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Luppolo | Humulus lupulus L.

Il luppolo (Humulus lupulus) è una pianta rampicante a fiore (Angiosperma) appartenente alla famiglia delle Cannabaceae; ordine delle Urticali.

L’etimologia del nome Humulus non è molto chiara e potrebbe derivare dal nome della pianta nello slavo antico, mentre lupulus fa riferimento al portamento della pianta, che si attorciglia intorno alle altre piante come un lupo farebbe con una pecora. I getti primaverili sono considerati una delizia gastronomica e vengono consumati come gli asparagi. Circa un quarto della produzione mondiale di infiorescenze di luppolo è estratta con alcol o con anidride carbonica supercritica, e i prodotti di queste estrazioni sono utilizzati per la produzione della birra. Birra e infusioni di luppolo erano usate nell’area germanica per la salute del cuoio cappelluto. Queste indicazioni si ritrovano anche nella letteratura medica araba e indiana.

La pianta cresce allo stato selvatico fino ai 1200 metri sul livello del mare e predilige le aree adiacenti ai corsi d’acqua, nei pressi delle siepi e dei margini boschivi.

Il Luppolo è una pianta dioica ma vengono coltivate solo le piante femminili, mentre l’interesse per le piante maschili è esclusivamente a livello di generazione di nuovi ibridi. L’infiorescenza del luppolo è chiamata strobilo e consiste di stipole e brattee disposte intorno ad un asse centrale. La parte utilizzata è costituita dalle infiorescenze femminili fresche. Queste strutture portano delle ghiandole rossicce e costituiscono il cosiddetto lupulino, la parte medicinale del luppolo.

Nei coni di luppolo sono state finora identificate più di 1000 sostanze chimiche, che possono essere raggruppate in componenti dell’olio essenziale, acidi amari e flavonoidi prenilati. Sono presenti anche glicosidi flavonolici (astragalina, kempferolo, quercetina, quercitrina, rutina) e quantità apprezzabili di tannini (2-4%).

Quando il luppolo era raccolto a mano, era comune osservare disturbi mestruali nelle donne incaricate nella raccolta. Per la prima volta, nel 1953 venne dimostrata l’esistenza di un principio estrogenico in questa pianta ma soltanto negli anni novanta fu caratterizzato: il flavanone 8-prenilnaringenina (8-PN). All’interno del luppolo, l’8-PN è presente in concentrazioni molto basse, mentre è più abbondante il calcone xanthohumolo il quale, grazie ai batteri del colon, è demetilato e trasformato in 8-PN. Il processo è simile a quello con cui l’equolo è generato dalla daidzeina e l’enterodiolo e l’enterolattone dal secoisolaricirenisolo. In tutti i casi si è in presenza di un proestrogeno alimentare, che è “attivato” dalla flora batterica intestinale.

Come accennato, l’utilizzo più comune del luppolo riguarda la produzione della birra, cui conferisce il tipico sapore amaro e il caratteristico aroma.

Nel processo di produzione della birra si utilizzano le infiorescenze femminili non fecondate in diverse forme: luppolo in pellet, in fiori e come estratto isomerizzato. Alla base delle infiorescenze sono presenti delle ghiandole ricche di resine, in grado di conferire il sapore amaro alla birra. Queste resine sono costituite da α-acidi (principalmente composti da umulone, coumulone e adumulone) e β-acidi (principalmente composti da lupulone, colupulone e adlupulone), polifenoli ed oli essenziali. A conferire il sapore amaro alla birra sono soprattutto gli α-acidi isomerizzati (iso- α-acidi), in quanto con l’isomerizzazione, che avviene spontaneamente durante la bollitura del mosto, si solubilizzano ed aumenta il potere amaricante. L’ aroma di luppolo nella birra è dovuto agli oli essenziali prodotti dalla pianta in ragione del 3%. Si trovano nelle ghiandole di luppolina e la loro composizione è cultivar-dipendente.  Gli oli essenziali sono costituiti da più di 300 diversi composti, principalmente volatili che, chimicamente, sono terpeni idrocarboniosi e loro prodotti di ossidazione, tra cui si annoverano: monoterpeni (es. mircene, farnesene), sesquiterpeni (es. alfaumulene e beta-cariofillene), alcoli (es. linalolo), esteri (es. 2-metilpropilisobutirato), acidi carbossilici (es. acido 2-metil butirrico), sulfidi (es. 1,2 epitioumulene).

