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Nutrirsi e non semplicemente alimentarsi

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Alimentarsi e nutrirsi non sono la stessa cosa. Quando ci alimentiamo infatti non facciamo altro che introdurre del cibo nel nostro corpo, senza pensare tanto a cosa introduciamo; in sostanza, alimentarsi equivale a mangiare.

Di contro, nutrirsi ha a che fare con le proprietà nutrizionali di ciascun cibo, con l’apporto che determinate sostanze ha sul nostro organismo. La nutrizione, dunque, serve a capire quali sono gli elementi fondamentali di cui il corpo ha bisogno al fine di avere un’alimentazione corretta. La nutrizione è una scienza, mentre l’alimentazione equivale ad un comportamento.

Il cibo è più che un semplice alimento; è relazione, cultura, identità, ma anche integrazione tra culture, impegno, cura; il cibo in sé è portatore di una “storia di filiera”, ha un valore complesso dato da numerosi significati che si sovrappongono e si integrano: nutrizionale, fisiologico, storico, sociale, agricolo, ecologico, politico, relazionale, culturale, tradizionale, tecnologico, ecc….

Per nutrirsi correttamente e non semplicemente mangiare per riempire lo stomaco o per gola, bisognerebbe in primo luogo assecondare quanto più è possibile i ritmi biologici (es.,  mangiare solo se si ha fame; se malati, non sforzarsi di ingerire qualcosa a tutti i costi).

Se si ha fame, limitarsi ad un pasto frugale, alzandosi da tavola ancora con un po’ di fame.

Idratare sempre il nostro corpo, anche dall’interno, con acqua oligominerale, minimamente mineralizzata o anche con determinati sali minerali, e bere almeno due litri di acqua (ma anche di tisane, tè verde, passati di verdura) al giorno.

Non assumere integratori se non dietro consiglio medico, perché non sono utili in presenza di una alimentazione sana, varia, equilibrata.

  • Combattere l’insana tendenza a massificare il tipo di alimentazione ma difendere usi e tradizioni che confermano per il cibo il suo ruolo identitario, come espressione di un patrimonio di saperi, indicativo delle specialità locali, dei modi tradizionali di produrre e consumare, delle storie legate agli alimenti e ai piatti tipici. Le ricette tradizionali sono più di un elenco di ingredienti, sono un racconto della civiltà e delle comunità a cui appartengono, una narrazione che si tramanda, che unisce e coinvolge in quanto strumento di convivialità, una testimonianza che – soprattutto nelle piccole comunità – si fa convivialità, invito a fermarsi, degustare, gradire, condividere. In simili contesti si può fare esperienza diretta del cibo nelle sue svariate forme e si può anche recuperare il senso del tempo necessario a produrlo, a prepararlo e a consumarlo. Un tempo che restituisce all’individuo ritmi naturali, che sfuggono sempre più al mondo caotico contemporaneo.
  • Per una corretta definizione del regime alimentare ideale di una persona, ovvero quello più aderente ai fabbisogni e rispondente alle esigenze, occorre attivare un percorso che inizia dalla scelta degli alimenti, prosegue col modo di prepararli all’uso e cucinarli, a come consumarli. Per tale obiettivo è di importanza cruciale
  • conoscere i principi nutritivi fondamentali che permettono di rispettare una dieta sana, completa ed equilibrata;
  • avere cognizioni circa i processi di trasformazione e conservazione dei cibi, per poterne effettuare l’acquisto e il consumo in modo corretto;
  • imparare a leggere le etichette per scegliere il prodotto «giusto», dopo aver valutato proprietà, composizione, tracciabilità, sicurezza e tutti quegli elementi che ne determinano la scelta.

Redazione amaperbene.it

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