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Aglio

Esistono oltre 300 cultivar della pianta di aglio, tra cui l’Allium vineale, l’Allium ursinum, l’Allium fragrans, l’Allium oreaceum, ma tra queste la più coltivata è quella dell’Allium Sativum.

Si distingue: un aglio con tunica bianca (a sua volta diviso in Bianco piacentino, Bianco del Fucino, Bianco di Napoli, Bianco calabrese, Bianco polesano), un aglio a tunica rossa (tra i quali si coltivano soprattutto il Rosso di Sulmona ed il Rosa napoletano), ed infine  l’aglio rosso di Nubia, frazione di Paceco, località sita in quel di Trapani, nominato peraltro presidio Slowfood: il bulbo, di un profumo molto intenso, è costituito da dodici bulbilli o spicchi, con tuniche esterne di color bianco e tuniche interne sono di color rosso vivo.

La differenza sostanziale tra i bulbi di diversi colori, oltre che nelle dimensioni più piccole nei bianchi, è nel tempo di coltivazione, più veloce per i rossi che però vanno consumati più in fretta perché di più facile deperimento; sono infatti indicati per un consumo immediato.

Allium sativum L.

L’aglio è una pianta coltivata bulbosa, assegnata tradizionalmente alla famiglia delle Liliaceae, ma che la recente classificazione APG III attribuisce alle Amaryllidaceae (sottofamiglia Allioideae) [Angiosperm Phylogeny Group, 2009].

Il suo utilizzo primario è in gastronomia, ma è anche usato a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari. E’ il più potente battericida naturale che si conosca; tali proprietà vanno perdute se si sottopone l’aglio a temperature troppo elevate e/o a cotture prolungate.

L’odore caratteristico dell’aglio è dovuto a numerosi composti organici di zolfo tra cui l’alliina, presente nei bulbi non contusi, e che è il costituente più importante dell’aglio; in seguito a danneggiamento dei tessuti l’allina viene degradata da un enzima, l’allinasi, in acido piruvico ed acido 2-propensulfenico che viene immediatamente trasformato in allicina (principio attivo responsabile del caratteristico odore dell’aglio), disolfuro di allile [Campanini E., 2012], ajoene (inibitore della lipoossigenasi con attività antiaggregante piastrinica), vinilditiine e terpeni [Block E, 2010].

L’allicina ha dimostrato di possedere efficacia antibiotica [Ankri S, Mirelman D, 1999]. L’aglio contiene inoltre una buona scorta di proteine, un’elevata quantità di potassio, enzimi, Vitamine A, B1, B2, PP, C, sali minerali e oligoelementi. L’aglio ha diverse proprietà curative [Koch, Lawson, 1996]. Oltre le ben note proprietà anti batterica, quindi antinfettiva, antielmintica, l’aglio viene utilizzato nell’iperlipidemia, nell’ipertensione e in tutte le altre affezioni del sistema cardiovascolare [Jellin JM et al, http://www.naturaldatabase.com].

Diversi componenti dell’aglio hanno dimostrato la capacità di inibire in vitro le seguenti isoforme del citocromo P450: CYP1A2, 2B6, 2C9, 2C19, 2D6, e 3A [Greenblatt DJ, Leigh-Pemberton RA, von Moltke LL., 2006].Poiché la maggior parte degli inibitori della proteasi e gli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTIs) vengono metabolizzati dal CYP3A4, l’uso dell’aglio è sconsigliato nei pazienti in trattamento con farmaci che usano questa via metabolica. In particolare in uno studio effettuato su volontari sani è stato osservato che l’aglio riduce significativamente i livelli plasmatici di saquinavir [Piscitelli SC et al, 2001]. L’effetto compare dopo circa 20 giorni dall’inizio della co-somministrazione e perdura almeno 10 giorni dopo la sospensione dell’assunzione di aglio [Piscitelli SC et al. 2002].

