Dal Mondo Vegetale

Cotone | Gossypium herbaceum L.

Il Cotone (Gossypium herbaceum L.) è una pianta angiosperma dicotiledone appartenente alla famiglia delle Malvaceae e al genere Gossypium, che a sua volta comprende circa 39 specie di piante annuali, perenni, suffrutici, arbusti e piccoli alberi.

E’ una pianta erbacea annua alta da 1 a 4 m. con radice a fittone, fusto ramoso e foglie partite o palmato-lobate glabre o pubescenti; i fiori con corolla a 5 petali producono una capsula coriacea con 3 o 4 logge contenenti semi angolosi rivestiti da una folta peluria più o meno lunga (cotone); il frutto è una capsula loculicida, globosa con 2 loculi polispermi. I semi subglobosi sono densamente rivestiti di peli cotonosi molto sviluppati.  La fibra si forma all’interno della capsula che a maturità si apre in 4 parti mostrando il batuffolo di cotone. La prima operazione dopo la raccolta è la sgranatura, che permette di staccare le fibre dai semi. Poi il cotone viene cardato e pettinato per eliminare tutte le impurità. Le più vaste coltivazioni di cotone si hanno in America, India, Cina, Egitto, Pakistan, Sudan ed Europa Orientale.

È una pianta molto antica e trova le sue origini nelle regioni del sudest asiatico, in particolare in India ed in Perù, dove era coltivata fin dai tempi più antichi. Le prime testimonianze dell’esistenza di questa fibra risalgono a cinquemila anni fa e sono state trovate in Pakistan e a Tehuacán in Messico, ma tracce più recenti sono state rilevate anche nei geroglifici egiziani e nelle cronache di Erodoto (V secolo a.C.). Nel IV secolo a.C. Alessandro Magno aveva fatto di Alessandria il più importante centro di smistamento verso l’Europa del cotone indiano di pregiatissima qualità. Con la conquista della Spagna da parte degli Arabi vennero introdotte anche in Europa le tecniche di filatura e tessitura, oltre alla coltivazione del cotone che però si interruppe agli inizi del Seicento a seguito della cacciata dei Mori. A quel punto fu il Portogallo che si prese lo scettro di importatore principale del nobile cotone indiano. Tra il XVIII e il XIX secolo, con la rivoluzione industriale, la produzione di tessuti e filati si concentrò nel Regno Unito. Da lí le tecnologie di coltivazione e di lavorazione si diffusero rapidamente verso le Americhe. Il cotone divenne un’importante fonte di reddito negli Stati Uniti, specialmente negli Stati del Sud, dove era coltivato dagli schiavi tradotti in maniera coatta dall’Africa. L’elezione del presidente Lincoln, primo presidente repubblicano degli USA, portò all’abolizione della schiavitù. Oggi la sua coltivazione è ampiamente diffusa in Arabia e in Asia minore. I maggiori produttori sono la Cina, Stati Uniti, India, Pakistan.

Il nome Gossypium deriva dall’arabo goz (soffice); il termine cotone deriva dall’arabo katun, “‘terra di conquista”

Il cotone viene coltivato come pianta tessile per i lunghi peli che accompagnano i semi e che costituiscono la bambagia. E’ la più importante pianta tessile al mondo e infatti è coltivata in tutte le aree geografiche.

Il cotone idrofilo è in grado di assorbire in brevissimo tempo oltre 20 volte il proprio peso in acqua, prestandosi così alla produzione di tessuti per bendaggi

Quasi tutti i principi attivi della pianta sono contenuti nella scorza o corteccia della radice; tra di essi i più importanti sono: acido resinoso, acetovanillone, acido diidrossidobenzoico, acido salicilico, acidi grassi, alcool cerilico, betaina, zuccheri, fitosterolo, sostanze fenoliche, acidi oleico e palmitico nei semi. Nei semi, in particolare nell’olio ricavato da questi, è contenuto il principio attivo noto come gossipolo.

L’olio di semi per Cotone idrogenato, privato del gossipolo tossico, è utile per la produzione di margarina grazie alla sua elevata percentuale di olio linoleico.

Come pianta officinale è utilizzata per la cura e prevenzione del colesterolo alto, disturbi del ciclo mestruale, diarrea, stati febbrili, infiammazioni cutanee, ustioni, come cicatrizzante, herpes, piaghe.

 

Redazione amaperbene.it

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