Vitamine e sali minerali

Vitamina A

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La vitamina A è una vitamina liposolubile, estremamente sensibile alla luce e all’esposizione all’aria, che si trova in natura sotto diverse forme, di cui le principali sono:

  • i retinoidi, presenti in alimenti di origine animale,
  • i carotenoidi, pigmenti organici presenti nelle piante o in altri organismi fotosintetici, come le alghe ed alcune specie di batteri. I carotenoidi che contengono almeno un anello di β-ionone non sostituito sono considerati precursori della vitamina A, potendo essere convertiti in retinolo.

I carotenoidi sono molecole formate da una lunga catena di atomi di carbonio (costituita da 35-40 atomi e definita catena polienica), spesso terminante in un anello. La struttura della catena permette di dividere i carotenoidi in due classi:

  • le xantofille, costituite da catene contenenti atomi di ossigeno; appartengono a questa classe importanti pigmenti come astaxantina, la luteina e la zeaxantina;
  • i caroteni, costituiti invece da molecole prive di ossigeno e formate solo da idrogeno, oltre che da carbonio. Appartengono a questa classe il licopene ed il carotene, che è forse il più conosciuto di questi pigmenti e che dà il nome alla classe, contenuto nelle carote e responsabile del tipico colore arancione di questa radice.

Il tipico colore dei carotenoidi, che spazia dal giallo pallido all’arancione fino al rosso acceso, è una diretta conseguenza della struttura molecolare di questi composti.

Pertanto, con il termine di vitamina A vengono indicati sia il retinolo sia i suoi analoghi, detti retinoidi, di cui si conoscono almeno 1500 tipi diversi, tra naturali e sintetici. La vitamina A si presenta in tre diverse forme: alcolica (retinolo), aldeidica (retinaldeide) ed acida (acido retinoico). Esse sono derivati isoprenoici, costituiti dall’unione di 4 catene di isoprene.

Gli alimenti di origine animale contengono soprattutto retinolo e suoi esteri (specie retinolo palmitato), mentre nei vegetali si trovano soprattutto carotenoidi.

Il carotene esiste in due forme dette alfa e beta; la seconda (il beta-carotene) è la forma più diffusa in natura. Il beta-carotene è un precursore della Vitamina A, per cui è chiamato anche provitamina A. Non dà effetti collaterali a dosi elevate, a differenza dell’assunzione di Vitamina A; gioca un ruolo di primaria importanza assieme alle Vitamine C e Vitamina E (potenziamento dell’azione). Assumere beta-carotene è preferibile rispetto alla assunzione di retinolo, perché mentre il corpo assume la quantità di beta-carotene che gli serve, espellendo quella in eccesso, non può fare lo stesso col retinolo, che, in eccesso, può danneggiare fegato e altri organi, essendo tossico a dosi elevate. La quantità massima di retinolo-equivalente che una persona adulta può assumere in una giornata, continuativamente e senza incorrere in rischi per la salute, è di circa 1,5 mg pro die. 6 mg di beta-carotene equivalgono a 1 mg di retinolo. Quindi, per calcolare quanto retinolo equivalente è, ad esempio, contenuto in un bicchiere di succo di carote da 200 ml (beta-carotene 1,6 mg) si divide per 6 e si ottiene la quantità di retinolo equivalente.

REq = 1,6 / 6 = 0,26 mg che in microgrammi sono 266

La vitamina A è maggiormente presente negli alimenti di origine animale, soprattutto nel fegato (di merluzzo) e nella milza, seguiti da latte e derivati e da uova (tuorlo). Dato che carne, latte e uova sono ricchi di colesterolo LDL, si consiglia di assumerla principalmente tramite pesce e derivati, oppure tramite verdura e frutta come patate dolci, carote, zucche, verdura a foglia verde scuro, peperoni rossi dolci, mango e meloni.

I carotenoidi si ritrovano negli organismi vegetali ed in particolare nella frutta e verdura di colore arancione e negli ortaggi di colore verde scuro (es. melone, pesche, albicocche, zucca, cachi, carote, spinaci, bieta, lattuga ecc.).

Nell’organismo umano il retinolo presenta numerose funzioni biologiche

  • svolge un ruolo epitelioprotettore indiscutibilmente accertato;
  • è indispensabile per i processi visivi e per le ossa;
  • è importante per la crescita e la maturazione sessuale;
  • mantiene integra la pelle e le mucose;
  • aiuta a difenderci dalle infezioni (vitamina antinfettiva).

La vitamina A agisce come cofattore nella sintesi dei mucopolisaccaridi, in quella del colesterolo e nel metabolismo degli idrossisteroidi. Nella retina, il retinale, sintetizzato dal retinolo, si combina con l’opsina per formare la rodopsina, un composto essenziale per la visione notturna.

I carotenoidi (b-carotene) vengono anche chiamati vitamine “anti-invecchiamento” per la loro azione antiossidante nei riguardi dei fenomeni perossidativi.

Il betacarotene agisce contro i radicali liberi H2O2, H, O2+, per cui svolge attività immuno-modulante ed antiossidante, innalzando il numero dei linfociti T CD4; protegge la pelle da un’eccessiva esposizione solare, stimolando la produzione di melanina che aiuta la pigmentazione cutanea. Neutralizza anche molti dei danni del fumo di sigaretta; aiuta a mantenere la vista in buona salute; è utile per la crescita e l’integrità delle cellule dei tessuti corporei.

