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Pomelo | Citrus Maxima

Il pomelo (Citrus maxima) chiamato pummelo o pamplemousse o pampalone è un agrume esotico che produce frutti commestibili molto grandi con polpa succosa dal sapore dolciastro con retrogusto acido che ricorda quello del pompelmo o dell’arancio amaro. Il Citrus maxima è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutaceae e al genere Citrus. Secondo Maisto è il più antico agrume coltivato dall’uomo. È ritenuta una delle tre specie da cui derivano tutti gli agrumi oggi conosciuti, assieme al cedro e al mandarino. Ci sono 3 tipi di pomelo: il bianco, il rosso ed il rosa.

Originario della Cina meridionale, questo splendido albero sempreverde viene largamente coltivato per la commercializzazione dei suoi grandi frutti succosi in tutti i Paesi del Sud-Est asiatico e nelle aree geografiche caratterizzate da un clima caldo. Viene coltivato anche in Italia nelle regioni con clima invernale, in Liguria e soprattutto in Sicilia.

Il pomelo è un albero sempreverde con portamento vigoroso e arrotondato che può raggiungere anche i 6 metri di altezza, variamente ramificato e dotato di spine; ha un robusto e profondo apparato radicale che la tiene saldamente ancorata al suolo; presenta foglie lunghe di forma lanceolata e di colore verde scuro. La fioritura avviene in primavera generando fiori profumati e bianchi sia singoli che riuniti in gruppo, che in alcune zone vengono utilizzati per la produzione di profumi, a cui fanno seguito i frutti che maturano in autunno ed in inverno. I suoi frutti, i pomeli, aventi un diametro di circa 30 cm e un peso variabile da 1 a 2 kg, sono i più grandi tra gli agrumi ed hanno forma sferica alla base ed allungata verso l’estremità; la buccia è liscia ed assume tonalità verdino o gialla in piena maturazione, facilmente staccabile dalla polpa che è suddivisa in 11 o 12 spicchi molto grandi e, nella maggior parte delle cultivar sono facilmente separabili gli uni dagli altri (gli spicchi del pomelo sono rivestisti da una spessa buccia ialina, facile da togliere  al momento del consumo); la polpa si presenta di colore giallo chiaro con semi e dal sapore tipico del pompelmo.  E’ una pianta che ama il clima caldo tropicale e quindi cresce bene nelle zone a temperatura media di circa 28°, con regolari precipitazioni da maggio a settembre e scarse nella fase di maturazione dei frutti; non tollera le basse temperature e predilige esposizioni in luoghi soleggiati, ma si adatta a posizioni di penombra.  Il terreno di coltivazione deve essere di tipo argilloso, profondo, leggermente acido, ricco di sostanza organica e arricchito con sabbia e limo ben drenante, arricchito con limo e sabbia. Cresce bene anche nei terreni salini e pare che secondo alcuni esperti agricoltori Tollera bene anche terreni con un certo grado di salinità. Secondo esperti agricoltori, la salinità del terreno migliora le caratteristiche organolettiche dei pomeli.

Esistono ben 22 varietà di Citrus maxima che sono coltivate in Thailandia, Indonesia, Giappone, California. Sono poche, però, le varietà che si trovano in vendita. Le più note sono:

