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CROM.6 – Verso la meta – Dal 27 gennaio 2005

Con l’arrivo nel gennaio 2005 di Mario Santangelo[1] alla direzione generale della Fondazione «Pascale», nomina decisa dal presidente della Giunta Regionale, Antonio Bassolino (Decreto n. 29 del 27/01/2005), si metteva fine ai commissariamenti che andavano avanti dal lontano ’93. Non aveva fine invece la querelle sia interna che esterna, che portò la prima alle dimissioni del Direttore Scientifico, la seconda ad un estenuante braccio di ferro tra l’appena nominato Direttore Generale dell’Istituto ed il Ministero. Argomento: il regolamento di organizzazione e di funzionamento dell’IRCCS Pascale.

Le contestazioni ministeriali riguardavano, in particolar modo, l’omessa previsione dell’obbligatorietà di certificazione del bilancio da parte di una società di revisione; l’attribuzione al Consiglio di indirizzo e verifica del potere di designazione (anziché di nomina, su proposta del direttore scientifico) dei componenti del Comitato Tecnico Scientifico; definizione con cadenza triennale della dotazione organica; la mancata previsione delle specifiche responsabilità amministrative istituzionalmente proprie del direttore generale dell’Ente; l’erronea attribuzione al direttore generale dell’Istituto della potestà di nomina del Comitato Tecnico Scientifico (che spettava, invece, al Consiglio di indirizzo e verifica su proposta del direttore scientifico); la mancata previsione del parere obbligatorio del direttore scientifico su determinati atti di particolar rilevanza per i fini istituzionali dell’Ente. Però il prof. Santangelo era una persona troppo navigata per non approfittare della debolezza del Ministero, sempre meno attento verso le politiche regionali.

Profondo conoscitore delle dinamiche politiche (e dei personaggi) regionali, il prof. Santangelo ha avuto il grande merito di dare l’impulso risolutore per far aprire il Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano (la famiglia Santangelo è originaria di Mercogliano), oltre a far approvare (DGRC n. 1739/07) un favorevole protocollo di intesa tra Regione Campania e I.R.C.C.S. Fondazione Pascale unito al Progetto di riorganizzazione sperimentale dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli IRCCS “Fondazione Pascale”. Su questo progetto avemmo un confronto vivace a casa Santangelo in Mercogliano; abbandonai casa per evitare che al professore venisse un infarto (stava con la bava alla bocca per la veemenza con cui cercava di convincermi della bontà del progetto su cui io avevo mosso talune riserve).

All’apparenza persona aperta alla ragionevolezza, di fatto non amava essere contrariato: in questo l’uomo politico prevaleva sempre sul tecnico, anche se talune decisioni gli sono costate non poco.

Personalmente, non gli perdonerò mai di aver ridimensionato (da struttura complessa a struttura dipartimentale) l’UOC di Immunologia, fra le prime in Italia e prima sul territorio, per poter accontentare le aspirazioni primariali di tre colleghi. Da buon chirurgo, non credeva nell’Immunologia. Anche in questo caso, i fatti che si sono succeduti hanno evidenziato quanto fosse sbagliata la decisione intrapresa.

Come pure non gli perdonerò un suo intervento verificatosi al CROM che definire estremamente sconveniente è poco. L’Istituto aveva bandito il concorso per Direttore Scientifico; segretario della Commissione era Massimo Casciello, direttore generale del Ministero della Sanità, al quale mi legavano anni ed anni di amicizia e reciproca stima; era venuto al CROM per tenere una lettura sul futuro degli IRCCS; stavamo chiacchierando del più e del meno al bar, davanti ad una tazzina di caffè, quando si intromise a gamba tesa il prof. Santangelo per sostenere la candidatura di Nicola Normanno al concorso a direttore scientifico cui anch’io avevo partecipato; io lo guardai perplesso, imbarazzato, e dissi rimproverandolo: “Ma Mario, se vuoi parlare di queste cose ti prego vai nei tuoi uffici dove puoi fruire di tutta la riservatezza che certi argomenti richiedono”. Schifato, gli voltai le spalle; ma lui, dall’alto dei suoi anni e della lunga esperienza politica, non conosceva la parola pudore. Tanto per la cronaca al concorso parteciparono i dottori: Francesco Saverio Ambesi Impiombato, Giuseppe Castello, Gennaro Ciliberto, Giuseppe D’Aiuto, Alfredo Fusco, Maurizio Montella, Nicola Mozzillo, Nicola Normanno, Francesco Perrone, Fabio Rossano, Giuseppe Scala, Alfredo Siani, Giancarlo Vecchio.

La Commissione di Valutazione, composta da elementi nessuno dei quali proveniente da un IRCCS né oncologo, con verbale dei lavori espletati il 25 luglio 2011, confermato con successivo verbale in data 24 novembre 2011, individuò la terna dei candidati idonei alla Direzione Scientifica dell’INT nei proff. Gennaro Ciliberto, Alfredo Fusco e Nicola Normanno. L’incarico fu assegnato al primo dei tre, figlio di Carlo ex rettore dell’Ateneo Federiciano dall’81 al ’93.

