Gli alimenti ultra-processati potrebbero non essere associati a un aumento del rischio complessivo di cancro del colon-retto
Pillole di conoscenza

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Un vasto studio condotto su oltre 460.000 americani sta mettendo in discussione un’ipotesi ampiamente diffusa circa il legame tra alimenti ultra-processati e cancro del colon-retto. I ricercatori hanno scoperto che un maggiore consumo di alimenti ultra-processati non è associato a una maggiore incidenza complessiva di cancro del colon-retto. Tuttavia, i risultati hanno rivelato un’importante distinzione: alcuni tipi di alimenti ultra-processati sono stati collegati a tassi di incidenza del cancro inferiori, mentre altri sono stati associati a tassi superiori. Mentre la carne lavorata è stata collegata a una maggiore incidenza di cancro, i cereali integrali e i latticini ultra-processati sono stati associati a una minore incidenza.
La ricerca, condotta da Erikka Loftfield del National Cancer Institute e pubblicata il 15 ottobre sulla rivista ad accesso aperto PLOS Medicine, suggerisce che gli effetti sulla salute degli alimenti ultra-processati potrebbero dipendere in larga misura da ciò che tali alimenti contengono effettivamente.
Gli alimenti ultra-processati rappresentano più della metà delle calorie consumate dagli adulti americani. Questi prodotti sono stati oggetto di crescente attenzione a causa del loro potenziale legame con malattie croniche, tra cui il cancro del colon-retto (CRC). Tuttavia, questa categoria comprende un assortimento straordinariamente eterogeneo di alimenti, il che rende difficile valutarne gli effetti sulla salute come un gruppo unico.
Ad esempio, alcuni prodotti a base di cereali integrali e latticini ultra-processati sono stati associati a un minor rischio di cancro del colon-retto, mentre le carni lavorate sono state collegate a un rischio maggiore. Ciò solleva un’importante questione: il solo livello di lavorazione è un indicatore utile dei potenziali effetti di un alimento sulla salute?
Per studiare queste differenze, i ricercatori hanno esaminato i dati sanitari e alimentari di 461.682 americani di età compresa tra i 50 e i 71 anni che hanno partecipato allo studio NIH-AARP Diet and Health Study nel 1995 e nel 1996.
All’inizio dello studio, i partecipanti hanno compilato dei questionari descrivendo la frequenza con cui consumavano diversi alimenti. I ricercatori hanno utilizzato queste risposte per stimare l’assunzione di alimenti ultra-processati da parte di ciascun partecipante.
I partecipanti sono stati poi monitorati fino al 2018, con un periodo di follow-up mediano di 18,8 anni. Ciò ha permesso al team di esaminare come i modelli alimentari fossero associati allo sviluppo del cancro del colon-retto nell’arco di quasi due decenni.
I risultati non hanno mostrato alcuna associazione complessiva tra il consumo totale di alimenti ultra-processati e l’incidenza del cancro del colon-retto. In altre parole, i partecipanti che consumavano più alimenti ultra-processati non hanno, nel complesso, registrato tassi più elevati di cancro del colon-retto.
Tuttavia, un esame più attento delle singole categorie alimentari ha rivelato un quadro molto più complesso.
I ricercatori hanno scoperto che un maggiore consumo di cereali integrali, fibre, latticini e calcio proveniente da alimenti ultra-processati era associato a una minore incidenza del cancro del colon-retto.
La carne proveniente da fonti ultra-processate ha mostrato un andamento opposto, con un maggiore consumo associato a una maggiore incidenza di tumori.
Il team ha anche esaminato cosa potrebbe accadere quando gli alimenti ultra-processati vengono sostituiti con alternative meno elaborate. La loro analisi ha rilevato che la sostituzione del 10% dell’assunzione di alimenti ultra-processati con alimenti minimamente trasformati, in termini di peso, è associata a una riduzione del 2% dell’incidenza del cancro del colon-retto.
Questi risultati suggeriscono che le caratteristiche nutrizionali dei singoli alimenti potrebbero essere più informative rispetto alla semplice classificazione di tutto come ultra-processato. Alimenti inseriti nella stessa ampia categoria possono avere associazioni molto diverse con il rischio di cancro.
Nonostante le grandi dimensioni dello studio e il lungo periodo di follow-up, i ricercatori avvertono che le sue conclusioni potrebbero non essere ugualmente applicabili a tutti.
La maggior parte dei partecipanti era costituita da americani bianchi di età avanzata, il che significa che i risultati potrebbero non rispecchiare accuratamente le esperienze degli adulti più giovani o di popolazioni più eterogenee dal punto di vista razziale ed etnico.
Un’altra importante limitazione riguarda le modalità di raccolta delle informazioni dietetiche. I partecipanti hanno riferito le proprie abitudini alimentari una sola volta, all’inizio dello studio. I ricercatori non hanno quindi potuto tenere conto dei cambiamenti nelle diete individuali nel corso dei decenni successivi.
Nel corso di quel periodo, sono aumentate anche la disponibilità e la varietà di alimenti ultra-processati. Di conseguenza, le valutazioni dietetiche iniziali potrebbero aver sottostimato il consumo effettivo dei partecipanti durante il periodo di studio.
Poiché la ricerca era di tipo osservazionale, non è possibile stabilire se determinati alimenti aumentino o diminuiscano direttamente il rischio di cancro.
Cosa significano i risultati per una dieta sana
Anziché considerare tutti gli alimenti ultra-processati ugualmente dannosi, i risultati supportano la valutazione degli alimenti in base al loro contenuto nutrizionale e alle specifiche correlazioni con la salute.
I risultati sono inoltre in linea con le raccomandazioni dietetiche esistenti per la prevenzione del cancro del colon-retto, che incoraggiano il consumo di cereali integrali, fibre, latticini e alimenti ricchi di calcio, limitando al contempo le carni lavorate.
In definitiva, lo studio evidenzia perché l’etichetta “ultra-processato” potrebbe non raccontare tutta la storia. Quando si tratta di cancro del colon-retto, il tipo di alimenti che le persone consumano sembra essere più importante della sola categoria di trasformazione.
Abar L, O’Connell CP, Hong HG, Herrick KA, Kahle L, Lerman JL, Liao LM, Zhang X, Zhang X, Zhao L, Zouiouich S, Sinha R, Khandpur N, Martínez Steele E, Loftfield E. Associations of food processing and dietary risk factors with colorectal cancer incidence in the NIH-AARP Diet and Health Study: A cohort study. PLoS Med. 2026 Oct 15;23(10):e1005251. doi: 10.1371/journal.pmed.1005251. PMID: 42879326; PMCID: PMC13671506.



