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Gelsomino comune | Jasminum officinale

Il gelsomino comune (Jasminum officinale) detto anche gelsomino bianco è una pianta della famiglia delle Oleaceae, un genere che conta circa 300 specie di arbusti rampicanti, a foglie caduche e rustici. E’ una specie autoctona del Caucaso e di altre zone come il nord dell’Iran, l’india, diffusa in Asia ed Europa; in Pakistan è il fiore nazionale, ed è ampiamente coltivato in varie parti del mondo dove si è naturalizzato come in Francia, Italia, Portogallo, Romania, Algeria, Florida e Indie Occidentali.

Il gelsomino comune bianco è una pianta rampicante vigorosa che può raggiungere rapidamente i 15 metri di altezza producendo una fitta vegetazione con rami semilegnosi che si attorcigliano attorno a qualsiasi sostegno; le foglie sono pennate composte da 5 a 7 foglioline ovate lanceolate, lucide a margini lisci, di colore verde scuro. Con una sola pianta si arrivano a coprire fino a 8 / 12 metri quadri. Nelle regioni caratterizzate da un clima invernale rigido in cui le temperature scendono frequentemente sotto lo zero termico le foglie cadono e ricompaiono in primavera. La fioritura avviene tra il mese di giugno e ottobre, i fiori sono piccoli, bianchi o talora leggermente rosati che quando sono in boccio, sono riuniti in infiorescenze terminali e sono profumatissimi.

È una pianta visitata dalle api per il polline ed il nettare. La specie è largamente coltivata nei parchi e nei giardini di tutta Italia e talvolta si trova anche allo stato subspontaneo, in particolare presso gli abitati.

Tuttavia, con il termine gelsomino ci si può riferire anche a piante di altre famiglie e generi quali:

  • gelsomino rampicante o gelsomino sempreverde, detto anche “falso gelsomino“: Trachelospermum jasminoides
  • gelsomino notturno (Cestrum nocturnum), della famiglia delle Solanaceae

Le specie più commercializzate sono:

  • Jasminum officinale; originario dell’Iran, della Cina e dell’India; noto come “gelsomino comune”, pianta rampicante con piccoli fiori bianchi, con un odore caratteristico, resiste bene al gelo e in alcune zone dell’Italia, si trova rinselvatichito allo stato spontaneo.
  • Jasminum grandiflorum originario del Nepal e noto come ‘gelsomino di Spagna’ (Catalugno) o “gelsomino di Sicilia” a foglie persistenti e fiori grandi che sbocciano dalla primavera all’autunno, e nelle regioni a clima mite anche d’inverno, è una pianta rampicante poco rustica, adatta a climi miti, dove viene utilizzata per ricoprire pergole, muri e recinzioni.
  • Jasminum azoricum, noto come “gelsomino trifogliato”, viene utilizzato come pianta ornamentale per ricoprire pergole, muri e recinzioni.
  • Jasminum polyanthum, originario della Cina, noto come ‘gelsomino bianco’, pianta rampicante vigorosa e rustica, alta fino a 6 m se coltivato in piena terra, che d’inverno e in primavera produce numerosi grappoli di fiori bianchi esternamente rosati, profumati.
  • Jasminum nudiflorum (gelsomino di San Giuseppe) e il Jasminum primulinum originari della Cina, a fiori gialli non profumati, piante sarmentose, dalle lunghe ramificazioni pendule, con fiori ascellari che sbocciano a fine inverno inizio primavera.
  • Jasminum sambac, noto come ‘gelsomino d’Arabia’, può raggiungere i 3–4 m di altezza. Fiorisce dall’inizio dell’estate fino all’inizio dell’autunno (giugno-ottobre), producendo numerosissimi fiori bianchi particolarmente profumati.

 

Oggi il genere Jasminum è utilizzato a scopi ornamentali, in piena terra nei giardini, come arbusti isolati o per rivestire muri, recinzioni e pergolati.

Un tempo si credeva avesse innumerevoli virtù officinali. Il famoso olio di gelsomino, che i Persiani offrivano agli invitati nei banchetti, si arricchisce da Dioscoride a Linneo d’una quantità di potenzialità terapeutiche legate alla sessualità. Per quanto lo Jasminum officinalis d’origine persiana fosse noto anche agli antichi Greci e Romani, il primo a coltivarlo davvero in Italia fu Cosimo I de Medici, che naturalmente ne aveva proibito la diffusione fuori dai giardini granducali; l’Inghilterra dovrà addirittura aspettare il 1730, quando riceverà una pianta dal Malabar.

Nel frattempo si era diffuso anche lo Jasminum sambac di più facile coltura, che resta tranquillamente all’aperto nelle zone temperate. Ecco dunque coltivazioni industriali in Calabria e Sicilia (se ne ricavano profumi) e una discreta presenza in tanti altri giardini italiani.

Nel trapanese è tradizionalmente utilizzato in infuso per una delicata granita, chiamata Scursunera, inserita tra i prodotti agroalimentari tradizionali.

Secondo l’aromaterapia, il profumo di gelsomino sarebbe euforizzante e stimolerebbe direttamente l’ipotalamo a produrre encefaline, sostanze che oltre a inibire il dolore procurano uno stato di benessere e di felicità. Il gelsomino è tradizionalmente usato per curare i disturbi uterini, emicrania, insonnia, raffreddore e perdita di memoria. L’olio essenziale grazie al suo profumo è tra gli ingredienti base di molte creme, lozioni e profumi.

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