La mia sorpresa del comportamento del prof. Santangelo era grande anche perché lo stesso, quando era stato pubblicato l’Avviso di selezione per l’inclusione nell’elenco degli idonei alla nomina di Direttore generale delle AA.SS.LL. ed AA.OO. della regione Campania (DGRC n. 806 del 29 giugno 2005 pubblicato sul BURC n. 34 dell’11 luglio 2005 – GU n. 60 del 29-7-2005) era stato proprio Santangelo a convincermi a presentare la domanda di partecipazione; io non volevo, perché mi dissi convinto che nessun politico mi avrebbe affidato mai un incarico non essendo uno yes-man. I fatti mi hanno dato ragione. Ancora una volta avevo commesso l’errore a fidarmi (cfr quando il prof. Santangelo lasciò la Direzione dell’INT per assumere l’incarico di Assessore Regionale della Sanità non si ricordò di quanto mi aveva detto).

Nonostante però quanto su riferito, fu proprio il prof. Santangelo a proporre all’On.le Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania, la mia nomina a Direttore Operativo del Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano, consapevole che ero l’unico professionista dell’INT capace di coniugare competenze scientifiche e competenze amministrative.

Devo ammettere però che con me la “fantasia politica” si è sempre molto divertita.                Quando nel 2002 l’on.le Sirchia, Ministro della Sanità, venne in visita al Pascale e mi disse “certo, Beppe, come reggente duri da un bel po’”; ebbi la presenza di spirito di rispondere: “certo, Voi Capi scegliete tanti cavalli di razza per dirigere l’Istituto, ma poi tocca a gente come me sollevare da terra gli escrementi ed eliminarli”.

Qualche anno più tardi il connubio Bassolino-Santangelo partorì l’incarico di “Direttore Operativo del Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano”. All’annuncio erano presenti i giornalisti Giuseppe Del Bello (la Repubblica) e Bruno Buonanno (il Mattino), che mi conoscevano molto bene; il primo, credo per sfottermi, chiese: “Bruno, secondo te, cosa significa Direttore Operativo”. Risposta seria di Buonanno: “Semplice, lui – indicando me con la testa – fatica e gli altri prendono i meriti”. Avevano capito tutto.

Grandissimo merito del prof. Mario Santangelo senza dubbio è stato quello di consegnare alla Comunità Scientifica un centro ricerche unico quale il Centro Ricerche Oncologiche “Fiorentino Lo Vuolo” in Mercogliano.

Il lavoro avviato dal prof. Mario Santangelo è stato portato avanti dal dr. Tonino Pedicini, dallo stesso individuato quale successore.

Tonino Pedicini, Direttore Generale dell’Agenzia Regionale Sanitaria della Campania (ARSAN), è stato Direttore Generale dell’INT dal 05/09/2009 al 13/11/2014; la nomina venne dal Presidente della Giunta Regionale pro tempore, Antonio Bassolino (decreto n. 234 del 05/09/2009) su proposta, come accennato, dell’assessore regionale alla Sanità, Mario Santangelo, in piena continuità pdiessina.

Sinceramente avevo qualche remora nei suoi confronti non tanto per la presunta carenza di titoli quanto perché lo stesso non si era espresso favorevolmente nei confronti dell’Istituto in molte occasioni.

L’operato del dr. Pedicini a favore dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori – Fondazione G. Pascale di Napoli e del Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano è stato senza dubbio positivo. Non a caso gli è stato conferito nel dicembre 2013 il premio nazionale istituito da Federsanità ANCI “Il Coraggio di agire”, per la “ricerca e l’innovazione medica e tecnologica con il coinvolgimento della società civile”.

L’Accademia dei Lincei, la più antica accademia scientifica del mondo e la massima istituzione culturale italiana, ha riconosciuto unanimemente al Pascale per il 2014 il premio Cataldo Agostinelli e Angiola Gili Agostinelli, come principale Irccs, nonché centro di riferimento per la rete oncologica regionale e del Mezzogiorno. Nella motivazione si legge che l’Irccs partenopeo “è un’eccellenza nel campo della prevenzione, diagnosi e cura delle patologie tumorali, sia attraverso la ricerca clinica, sia attraverso l’innovazione tecnologica e gestionale. In questo ambito, hanno scritto gli accademici, l’Istituto si configura come centro di riferimento per l’oncologia della Regione Campania determinante per contribuire, con altre aziende sanitarie, a un più vasto progetto di costruzione di una rete oncologica regionale”.

All’Istituto è stato conferito l’Oscar di Bilancio della Pubblica Amministrazione 2013, dopo che nel 2010 era stato presentato il primo Bilancio Sociale. La redazione del documento di bilancio sociale era nata da una sempre maggiore esigenza di rendicontazione dei risultati conseguiti, non solo in chiave meramente economica, ma soprattutto proiettata in un’ottica di carattere sociale, ambientale ed etico. La cura e l’attenzione al paziente, l’impegno e gli investimenti per il miglioramento del livello tecnologico delle attrezzature e degli impianti, il miglioramento della qualità delle prestazioni erogate, la sana e corretta gestione della spesa nel rispetto del principio dell’economicità rappresentano elementi essenziali e di orgoglio per l’Istituto. Da ciò l’esigenza di raccontare, con la massima trasparenza non solo le nuove iniziative intraprese, ma anche i risultati conseguiti derivanti da progetti già avviati in periodi precedenti al fine di sviluppare al massimo la “mission” dell’Istituto consistente nel garantire sempre più l’eccellenza nel campo della prevenzione, diagnosi e cura delle patologie tumorali, e migliorare la qualità delle prestazioni, la soddisfazione di tutti gli stakeholders per diffondere la speranza di guarigione di tutti i malati di cancro.

[1] Classe ’34, ex assessore regionale alla Sanità, presidente delle Terme di Agnano, docente di chirurgia presso il Policlinico federiciano e per anni responsabile dell’équipe che si era occupata di trapianti di rene

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