  • Pomelo Banpeiyu – Conosciuto come agrume o pomelo giapponese è una delle varietà più coltivate nei paesi asiatici, prevalentemente in Giappone. E’ un albero molto grande che produce frutti composti da 15 a 18 spicchi con polpa succosa dal sapore acidulo-dolciastro e di colore giallo chiaro. I pomeli di questa varietà si conservano bene per molti mesi. Il banpeiyu in Giappone viene utilizzato come rimedio naturale per il raffreddore e come essenza aromatizzante dell’acqua della vasca da bagno.
  • Pomelo Kao Pan – E’ una varietà molto diffusa coltivata da più di 100 anni prevalentemente in Thailandia. Produce grandi frutti globosi con buccia sottile e liscia di un bel colore giallo. La polpa succosa e dal sapore dolce-acidulo è divisa in 12-15 spicchi difficili da separare. Questa cultivar anche se molto produttiva è molto delicata.
  • Pomelo Kao Phuang – Anche questa varietà è la più coltivata e commercializzata della Thailandia. Si tratta di una pianta molto vigorosa e spinosa. Produce una buona quantità di pomeli piriformi con buccia lucida, spessa, di colore verde-gialla. La sua polpa è divisa in 11-13 spicchi facilmente separabili; ha un sapore un po’ acido e contiene pochi semi.
  • Pomelo Hirado Buntan – E’ la seconda varietà più coltivata e commercializzata in Giappone soprattutto nella prefettura di Nagasaki. Questa cultivar a differenza delle altre ha foglie molto grandi, spesse e alate ai bordi ed è facilmente riconoscibile per la forma dei suoi frutti globosi leggermente schiacciati ai poli. Il frutto ha la buccia, liscia, quasi lucida e di colore giallo. La polpa è suddivisa in numerosi spicchi con pellicole molto sottili. La polpa, bianca o debolmente giallo-verde, è mediamente succosa, di sapore moderatamente acido e leggermente amaro. Il pomelo Hirado Buntan è una cultivar che può essere coltivata facilmente anche nelle regioni meridionali del nostro Paese in quanto mostra una maggiore tolleranza al freddo.

Il pomelo è un frutto a basso contenuto di proteine e lipidi, un buon contenuto di vitamina A e tracce di B1, B2, B3 e B6, ma ricco di vitamina C (circa 60 mg), che potenzia le difese immunitarie, facilita l’assimilazione di ferro nell’organismo, combatte i radicali liberi. Contiene inoltre acido folico (vitamina B9, utile in gravidanza) e betacarotene. Grazie alla ricchezza in fibre (contiene circa il 25 % del nostro fabbisogno giornaliero) è ottimo per l’intestino pigro, stimola la produzione dei succhi gastrici e favorisce il transito intestinale, combatte l’ipercolesterolemia e il diabete. Il pomelo è strettamente correlato con il pompelmo col quale condivide un enzima brucia grassi, la carnitina palmitoil transferasi. Inoltre, contiene circa il 37 % del fabbisogno giornaliero di potassio, un elettrolita con proprietà vasodilatatrici in grado di apportare benefici per tutto l’apparato cardiocircolatorio.

Il pomelo è molto buono consumato al naturale, un frutto medio corrisponde in genere ad almeno quattro porzioni, ma spesso viene utilizzato come ingrediente in insalate oppure per accompagnare legumi. In Cina si consuma anche la buccia, che può essere cucinata, stufata o brasata, oppure candita. Il pomelo è un frutto che può essere consumato anche da chi segue una dieta dimagrante perché il suo apporto calorico molto basso, pari a quello dell’arancia e addirittura inferiore a quello del mandarino: infatti 100 grammi di polpa apportano circa 35 kcal.

Una particolare attenzione al consumo di pomelo va posta da quei soggetti che assumono farmaci che vengono metabolizzati dal citocromo P450 3A4 (CYP3A4): il pomelo, come il pompelmo, contiene infatti furanocumarine che possono ridurre in misura importante l’attività dell’enzima alterando significativamente l’attività di numerosi farmaci tra i quali:

  • antiaritmici, come amiodarone, propafenone, carvedilolo e chinidina;
  • antibiotici, come ad esempio la claritromicina;
  • alcuni ansiolitici della classe delle benzodiazepine;
  • alcuni farmaci impiegati in chemioterapia;
  • corticosteroidi come il prednisone;
  • calcioantagonisti come felodipina, nicardipina, nifedipina, nimodipina e nisoldipina; warfarin, un noto farmaco anticoagulante.

In California si coltiva una varietà di pomelo ibrido con polpa rossa simile a quelle delle arance rosse e noto con il nome di Valentine, un frutto molto buono che riunisce le caratteristiche genetiche del pompelmo, del mandarino e del pomelo.

In Liguria il pomelo è noto come sciaddocco nome derivato dal cognome del capitano inglese Shaddock che lo introdusse per primo in Giamaica, nel XVIII secolo.

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