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Ballota | Ballota Nigra

Il marrubio selvatico o cimiciotta comune (Ballota nigra L., 1753) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia Lamiaceae; è conosciuta anche con svariati  nomi popolari: Marrubio nero, Marrubio fetido, Marrubio selvatico, Cimiciotta comune, Erba puzza, Marrubiastro, Cimiciotto, Erba t’la tajura, Marrubi selvadegh, Erba verda, Marubio bastardo, Erba che spuza, Ortica morta, Reddica morta, Marusciu, Marrupiu nieddu.

Il genere Ballota comprende all’incirca 35 specie diverse, tipiche dei Paesi a clima temperato di Europa, Asia occidentale ed Africa del Nord. Essa cresce facilmente soprattutto in aree incolte e selvagge: a tal proposito, è comprensibile come la pianta sia molto diffusa in Europa.

La pianta di ballota può raggiungere altezze variabili: alcune specie, infatti, crescono solamente fino ai 40 centimetri, altre invece, raggiungono quasi il metro e mezzo. Il fusto, legnoso e ricoperto di una leggera peluria, si presenta quadrangolare e poco ramificato.

Le foglie si presentano di colore verde scuro, opposte, ovali con base cuoriforme o arrotondata, margine dentato e apice acuto, superficie pubescente con la superficie superiore rugosa. I fiori, bellissimi e color porpora, sono riuniti in verticillastri; ogni fiore ha alla base una bratteola lineare, calice tubulare con 5 denti triangolari; la corolla tubulare rosea è divisa in 2 labbra, il labbro superiore è peloso e intero mentre quello inferiore è trilobato. Il frutto è caratterizzato da 4 acheni ovali e lisci di colore marrone-nero. La radice è fittonante.

La pianta di ballota cresce fino ai 1.300 metri di altitudine, preferibilmente in terreni calcarei.

La pianta, raccolta durante la fioritura, viene utilizzata in seguito ad essiccazione. Dalle piante fresche può essere ricavato uno sciroppo.

 

Il termine Ballota deriva dal greco “ballo” ovvero “rifiutare”, in quanto per il suo odore sgradevole veniva rifiutata sia dall’uomo che dal bestiame. Il termine “nigra” invece sembra derivi dal colore nero di cui si tingono le sue foglie essiccate. Il termine marrubio deriva dall’ebraico mar=amaro e rab=succo, in riferimento al gusto della pianta.

La Ballota foetida – come preannunciano i nomi volgari e l’appellativo botanico – deve il suo nome all’odore sgradevole emanato dalla pianta intera; al gusto, è amara, acre e – per alcuni – persino nauseabonda. Come intuibile, la pianta di ballota non è utilizzata a fini alimentari, visti l’odore ed il sapore particolarmente sgradevoli; tuttavia, è invece molto sfruttata a scopi fitoterapici contenendo numerosi componenti chimici: acido caffeico, saponine, dipertenoidi (ballotenolo, ballotinone, marrubiina), flavonoidi glicosilati, betaine, ed infine glicosidi fenilpropanoidi, ai quali va attribuita l’azione neurosedativa ed antiossidante.

Alla ballota vengono attribuite proprietà rilassanti, antispasmodiche, tranquillanti, sedative ed antitussive; essa può essere utilizzata durante la fase premestruale e menopausale, al fine di ridurre lo stato d’ansia e d’irritabilità che contraddistingue i due periodi. Essa può agire come un sedativo ed è efficace contro la nausea e il vomito soprattutto quando dipendono dal sistema nervoso, come nel caso della cinetosi o della nausea mattutina, ma anche in caso di dispepsia. Questa pianta è anche un espettorante, vermifugo, un normalizzatore mestruale e un rimedio per la gotta e l’artrite. Inoltre è un astringente per la pelle.

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