terra non deve essere una necessità forzata dalla mancanza di opportunità, ma una libera scelta per i giovani. Chi decide di restare deve trovare nel proprio territorio le stesse opportunità di crescita, lavoro e realizzazione personale disponibili altrove.
- Il valore del ritorno: Il Presidente ha valorizzato l’importanza di poter tornare nel Mezzogiorno dopo aver fatto esperienze altrove, per riportare competenze e arricchire il territorio.
Prioritario è colmare il divario nei collegamenti ad alta velocità, nella rete ferroviaria regionale e nella digitalizzazione per connettere il Meridione ai mercati europei.
- Un interesse nazionale: Lo sviluppo del Sud e il contrasto allo spopolamento demografico non sono una questione locale, ma una “chiave di sviluppo dell’intero Paese e un interesse nazionale dell’Italia”.
- Lavoro e imprenditoria: Creare un ecosistema favorevole agli investimenti, sostenendo le imprese locali, incentivando l’occupazione giovanile e femminile e contrastando il lavoro sommerso.
- Servizi essenziali: Potenziare la sanità pubblica, l’istruzione scolastica e universitaria e i servizi per l’infanzia, per garantire una qualità della vita paritaria rispetto al resto del Paese.
- Valorizzazione delle risorse: Sfruttare appieno il potenziale nei settori del turismo, dei beni culturali, dell’agricoltura di qualità e della transizione ecologica ed energetica.
Dati dell’Indagine Demopolis / Progetto “Sud Vivo” (Crisi Demografica)
Nel novembre 2026, l’indagine realizzata dall’Istituto Demopolis per la Fondazione con il Sud ha fotografato l’emergenza spopolamento nel Mezzogiorno:
- Perdita demografica: Persi circa 730.000 residenti tra il 2001 e il 2023.
- Proiezioni future: Rischio di una riduzione della popolazione meridionale di quasi il 38% entro il 2080.
- Percezione sociale: Per 7 italiani su 10 (sette persone su dieci), lo spopolamento del Sud è un problema grave, e la priorità strategica della Fondazione per il triennio 2025-2027 è proprio la rigenerazione demografica (con iniziative come il bando “Riabitare il Sud” e la campagna “Sud Vivo”).
Chi nasce al Sud deve poterci restare
La frase rappresenta il nucleo del forte messaggio espresso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha sottolineato che chi nasce nel Meridione deve poter scegliere liberamente di restarvi o di tornarvi dopo aver fatto esperienze altrove, definendo questo obiettivo come una chiave di sviluppo fondamentale e un preciso interesse nazionale.
Il dibattito si inserisce nel più ampio contesto sociologico e politico della cosiddetta “restanza” e del contrasto allo spopolamento giovanile:
- Diritto a restare: Rivendica la necessità di garantire parità di condizioni e infrastrutture affinché il trasferimento al Centro-Nord o all’estero non sia una scelta obbligata dalla carenza di lavoro qualificato e servizi, ma una libera opzione.
- Impatto economico: Secondo i dati della SVIMEZ, la fuga dei cervelli e del capitale umano formato nel Mezzogiorno si traduce in una perdita miliardaria annuale per le regioni del Sud, trasformando la disparità territoriale in un limite per la crescita dell’intero Paese.
- Dimensione comunitaria: Esperti e attivisti sottolineano che favorire il rientro o la permanenza richiede non solo incentivi economici, ma anche la ricostruzione di un tessuto sociale e di comunità capaci di attrarre e trattenere le nuove generazioni.
Dati SVIMEZ sull’emigrazione giovanile
I dati più recenti diffusi nei rapporti SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) delineano una vera e propria emergenza demografica ed economica per il Sud Italia, caratterizzata da un esodo giovanile che non si arresta nemmeno davanti alla ripresa dell’occupazione locale.
Il quadro dettagliato emerge dal report tematico “Un Paese, due emigrazioni” e dall’ultimo Rapporto SVIMEZ:
- I numeri dell’esodo e il “paradosso occupazionale”
- La fuga non si ferma: Nel triennio più recente analizzato (2022-2024), ben 175.000 giovani meridionali (nella fascia 25-34 anni) hanno lasciato il Sud per trasferirsi al Centro-Nord o all’estero, con un incremento di 7.000 unità rispetto al periodo pre-pandemico (2017-2019).
- Il paradosso: Questa emorragia avviene nonostante il Sud abbia registrato una crescita dell’occupazione; tuttavia, i nuovi posti di lavoro locali (spesso precari o sotto-retribuiti) non bastano a trattenere le competenze qualificate.
- Il dato annuale: Solo nel corso dell’ultimo anno stimato (2024), la perdita netta complessiva di giovani laureati del Sud (sommando migrazioni interne ed estere) è stata di 24.000 unità.
- Il cambiamento qualitativo: emigrano i laureati
Il fenomeno non è più una migrazione di massa generica, ma una fuga selettiva di competenze:
- Laureati in fuga: Tra il 2002 e il 2024, oltre 350.000 giovani laureati under 35 hanno abbandonato il Mezzogiorno per spostarsi al Centro-Nord, generando una perdita netta (al netto dei rientri) di 270.000 professionisti.
- Il ribaltamento delle quote: Nel 2002, i laureati rappresentavano appena il 20% di chi lasciava il Sud; oggi costituiscono circa il 60% dei migranti meridionali.
- Una componente fortemente femminile: La migrazione intellettuale è guidata dalle donne. Tra il 2002 e il 2024 sono emigrate dal Sud 195.000 donne laureate, ovvero 42.000 in più rispetto agli uomini. La quota di laureate tra le giovani migranti sfiora ormai il 70%.
- Quanto costa la fuga di cervelli?
La perdita di un giovane laureato rappresenta un doppio danno: il Sud investe fondi pubblici per l’istruzione, ma il ritorno economico di questo investimento si sposta altrove. Secondo le stime della SVIMEZ:
- La mobilità interna dei laureati dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord costa al Sud circa 6,8 miliardi di euro all’anno.
- L’emigrazione dei giovani meridionali all’estero brucia un ulteriore 1,1 miliardi di euro all’anno.
- In totale, l’emorragia finanziaria legata al capitale umano perso supera i 7,9 miliardi di euro annui.
- La mobilità sommersa: “I nonni con la valigia”
I dati SVIMEZ mettono in luce un secondo fenomeno migratorio strettamente collegato a quello giovanile: l’emigrazione degli anziani. Tra il 2002 e il 2024, gli over 75 formalmente residenti al Sud che si sono stabiliti permanentemente al Centro-Nord per ricongiungersi con figli e nipoti emigrati sono quasi raddoppiati, passando da 96.000 a oltre 184.000 unità. Un trend guidato sia dagli affetti familiari, sia dalla necessità di usufruire di servizi sanitari più efficienti rispetto a quelli d’origine.
https://www.teleclubitalia.it/mattarella-napoli-fondazione-con-il-sud-5-novembre-2026-restare-tornare/Rapporto SVIMEZ 2026 – L’economia e la società del Mezzogiorno, dal titolo “Il valore della coesione”. https://www.svimez.it/presentazione-rapporto-svimez-2026/



