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Asaro | Asarum europaeum

Asaro, noto comunemente come nardo selvatico, renella, asarabacca e ginger selvatico europeo, è un’erba della famiglia delle Aristolochiaceae; il suo habitat è presso i boschi umidi di latifoglie, luoghi ombrosi nella zona dell’Eurasia; l’asaro è una pianta erbacea perenne sempreverde a rizoma tortuoso, stolonifero; foglie reniformi, grandi, leggermente coriacee, verde scuro lucente alla pagina superiore, brunastre su quella inferiore con fiori viola scuro; le radici sono molto piccole e di tonalità biancastra, che si diffondono nel terreno strisciando in profondità e diramandosi in diverse direzioni: le radici, se essiccate, non sono particolarmente sgradevoli da mangiare in quanto hanno si un gusto forte, ma abbastanza dolciastro e sopportabile. Per raccogliere le radici ed utilizzarle in vario modo è necessario aspettare il periodo giusto, ovvero quello che va dalla primavera all’autunno.

Se strizzata con le dita, la pianta emana un odore simile alla trementina e il suo sapore acre provoca la nausea. Il nome volgare starnudina richiama la proprietà sarnutatoria di questa pianta, che, inoltre, si usa come emetico. L’altro nome volgare erba pèvaro ne ricorda l’odore pepato. Se si prova a masticare un pezzetto di rizoma di asaro questo dà una sensazione di formicolio alla lingua e attenuandone la sensibilità, lasciando in bocca, dopo qualche tempo, un gusto dolciastro.

Tra le sostanze presenti nell’Asaro maggiormente significative sono: asarina, tannino, mucillagine, resina. Se se ne distillano foglie e radici, si ottengono l’asarite, l’asarone e l’olio essenziale.

All’asaro vengono attribuite proprietà espettoranti, anti-starnuti, lassative, diaforetiche, emeto-catartiche; il suo estratto provoca nausea e vomito se assunto per via orale (un fattore che può tornare davvero utile in casi di morsi o punture velenose), ma funziona come una vera e propria purga nei confronti del sistema urinario, aiutando anche ad espellere muco e catarro dalle vie respiratorie.

Tornando agli impieghi utili e positivi, si può unire l’asaro a sostanze come il miele o il latte di capra per ottenere dei preparati che facilitano lo spurgo di catarro e la conseguente azione depurativa anche della milza e del fegato. Utilizzato con queste modalità, si può considerare  un ottimo rimedio naturale anche per idropsia ed ittero visto che è in grado di agire positivamente sulle infiammazioni e le infezioni che possono presentarsi nell’organismo.

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