Acque

Acque salse (cloruro-sodiche)

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Hanno la stessa origine delle salsobromoiodiche. Sono acque in cui prevalgono il sodio ed il cloro; in esse sono spesso presenti in quantità significativa i solfati; alternativamente possono essere presenti bicarbonati (acque a prevalente uso idropinico) o iodio (impiegate più spesso nella crenoterapia esterna).   In presenza di solfati vanno usati in modo idropinico, cioè per bibita alla fonte termale; in presenza di iodio l’uso più appropriato è la crenoterapia esterna, cioè bagni, aerosol, ecc.

Le acque salse differiscono pertanto in base alla presenza e alla quantità di sodio e cloro al loro interno, secondo uno schema che prevede la formazione di solfato di sodio, bicarbonato di sodio, calcio o magnesio.

Le acque salse hanno una diversa concentrazione dei sali per cui si distinguono:

  • acque iso e ipotoniche: notevole stimolo secretivo, scarso o nullo stimolo peristaltogeno;
  • acque ipertoniche: forte stimolo peristaltogeno, minore attività di stimolo sulla secrezione gastrica.

Da ciò derivano risultati terapeutici diversi; sono comunque adatte al superamento delle disfunzioni dell’apparato digerente.

Prodotte in natura a partire da una serie di fenomeni vulcanici secondari, non riconducibili cioè ad autentiche eruzioni, le acque salse rappresentano una delle ricchezze e delle peculiarità del sottosuolo italiano, all’interno del quale la cospicua presenza di massicci e crateri di origine vulcanica garantisce il continuo rifornimento di sali minerali alla preziosa risorsa idrica.

Le acque salse vengono impiegate prevalentemente per curare disturbi all’apparato digerente, in virtù della comprovata capacità delle concentrazioni saline in esse contenute di aumentare le secrezioni gastriche (in caso di acque salse isotoniche ed ipotoniche) oppure di limitare l’attività secretiva (acque salse ipertoniche), svolgendo così l’azione di supporto terapeutico sulla base delle specifiche esigenze e del risultato finale che si desidera raggiungere attraverso il loro impiego.

Proprio il livello di tonicità delle acque salse, determinato dalla specifica concentrazione di cloruro o di sodio, consente infatti di generare sulle mucose gastriche un effetto benefico di egual misura, ma di segno opposto, andando a regolarizzare la produzione di secrezioni a livello gastrico, sia in caso di eccesso fisiologico, sia in caso di carenza.

Per questa ragione, le acque cloruro-sodiche vengono impiegate tanto per la cura di disturbi legati a gastrite, costipazione, dispepsia ed altre disfunzioni quanto nelle insufficienze digestive aspecifiche caratterizzate da iposecrezione ed ipomotilità gastrica, nelle patologie infiammatorie croniche delle vie biliari, nelle discinesie, nella sindrome post-colecistectomia ed in alcune colelitiasi.

La rapidità di assunzione (tempo di bevuta in pochi minuti) favorisce gli effetti lassativi. La stimolazione dei processi digestivi si esplica su stomaco e duodeno a vari livelli e comprende: aumento della velocità di svuotamento dello stomaco, stimolo della secrezione gastrica, biliare e pancreatica con attivazione di alcuni enzimi digestivi, variazioni del pH gastrico e duodenale. L’azione sulla peristalsi delle acque ipertoniche è sfruttata nella stipsi cronica semplice ed in alcune condizioni di atonia intestinale (colon-patia funzionale o sindrome dell’intestino irritabile). L’aumento della velocità di transito intestinale è cospicuo e l’effetto lassativo e purgante delle acque salse forti si evidenzia in genere entro un’ora dall’assunzione.

L’azione colagoga, cioè di stimolo del deflusso della bile verso il duodeno, comprende l’azione colecistocinetica (contrazione peristaltica della colecisti) ed il rilasciamento dello sfintere di Oddi. E’ inoltre presente un’azione antispastica sulle vie biliari e sull’Oddi che favorisce ulteriormente la progressione del secreto biliare e la sua immissione in duodeno. Per questi motivi le acque cloruro-sodiche sono impiegate nelle patologie infiammatorie croniche delle vie biliari, nelle discinesie, nella sindrome post-colecistectomia ed in alcune colelitiasi.

Numerose evidenze cliniche infine segnalano gli effetti benefici prodotti dalla vaporizzazione delle acque salse sulle vie respiratorie superiori, rendendo l’elemento idrico ottimale anche per la cura di disfunzioni acute o croniche delle vie aeree, come bronchiti, sinusiti, faringiti e otiti.

Disponibili lungo tutto l’arco della Penisola, le acque cloruro-sodiche si trovano maggiormente concentrare nei pressi di quelle aree vulcaniche del Meridione.

Redazione amaperbene.it

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