La conseguenza clinica più tipica della carenza di vitamina A è la xeroftalmia, una malattia degli occhi che colpisce soprattutto i bambini piccoli. La carenza determina anche inibizione della crescita, deformazione delle ossa e serie modifiche delle strutture epiteliali con lesioni della pelle e delle mucose e degli organi riproduttivi, infezioni frequenti (tipicamente nelle donne le cistiti ricorrenti). Una carenza di questa vitamina nel nostro organismo ha effetti negativi anche sui capelli, che si traducono in alterazioni delle ghiandole sebacee, nella formazione di forfora e di capelli secchi e nel costante e sempre più evidente ispessimento del cuoio capelluto.

La carenza di vitamina A in alcuni Paesi con un basso tenore di vita è inoltre associata a infezioni respiratorie, diarrea e aumento della mortalità.

Studi epidemiologici [The ATBC cancer prevention study group] hanno evidenziato una correlazione significativa fra l’insorgenza di cancro e l’assunzione (in alte dosi per anni) di betacarotene tramite cibo nei fumatori, confermando viceversa l’azione positiva anticancro del betacarotene in quanti non fumano. Nei fumatori o nelle persone esposte ad asbesto la supplementazione con betacarotene potrebbe portare ad un lieve incremento del tumore polmonare e della mortalità.

Proprietà farmacocinetiche
Il metabolismo che trasforma il carotene in vitamina A è lento, pertanto una quantità in eccesso di carotene (livelli ematici di carotene > 250 µg/dl, corrispondenti a>4,65 mmol/l) può originare una carotenosi, in cui la cute (ma non le sclere) assume un colorito giallo intenso, in particolare modo a livello della palma delle mani e della pianta dei piedi.

Indicazioni
A scopo terapeutico, il retinolo ha trovato impiego per la prevenzione e trattamento delle carenze di vitamina A e nella gestione dei disordini della cheratinizzazione. Tuttavia, a causa della sua potenziale tossicità, il retinolo è stato sostituito da analoghi della vitamina A, quali tretinoina ed isotretinoina. Più di recente, una particolare attenzione è stata posta nei confronti delle proprietà antiossidanti e di scavenger dei radicali liberi del retinolo, che hanno suggerito un possibile utilizzo della vitamina A quale agente antitumorale.

I pazienti in trattamento con retinoidi (soprattutto per uso sistemico) che assumono prodotti a base di vitamina A dovrebbero ridurre o interrompere l’assunzione di tali supplementi in modo da evitare un possibile effetto additivo con i retinoidi. In tali casi, la dose di vitamina A esogena da assumere non dovrebbe superare le 4000-5000 UI/DIE.

Assunzione quotidiana

L’EFSA ha stabilito i seguenti livelli di assunzione quotidiana di riferimento per la popolazione (PRI in breve) relativi alla vitamina A:

  • 750 µg per gli uomini e 650 µg per le donne;
  • 250-750 µg per neonati e bambini.
  • 700 µg per donne in gravidanza, valore che risulta superiore al PRI per gli adulti al fine di tenere conto delle esigenze del feto e della crescita dei tessuti materni.

L’analisi dei dati contenuti nella banca dati particolareggiata dell’EFSA sul consumo di alimenti e nella banca dati sulla composizione nutrizionale evidenzia che nell’UE l’assunzione media di vitamina A si colloca tra 409 e 651 μg/al giorno per i bambini da 1 a 3 anni di età; tra 597 e 1 078 μg/al giorno per gli adolescenti (da 10 a 18 anni di età); e tra 816 e 1 498 μg/al giorno per gli adulti. E’ importante infine che durante la supplementazione con vitamina A si associ la somministrazione di quei nutrienti che intervengono nel suo metabolismo quali vitamina E, zinco, iodio.

Interazioni
L’assorbimento della vitamina A viene ridotto dalla contemporanea assunzione di colestiramina. I pazienti in trattamento cronico con tale farmaco possono necessitare dell’assunzione di preparazioni idrosolubili di vitamina A.

Le tetracicline possono interagire a vari livelli con i retinoidi. In letteratura vengono riportati casi di ipertensione intracranica benigna in pazienti sottoposti alla somministrazione concomitante di vitamina A e tetracicline. Papilledema, cefalea, nausea vomito e disturbi della visione posso rappresentare segnali precoci di tale effetto. Le tetracicline possono anche incentivare la fotosensibilizzazione indotta dal retinolo e dai suoi derivati.

L’assunzione di orlistat (un farmaco specifico per il trattamento dell’obesità) può causare un malassorbimento delle vitamine liposolubili. In particolare, l’assorbimento del beta-carotene viene ridotto di circa il 30% nei pazienti trattati con orlistat. Ai pazienti in trattamento con tale farmaco viene dunque raccomandato di utilizzare supplementi multivitaminici (contenenti vitamine A, D, E, K e beta-carotene) la cui assunzione dovrebbe essere distanziata di almeno due ore da quella dell’orlistat.

Redazione amaperbene.it

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