Principali costituenti chimici del luppolo sono:

  • Resine (sostanze amare) 15-25% α -acidi (es. α umulene), e-acidi (crapuloni), ululone (2-10%)  crapulone (2-6%) e derivati.
  • Olio essenziale (0,3 – 1,0%): monoterpeni, sesquiterpeni (β cariofillene, farnesene, umulene e β mircene).
  • Flavonoidi: xantumolo, kaempferolo, rutina.
  • Fitoestrogeni.
  • Tannini.
  • Terpeni: diterpenoidi, triterpenoidi.

Proprietà e benefici del luppolo

L’interesse per le proprietà medicinali del luppolo, inizia solo nell’Ottocento. Le proprietà più citate sono quelle calmanti, digestive e ipno-induttive. Un altro uso medicinale del luppolo è quello per il trattamento dell’alopecia.

La droga è costituita dagli strobili delle infiorescenze femminili della specie Humulus lupulus con le seguenti proprietà:

  • Antibatterico naturale. L’olio essenziale di luppolo è in grado di inibire lo sviluppo dei seguenti agenti patogeni: Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis. Trichophyton mentagrophytes interdigitale, Helicobacter pylori.

L’attività antibatterica, riconosciuta al luppolo, è esercitata dal lupolone e dell’umulone presenti nella pianta officinale.

  • Attività antiedemigena. L’applicazione topica di un estratto in metanolo di luppolo è in grado di arrestare l’infiammazione che provoca l’edema all’orecchio. Tale proprietà è ascrivibile all’umulone: un composto chimico presente nella resina del luppolo.
  • Attività estrogenica. Il luppolo è ricco di due principi attivi: l’umulone e il lupolone che conferiscono alla birra, il caratteristico sapore amarognolo. Non solo, preservano la bevanda dall’attacco di batteri e muffe.

La lupolina, contenuta nei coni del luppolo, produce flavonoidi prenilati, che hanno una benefica azione terapeutica sulle donne in menopausa., possedendo un’importante attività estrogenica. Gli estrogeni sono ormoni imputati nella regolamentazione del sistema riproduttivo e di quello nervoso centrale. Inoltre, sono coinvolti nel controllo della corretta densità ossea, nella ritenzione idrica e nella coagulazione del sangue.

  • Funzione protettiva sul sistema cardiovascolare. La ricca concentrazione di fitoestrogeni nel luppolo previene il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari, bloccando l’aggregazione e l’adesione piastrinica.
  • Azione sedativa sul sistema nervoso. Il luppolo ha proprietà neuroattive, agisce sia come sedativo che come ipnotico. I flavonoidi xantumolo e isoxanthohumol, presenti nel luppolo, sono in grado di regolamentare positivamente le risposte indotte dal GABA ai recettori GABA. L’acido GammaAmminoButirrico (GABA) consiste in un neurotrasmettitore inibitorio presente nel cervello e prodotto dall’acido glutammico. Quindi, può aiutare ad alleviare stati di ansia, stress ed insonnia.

Inoltre, studi dimostrano che le persone affette da disturbi del sonno dovuti a turni di lavoro notturni o a rotazione riescano a ridurre le tempistiche richieste per l’addormentamento dopo aver assunto un rimedio a base di luppolo.

  • Attività antinfiammatoria. I flavonoidi esercitano una potente azione antiflogistica. In particolare allo xantumolo è riconosciuta una preziosa proprietà antinfiammatoria. I processi antinfiammatori sono indotti dalla funzione esercitata dalla cicloossigenasi sulle prostaglandine. La cicloossigenasi è un enzima ossigeno-dipendente deputato alla sintesi delle prostaglandine: molecole che regolano i processi infiammatori, la soglia del dolore e la febbre.

Lo xantumolo e l’umulone esercitano un‘importante funzione antiflogistica bloccando la sintesi endogena della prostaglandina.

