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Veronica | Veronica officinalis

La veronica è una delle erbe officinali più utilizzate in erboristeria per la preparazione di infusi e tisane efficaci contro le malattie da raffreddamento, i disturbi digestivi e molte affezioni cutanee.

La Veronica officinalis appartiene al genere delle piante perenni, alla famiglia delle Scrofulariacee, originaria dell’Europa, dell’Asia e del Nord-America. In Italia questa pianta cresce spontaneamente nella zona submontana e in quella alpina, anche oltre i 2000 metri di altitudine. E’ una pianta perenne, cespitosa, abbondantemente ricoperta da uno strato di peli, spontanea, cresce preferibilmente nei boschi di latifoglie, nei prati, nelle brughiere, lungo le siepi, in terreno sabbioso o argilloso, predilige esposizione soleggiata e clima caldo e piuttosto umido. Si sviluppa su un rizoma esile, strisciante e con radici fibrose, i fusti prostrati a terra, lunghi circa 40-50 cm, sono ricchi di nodi, dai quali si sviluppano nuove radici fibrose, la porzione terminale, portante le infiorescenze, è ascendente o eretta. Le foglie, di colore verde azzurro, opposte a due a due, sono sessili oppure dotate di un picciolo molto corto, dilatato alla base, di forma molto variabile da quasi rotonda, a ovale o ellittica, hanno il margine seghettato e la superficie vellutata per la presenza di un folto strato di peli. I fiori, di colore azzurro chiaro tendente al lilla, sono riuniti in racemi allungati, oppure in grappoli piramidali inseriti nella parte terminale dei fusti, compaiono generalmente dalla fine della primavera all’inizio dell’estate, ha secondo della quota, la corolla è tubolare alla base e divisa in quattro lobi. Il frutto infine è costituito da una capsula cuoriforme o sub triangolare con la superficie pubescente e leggermente reticolata. Si riproduce spontaneamente per semina. Per il colore blu intenso dei suoi fiori, è conosciuta anche con il nome di occhi della Madonna ed è spesso confusa con il genere Myosotis per la somiglianza delle infiorescenze.

E’ una pianta molto apprezzata nell’antica farmacopea;  infatti, il suo uso medicinale risale al Medioevo, epoca in cui era conosciuta con il nome di Herba Veronica majoris ed era considerata un efficace rimedio per numerosi disturbi dell’apparato digerente, respiratorio e per molte affezioni cutanee. Era conosciuta e utilizzata anche per gli effetti aperitivi, tonici,  digestivi e e stomachici che è in grado di promuovere nell’organismo, sopratutto in caso di inappetenza, digestione lenta, dolori gastrointestinali e malattie del fegato. Il suo consumo abituale esercita anche un’azione galattagoga, diuretica e depurativa, utile in caso di reumatismi e gotta.

Le principali proprietà officinali sono imputabili al suo complesso fitoterapico, composto prevalentemente dai seguenti principi attivi: olio essenziale, resine, tannini, acidi organici, principi amari, veronicina, glucosidi, tra cui in particolare aucuboside. Consumata sotto forma di infuso o tisana, la veronica è un valido espettorante e si presta alla cura della bronchite, del raffreddore, della tosse e del catarro.

Per uso esterno, infine, possiede ottime qualità astringenti, cicatrizzanti, antinfiammatorie, lenitive ed emollienti, indicate in caso d’irritazioni cutanee e infezioni delle mucose interne della bocca e della gola.

La Veronica officinalis dal XIX secolo fu impiegata notevolmente come sostituto e surrogato del tè e per questo motivo fu soprannominato “tè svizzero” o “tè nostrale”; possiede un sapore e un aroma molto gradevoli, che conferiscono alle sue preparazioni, molto dissetanti, un profumo intenso e un gusto delicato.

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