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Crespino | Berberis Vulgaris

Il crespino comune (nome scientifico Berberis vulgaris L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle Berberidaceae, diffusa in Europa continentale ed in Medio Oriente.

Il nome del genere deriva dal greco Berberi, che significa Conchiglia, per via dei petali fatti a conca. Il nome Crespino deriva dal latino “acrispinum”, che significa “dalle spine acute”: i rami sono infatti coperti di aculei, coi quali l’arbusto si difende dagli erbivori e grazie ai quali è adatto a delimitare i confini delle proprietà. Le abbondanti punte acuminate, inoltre, circondano le bacche, rosse e acidule, rendendone difficoltosa la raccolta. Proprio per la presenza di spine e per il sapore pungente dei frutti, in alcune zone del Paese la pianta è nota col nome popolare di “spina acida”.

Il crespino comune è un piccolo albero o un arbusto alto da uno a tre metri, latifoglie. Ha grosse radici scure all’esterno e gialle all’interno; l’arbusto presenta rami spinosi. Le foglie sono semi-persistenti, sono ellittiche, si restringono alla base in un corto picciolo e arrotondate all’apice; la superficie è larga e lucida, il margine è dentellato; sono alterne sui rami lunghi oppure sono riunite in fascetti su dei rametti molto corti, alla base di ognuno dei quali è presente una spina composta da tre a sette aculei pungenti. I fiori sono gialli con sei petali, sono piccoli e riuniti in mazzetti. Il frutto è una bacca lunga 1 cm commestibile, rossa e persistente sulla pianta, che contiene da due a tre semi dal guscio corneo. La fioritura si ha ad aprile-maggio e la maturazione avviene a luglio.

Cresce nelle zone aride montane, ai margini dei boschi, nelle siepi, nei pascoli fra i 100 e i 2000 m.

Il crespino comune con le sue spine può essere impiegato come pianta antintrusione per delimitare confini degli appezzamenti ma anche di giardini, aiuole. La pianta è resistente e rustica, tollera abbastanza le potature, non teme il freddo e resiste a brevi periodi di siccità. inoltre è un’erba officinale ed un’erba medicinale.

Possiede proprietà amaricanti, toniche, astringenti, febbrifughe, depurative, diuretiche.

Il Crespino è noto da tempo per la azione depurativa, soprattutto in caso di disturbi epato-biliari, ma anche del tratto gastro-intestinale, nonché disinfettante e lenitiva delle vie urinarie; ha effetti sul cuore (ne rallenta il battito) e sulla pressione (che viene abbassata). Viene impiegato nel trattamento di disturbi digestivi quali dispepsia, diarrea, gastrite, distensione addominale e flatulenza. Gli estratti della pianta sono risultati efficaci anche per la gestione della diarrea di origine batterica, del tracoma oculare e della leishmaniosi.

I suoi principali costituenti includono alcaloidi isochinolinici quali berberina, oxicantina, berbamina, jatrorrizina e magnoflorina. La berberina è in grado di sovraregolare l’espressione del gene per la glicoproteina P, riducendo la ritenzione di farmaci chemioterapici come il paclitaxel. Inoltre, la berberina interagisce con la ciclosporina aumentandone del 75% i livelli plasmatici.

Grazie alla sperimentazione in vitro è stato dimostrato che la berberina possiede un meccanismo d’azione diverso da quello delle statine; infatti non agisce bloccando la sintesi endogena del colesterolo (meccanismo delle statine) ma aumentando l’attività del gene per il recettore del colesterolo presente nel fegato: in pratica la berberina aumenta la capacità del fegato di catturare e metabolizzare il colesterolo in eccesso; di conseguenza, facilitandone il riassorbimento dal sangue, produce una diminuzione media della concentrazione ematica di colesterolo del 29% e del 35% circa di trigliceridi.

I frutti raccolti possono essere usati in cucina. A maturazione, in estate a luglio, i frutti hanno un sapore aspro-acido e non sono molto buoni. Dopo le prime gelate, in autunno, i frutti si addolciscono e possono venire usati per preparare marmellate, confetture e sciroppi dal sapore forte e gradevole. In ogni caso solitamente i frutti non si consumano allo stato fresco. Sono molto ricchi di acido malico (e a questo si deve il loro sapore acido) e di vitamina C. Per chi si accingesse a raccogliere le bacche, è consigliata cautela per via delle terribili spine.

In altre tradizioni culinarie, come ad esempio quella russa e soprattutto l’iraniana, i frutti vengono utilizzati spesso per bevande gassate e succhi ma anche per piatti di carne. In Iran vengono consumati solitamente secchi e in piatti della tradizione come il zereshk polo.

L’uso di prodotti a base di crespino dovrebbe essere evitato in pazienti sottoposti a trapianto di rene.

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