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Cartamo | Carthamus tinctorius L.

Il Cartamo è una pianta annua di origine policentrica, dall’Asia continentale (Iran, Pakistan) all’Africa orientale (Sudan, Etiopia); è noto con i nomi comuni di zafferanone; è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae; è una pianta spontanea e infestante, cresce selvatica sia in climi continentali che caldi o costieri; viene anche coltivata, per estrarre l’olio di cartamo (dai semi) e, dai fiori, la cartamina: un colorante per cibi dall’aroma e dal sapore che ricorda un po’ quelli dello zafferano. E’ una pianta che ha bisogno di molta acqua (soprattutto nella fase di maturazione) che riesce a procurare grazie all’apparato radicale molto sviluppato in profondità. Non sopporta l’elevata umidità dell’aria. Coltivata fin dall’antichità in Egitto, Cina, bacino del Mediterraneo ed Etiopia, oggi, il maggior produttore mondiale è l’India.

Il Cartamo va considerato un tipo di cardo annuale, che presenta uno stelo centrale alto fino a 1,5 metri, con foglie spinose, di forma oblunga o ovato-lanceolate, cerose, e superiormente strette e dentate, mentre i fiori hanno un diametro che va dai 2, 7 ai 4 cm, di colore giallo-arancio o bianco o rosso, circondati da un gruppo di brattee spinose. La radice è tipicamente fittonante e si sviluppa molto in profondità (1-1,5 m). Ogni ramificazione termina con una infiorescenza a capolino che porta fino a 100 fiori, tutti tubulosi, circondati da bratte spinose. I fiori sono gialli, giallo-rossastri o anche bianchi. A fecondazione avvenuta (prevalentemente autogama) gli ovari dei fiori evolvono in acheni di colore bianco brillante che a maturità hanno un contenuto di acqua del 9%-10% ed uno di olio del 38%-40%. Le varietà più diffuse sono quelle con i fiori gialli o arancioni, ma sono note anche varietà di fiori rossi e bianchi.

I semi di cartamo vengono utilizzati come mangime per il bestiame, poiché contengono una percentuale variabile del 18-24% di proteine, fino ad arrivare ad una percentuale massima di 28-50% di proteine. I semi contengono una percentuale del 32-40% di olio, proteine nella percentuale dell’11-17% e umidità pari al 4-7%. In 100 grammi di semi sono contenute 482 calorie, 4,8 grammi di acqua, 12,6 grammi di proteine, 27,8 grammi di grassi, 50,5 grammi di carboidrati totali, 25,1 grammi di fibre, 4,3 grammi di cenere, 126 mg di calcio, 310 mg di potassio, 9,7 mg di ferro, 0,59 mg di tiamina, 0,14 mg di riboflavina, 0,5 mg di niacina, e 0 mg di acido ascorbico. L’olio contiene l’1,5% di acido miristico, il 3% di acido palmitico, l’1% di acido stearico, lo 0,5% di acido arachico, il 33% di acido oleico e il 61% di acido linoleico. Il seme decorticato per l’alimentazione animale contiene l’8,7% di umidità, il 10% di grassi, il 45,4% di proteine, il 20,1% di carboidrati, l’8,3% di fibre, e il 7,5% di ceneri. I fiori di cartamo contengono cartamina che è rossa e insolubile in acqua, e cartamo giallo che è solubile in acqua.

Attualmente il cartamo ha importanza soprattutto come pianta oleifera; il suo interesse per l’Italia è solo potenziale. L’olio di cartamo è un olio che si estrae dai semi che contengono il 60% in olio. L’olio contiene il 75% di acido omega 6 (acido linoleico) e vitamina K, ed è utilizzato per produrre margarine speciali vitaminizzate. È indicato come rigenerativo della pelle.

L’utilizzo in pittura è piuttosto recente: si utilizza l’olio estratto dalla pianta per far essiccare lentamente i colori. Un vantaggio è che ammorbidisce e fluidifica i colori; inoltre, essendo solo debolmente paglierino e non essendo soggetto all’ingiallimento nel tempo, viene raccomandato per colori bianchi e colori molto tenui o tonalità pastello.

Il cartamo è anche coltivato per l’olio commestibile ottenuto dal seme. Esso contiene una maggiore percentuale di acidi grassi insaturi essenziali e una minore percentuale di acidi grassi saturi rispetto ad altri oli vegetali di semi commestibili. L’olio, di colore chiaro, è utilizzato in insalate e oli da cucina, nelle margarine, nei liquori, nelle candele, nei tessuti e come un olio di essiccazione per vernici, per linoleum e per la cera. I teneri germogli possono essere mangiati in insalata. I semi, commestibili e nutrienti, si mangiano arrostiti o anche fritti. L’olio di cartamo abbassa i livelli di colesterolo nel sangue e viene utilizzato per il trattamento di malattie cardiache. I fiori sono sempre stati fonte di coloranti giallo e rosso, ora in gran parte sostituiti da materiali sintetici, ma il colore rosso è tuttora in uso.

I semi di carthamus tinctorius vengono utilizzati negli stati infiammatori del fegato. I fiori sono considerati diaforetici, emmenagoghi, lassativi, sedativi, stimolanti, e sono utilizzati come sostituti o coadiuvanti dello zafferano nel trattamento di morbillo, scarlattina e altre malattie esantematiche. L’olio di cartamo è usato per i reumatismi e le ferite, come diuretico e come tonico. In Cina, viene prescritto come astringente uterino nella dismenorrea. In Iran, l’olio è usato come un balsamo per le distorsioni e reumatismi.

In genere la pianta non produce effetti tossici o altri effetti collaterali pericolosi o letali; tuttavia non andrebbe usata dalle donne in stato di gravidanza o da chi è soggetto a sanguinamenti di vario tipo. Il cartamo non deve essere conservato per più di 12 mesi. Il dosaggio è pari a 3 – 10 grammi giornalieri, nei decotti per trattamento orale.

In cucina la polvere di cartamo può sostituire lo zafferano, ma il suo sapore è piuttosto lieve, mentre il colore è intenso. L’impiego come coagulante è in atto soltanto a livello industriale. Questa spezia ha il potere di far coagulare il latte e rendere consistenti creme e budini.

Come colorante viene usato nella fabbricazione di belletti e rossetti.

Nel Medioevo, alle persone non più giovani, si somministrava ogni giorno un infuso di cartamo e la stessa usanza è ancora in auge in India e in Africa.

L’estratto di cartamo si sta diffondendo come colorante nei prodotti alimentari anche grazie al regolamento europeo 1333/2008, che impone a partire dal 2010, che nei prodotti contenenti il colorante tartrazina (ad esempio nelle bibite gassate tipo cedrata) è obbligatorio l’avviso “Può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”.

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