L’aglio, riducendo la produzione di trombossano B2, può incrementare l’attività fibrinolitica ed indurre un effetto antiaggregante piastrinico [Harenberg J, Giese C & Zimmermann R, 1988]. Nell’uomo, la capacità dell’aglio di inibire l’aggregazione piastrinica è provata da casi di sanguinamento post-operatorio e di ematoma epidurale spinale spontaneo [Rose KD et al, 1990; Legnani C et al. 1993; Burnham BE, 1995; German K et al, 1995]. La somministrazione concomitante di aglio e di farmaci anticoagulanti ed anti-aggreganti piastrinici è pertanto da evitare. L’effetto antiaggregante piastrinico dell’aglio teoricamente può essere potenziato dalla somministrazione concomitante di indometacina; questo effetto è stato finora osservato ex vivo su campioni di plasma umano e non è chiaro se questa interazione possa manifestarsi anche in vivo [Apitz-Castro R. et al, 1983].

Pertanto l’aglio è dotato di proprietà

  • antiossidanti ad opera di molti composti, come i vari solfuri, il selenio e le vitamine dei gruppi B e C; l’attività antiossidante sarebbe esercitata attraverso l’aumento dei livelli intracellulari di glutatione e l’attività immunostimolante attraverso un incremento dell’attività delle cellule Natural Killer;
  • antibatteriche, antimicotiche e antivirali;
  • ipoglicemizzanti (migliora le condizioni dei diabetici). L’aglio sarebbe in grado di aumentare il rilascio di insulina e di proteggerne la degradazione;
  • antipertensive, grazie all’azione vasodilatatrice e alla capacità d’inibire l’attività dell’enzima di conversione dell’angiotensina, possedute dalle sostanze solforate in esso contenute;
  • anti-ipercolesterolemiche, grazie all’inibizione di uno degli enzimi coinvolti nella sintesi del colesterolo (l’idrossimetilglutaril-CoA reduttasi) operata dall’allicina; di conseguenza, l’aglio rappresenta un valido aiuto nel prevenire l’insorgenza dell’arteriosclerosi.
  • antitumorali (in vitro) ad opera di ajoene e disolfuri [Ahmed, N. et al, 2001; Fundam Clin Pharmacol., 2007];
  • chelanti: i composti solforati (per altri versi tossici, come il diossido di zolfo che si forma con acqua) presenti tra le molecole dell’aglio si legano stabilmente alle molecole di mercurio, piombo e cadmio presenti nell’organismo, che in questo modo vengono eliminate con facilità. Essendo ricco di diallina (diallisolfuro) l’aglio ha la capacità di arrestare lo sviluppo delle nitrosamine, prodotti cancerogeni.

L’attività preventiva nei confronti dell’arteriosclerosi, invece, pare sia dovuta all’insieme delle azioni antipertensive e ipocolesterolemizzanti esercitate dallo stesso aglio, ma non solo. Infatti, gli ajoeni e il disolfuro di allile contenuti nell’aglio hanno dimostrato di possedere anche proprietà antiaggreganti piastriniche. In particolare, gli ajoeni interagiscono direttamente con i recettori piastrinici del fibrinogeno e della lipossigenasi; mentre il disolfuro di allile esercita un ruolo inibitorio nei confronti dell’enzima che permette la formazione del trombossano A2 (potente aggregante piastrinico).

L’aglio crudo può risultare irritante e addirittura vescicante, se lasciato a lungo a contatto della pelle (infatti viene anche efficacemente usato in applicazioni topiche per estirpare le verruche); nello stomaco di soggetti sensibili potrebbe provocare bruciori; per questo motivo sarebbe meglio non superare i 2 spicchi al giorno. Quando viene cotto invece perde queste sue caratteristiche irritanti e può quindi essere consumato anche in quantità.

Essendo anche un ottimo stimolante digestivo e diuretico viene anche utilizzato in forma di infuso (dai 5 ai 10 g in un litro di acqua) mentre per un’azione antisettica dai 10-15 g in decotto.

Per ovviare almeno in parte al disagio del conseguente “alito pesante” si deve privare l’aglio del piccolo germoglio verde interno facilmente estraibile.

