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Efedra | Ephedra Distachya

L’efedra è una pianta erbacea della famiglia delle Ephedraceae a portamento prostrato-ascendente che raggiunge i 30-50 cm. di altezza, con rami eretti, brevi, appiattiti di colore verde glauco. Le foglie opposte sono ridotte a squame nude. I fiori sono costituti da scaglie fiorali arrotondate raggruppate in amenti peduncolati di colore giallo verdastro. I frutti sono delle bacche rosse e carnose. L’efedra cresce nelle zone temperate calde di tutto il mondo.

L’efedra è utilizzata come rimedio ad azione broncodilatatrice, utile nel trattamento dell’asma, della bronchite, delle congestioni nasali, della sonnolenza e del sovrappeso. In effetti, le parti aeree della pianta contengono nel loro fitocomplesso alcuni alcaloidi in concentrazione prossima all’1%, tra i quali spiccano l’efedrina (60-80%) e la pseudoefedrina (20-34%), dalla struttura molecolare simile all’adrenalina, di cui imitano l’attività simpaticomimetica. Questi principi attivi hanno un’azione più marcata sulla fibra muscolare liscia, rispetto all’ormone umano, e questo si nota nell’effetto ipertensivo indotto dall’efedrina, più durevole, anche se meno intenso, di quello provocato dall’adrenalina, in quanto è dovuta ad una vasocostrizione per azione diretta sulla muscolatura liscia.

In caso di disturbi respiratori, infatti, la pianta deprime il tono dei muscoli bronchiali e contemporaneamente inibisce la colinesterasi; per questa ragione, è utile nella terapia dell’asma allergico, della dispnea, nelle bronchiti croniche, pertosse e in tutti i casi si renda necessario ristabilire l’eccitabilità dei centri respiratori bulbari.

L’efedrina, comportandosi come agonista adrenergico, aumenta infatti la liberazione di noradrenalina dalle terminazioni nervose ed interagisce direttamente con i recettori alfa e beta adrenergici; tutto ciò si traduce in una dilatazione bronchiale associata ad aumento della termogenesi (accelera il metabolismo) e della pressione arteriosa (l’efedrina provoca vasocostrizione).

La pianta è utilizzata anche come tonico del sistema neuromuscolare per potenziare il rendimento degli sportivi (è considerata sostanza dopante). L’efedrina, in essa contenuta, le conferisce attività anoressizzante e dimagrante (tale proprietà fino a qualche tempo fa veniva sfruttata inserendo la droga all’interno di prodotti dimagranti, ma data la pericolosità, il suo utilizzo in quest’ambito è stato vietato).

Sono documentati effetti collaterali sull’apparato cardiocircolatorio e sul sistema nervoso (fino a casi di morte per crisi ipertensive e/o aritmie).

Trattandosi di una droga ad intensa attività farmacologica è necessaria una certa cautela nella sua somministrazione, perché dosi superiori a quelle terapeutiche, causano effetti stupefacenti, fenomeni di eccitazione nervosa, insonnia, vertigini, tremori, tachicardia, nausea e vomito.

La pianta è controindicata nei soggetti affetti da disturbi vascolari, cardiopatie, ipertensione e in quelli sottoposti a trattamenti digitalici. Evitare l’uso in caso di anoressia, bulimia, sindromi depressive, insonnia, ipertiroidismo, diabete, ipertrofia prostatica, glaucoma. Sconsigliata per bambini ed anziani.

Attenzione: è un’erba mediamente tossica. usare solo sotto controllo medico. questa pianta rientra nella lista del Ministero della Salute per l’impiego non ammesso nel settore degli integratori alimentari.

Attualmente l’efedrina viene prodotta per via sintetica e la specie ha perso importanza come pianta di interesse medicinale.

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