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Bupleuro | Bupleurum falcatum

Il bupleuro falcato è una specie eurasiatica presente in tutte le regioni dell’Italia continentale salvo che in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e forse Veneto. Cresce su pendii aridi, in cespuglieti, in boschi cedui aperti,  in campi, siepi a quote comprese tra i 0-2500 metri sul livello del mare. Il suo periodo di fioritura è compreso tra i mesi di Luglio-Agosto.

Il nome generico fu usato già da Ippocrate: deriva dal greco “bous” (bue) e “pleuron” (costola), alludendo alle nervature fogliari molto pronunciate di alcune specie; il nome della sottospecie in latino significa “prono”, “chino”. Questo nome venne usato per la prima volta da Ippocrate e quindi ripreso, in tempi relativamente moderni, dal Tournefort e da Linneo. Ma è ad opera del botanico francese Antoine-Laurent de Jussieu (1748-1836) che tale genere venne collocato nella famiglia delle Umbelliferae.

In tedesco le piante di questo genere vengono chiamate “Hasenoehrchen”, mentre in inglese si chiamano “Hare’s-ear” e in francese “Buplevre” o “Oreille de lievre” (nome quest’ultimo che in italiano viene riservato ad una particolare specie di questo genere: Bupleurum stellatum).

Bupleuro è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Apiaceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza ad ombrella. Il genere Bupleurum comprende un centinaio e oltre (fino a 200) di specie, secondo le varie classificazioni, in prevalenza proprie del Vecchio Continente (a parte qualche specie spontanea dell’Africa meridionale e dell’Asia). Nella flora spontanea italiana sono presenti una quindicina di tali specie.

In alcuni trattati si indicano le piante del genere Bupleurum capaci di un’azione psicotropa e ansiolitica. In altri si consigliano i decotti di Blupeurum per rilassare i tendini. Inoltre prodotti erboristici di questa specie vengono usati in chimopuntura (reumatismi autoimmuni). L’uso più comune per bupleurum falcatum è nel trattamento di patologie del fegato. Oltre a ridurre l’infiammazione del fegato, l’erba è stata utilizzata per il trattamento di lievi a moderate disfunzioni cerebrali derivanti da traumi cerebrali. Inoltre, bupleurum è utilizzata in combinazione con altre erbe cinesi per ridurre la febbre e agire come stabilizzante dell’umore.

Nelle nostre zone queste piante non sono molto conosciute come specie eduli, mentre in Giappone si consuma a scopo alimentare il Bupleurum falcatum (in quelle regioni esiste una normale coltivazione orticola di questa pianta).

Alla pianta vengono attribuite proprietà diverse: analgesiche, antibatteriche, antiinfiammatorie, antipiretiche, antivirali, carminative, diaforetiche, emmenagoghe, emolitiche, sedative. Principi attivi: saponine terpeniche (saikosaponine), adonitolo, stigmastenolo, α-spinasterolo, δ-22-stigmastenolo, δ-7-stigmasterolo, polisaccaridi pectinici.

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