Sebbene non vi siano prove scientifiche a sostegno della sua efficacia, i fiori essiccati del luppolo sono utilizzati a scopo medicinale. Il luppolo viene utilizzato da vari secoli per le sue proprietà sedative ed ipnotiche; le indicazioni d’uso includono l’ansia, l’insonnia, l’irrequietezza, agitazione associata a tensione nervosa,  deficit d’attenzione-iperattività, nervosismo e irritabilità. Inoltre il luppolo viene consigliato per migliorare l’appetito, aumentare il flusso di urina, promuovere la montata lattea e come tonico. Infine, sembrerebbe avere proprietà antitumorali e viene utilizzato contro i disturbi digestivi, il colesterolo alto, infezioni della vescica, alcuni problemi intestinali, neuropatie e priapismo. Applicato sulla pelle, viene a volte utilizzato come antibatterico e in caso di ulcere alle gambe.

Tuttavia, così come tutte le erbe che hanno effetti sedativi (es. kava, valeriana, passiflora), il luppolo può avere un effetto depressivo additivo quando somministrato con agenti antipsicotici e benzodiazepine. A causa delle potenziali conseguenze negative sulla salute, si consiglia particolare attenzione quando il luppolo viene somministrato insieme a tutti i farmaci che hanno attività antidepressiva (antidepressivi triciclici e di nuova generazione), sedativa (alprazolam) ed anticonvulsivante (fenitoina, fenobarbital, carbamazepina, acido valproico). L’eccessiva depressione del sistema nervoso centrale si manifesta con sonnolenza, vertigini, alterazione della coordinazione motoria e della concentrazione. In alcuni casi si possono manifestare insufficienza circolatoria ed insufficienza respiratoria talmente gravi da indurre coma od addirittura morte del paziente.

Il luppolo può indurre sonnolenza, e per questo è controindicato in caso di interventi chirurgici che prevedono anestesia; in caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico. Inoltre potrebbe peggiorare i sintomi della depressione e alcuni dei suoi componenti possono comportarsi come gli estrogeni; per questo il luppolo è controindicato anche se si soffre di malattie sensibili agli ormoni (incluse alcune forme di cancro). Infine, non si hanno informazioni sulla sicurezza d’uso del luppolo durante la gravidanza e l’allattamento.

Tra i numerosi principi attivi del luppolo ve ne sono alcuni non indicati in caso di gravidanza, di cure ormonali, di assunzione di psicofarmaci o di alcool. In caso di uso dei barbiturici è sconsigliato perché somma l’effetto aumentando il tempo di durata del sonno.

Il luppolo in cosmetica. Grazie all’elevata presenza di aminoacidi e fitormoni, il luppolo è in grado di promuovere l’attività metabolica cellulare del cuoio capelluto. Garantisce una straordinaria rigenerazione cutanea e promuove la neo formazione dei bulbi. Tali proprietà risultano particolarmente efficaci per la crescita dei capelli. In cosmetica, il luppolo si aggiunge a creme e lozioni per il corpo e viso, con funzione idratante.

Inoltre, la pianta della birra costituisce un vero e proprio elisir di bellezza in quanto rivitalizza le pelli mature e al contempo dona turgore e luminosità, grazie alle proteine e agli antiossidanti presenti nella pianta officinale che sono in grado di prendersi cura delle fibre del collagene proteggendole dai danni provocati dai radicali liberi, conservando la funzione e la struttura del tessuto connettivo.

Gli strobili di luppolo si impiegano in erboristeria sotto forma di estratto secco per preparare infusi e decotti. In alternativa è possibile somministrare la tintura madre, nella formulazione in gocce.

Ad uso esterno si possono realizzare impacchi nutrienti per la pelle o si può beneficiare di un bagno caldo rilassante aggiungendo le infiorescenze nell’acqua della vasca.

Nella tradizione alimentare di alcune regioni italiane si raccolgono gli apici della pianta del luppolo selvatico, che vengono utilizzati in cucina come se fossero degli asparagi selvatici; vengono lessati o saltati in padella e poi utilizzati per preparare risotti, frittate e minestre.

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