Gli estratti di aglio presentano numerose interazioni farmacologiche, quindi i soggetti che intendono assumere questo prodotto come terapia devono porre molta cautela e soprattutto chiedere consiglio al medico o al farmacista. Le principali interazioni farmacologiche riguardano:

  • Warfarin ed antiaggreganti piastrinici: aumento del rischio di sanguinamento;
  • Saquinavir (farmaco utilizzato come antivirale nell’HIV, è un inibitore delle proteasi): riduzione della biodisponibilità;
  • Ritonavir (farmaco antivirale inibitore delle proteasi): aumento della concentrazione;
  • Vitamina E ed olio di pesce: potenziamento degli effetti antitrombotici;
  • Pentossifillina e Ticlopidina (farmaci antitrombotici ed antiaggreganti piastrinici): aumento del rischio di emorragie;
  • FANS: possibile aumento della gastrolesività;
  • Paracetamolo: riduzione della concentrazione plasmatica di metaboliti ossidativi e dell’epatotossicità;
  • Clorzoxazone (farmaco miorilassante): riduzione del 40% della biodisponibilità del farmaco;
  • ACE-inibitori: riduce l’effetto ipotensivo del farmaco.

Aglio orsino                Allium ursinum

L’aglio orsino ha proprietà depurative ma anche antielmintiche, diuretiche, ipoglicemizzanti e dimagranti. In particolare queste attività sono garantite se l’aglio viene ingerito mentre invece per un uso esterno, l’aglio orsino ha proprietà disinfettanti molto importanti e senza effetti collaterali. Viene impiegato nel trattamento di patologie cardiovascolari, diarree e vermi intestinali; per abbassare la pressione e stimolare la circolazione del sangue; per ostacolare il problema della flautlenza e del mal di stomaco, mentre risulta altrettanto utile per la digestione e le vie respiratorie.

 Bibliografia A

  1. Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III in Botanical Journal of the Linnean Society 2009; 161(2): 105–121.
  2. Ankri S, Mirelman D, Antimicrobial properties of allicin from garlic in Microbes Infect, vol. 2, nº 2, 1999, pp. 125–9, DOI:10.1016/S1286-4579(99)80003-3, PMID 10594976
  3. Apitz-Castro R, Cabrera S, Cruz MR et al: Effects of garlic extract and of three pure components isolated from it on human platelet aggregation, arachidonate metabolism, release reaction and platelet ultrastructure. Thromb Res 1983; 32(2):155-169.
  4. Block E. Garlic and Other Alliums: The Lore and the Science Royal Society of Chemistry, Cambridge 2010. ISBN 978-0-85404-190-9
  5. Burnham BE. Garlic as a possible risk for postoperative bleeding. Plast Reconstr Surg. 1995; 95:213. Letter.
  6. Campanini E. Dizionario di fitoterapia. Ed. Tecniche Nuove, 2012, pag. 33.
  7. German K et al. Garlic and the risk of TURP bleeding. Br J Urol. 1995; 76:518.
  8. Greenblatt DJ, Leigh-Pemberton RA, von Moltke LL. In vitro interactions of water-soluble garlic components with human cytochromes p450. J Nutr. 2006;136:806S-809S.
  9. Harenberg J, Giese C & Zimmermann R: Effect of dried garlic on blood coagulation fibrinolysis, platelet aggregation and serum cholesterol levels in patients with hyperlipoproteinemia. Atherosclerosis 1988; 74(3):247-249.
  10. Jellin JM, Gregory P, Batz F, et al, eds. Pharmacist’s letter/Prescriber’s letter natural medicines comprehensive database. 4th Stockton CA: Therapeutic Researc Faculty, 2002. Website: http://www.naturaldatabase.com
  11. Koch, Lawson, Garlic: the Science and Therapeutic Application of Allium sativum L. and Related Species, Baltimora, Williams & Wilkins, 1996. pp 135-212
  12. Legnani C et al. Effects of a dried garlic preparation on fibrinolysis and platelet aggregation in healthy subjects. 1993; 43:119-22.
  13. Piscitelli SC et al. Garlic supplements decrease saquinavir plasma concentrations. Paper presented at Eighth Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections. Chicago, IL; 2001.
  14. Piscitelli SC, Burstein AH, Welden N et al: The effect of garlic supplements on the pharmacokinetics of saquinavir. Clin Infect Dis 2002; 34(2):234-238.
  15. Rose KD et al. Spontaneous spinal epidural hematoma with associated platelet dysfunction from excessive garlic ingestion: a case report. 1990; 26:880-2

 

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