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Aloe | Aloe vera L.

L’Aloe vera è una pianta carnosa perenne, a portamento arbustivo, appartenente alla famiglia delle Asfodelacee; predilige i climi caldi e secchi. Si conoscono circa 350 specie di Aloe e di queste 125 sono distribuite nel Sudafrica; tra tutte, quella più usata in fitoterapia è l’Aloe vera.

L’uso dell’aloe è molto antico, risalente a migliaia d’anni a.C. come testimoniato dal testo cuneiforme di alcune tavolette d’argilla ritrovate nella città mesopotamica di Nippur, nei pressi di Bagdad, Iraq, e databili attorno al 2000 a.C. Nel testo si legge “… le foglie assomigliavano a foderi di coltelli”. L’aloe era nota e utilizzata anche presso gli egizi (es. citata nel “papiro Ebers” del 1550 a.C.) per i preparati per l’imbalsamazione (da qui “pianta dell’immortalità”) o per la cura e l’igiene del corpo o come cicatrizzante, nonché citata svariate volte nella Bibbia (es. Giovanni 19, 39: “…e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre”) quale pianta aromatica o per la preparazione degli unguenti prima della sepoltura. Per Cleopatra, l’utilizzo dell’Aloe, associato ai bagni di latte, era prodigioso per la sua bellezza. Gli antichi romani sfruttavano l’Aloe per le sue proprietà lenitive e cicatrizzanti per il trattamento delle ferite di guerra dei soldati.

Nel trattato Historia Naturalis di Plinio il Vecchio, vengono descritte le proprietà  terapeutiche dell’Aloe per i disturbi di stomaco, per accelerare la guarigione delle ferite, per il mal di testa, per i problemi di stipsi, per le irritazioni cutanee e addirittura per la calvizie. I Maya utilizzavano l’Aloe per contrastare il mal di testa.

Da allora gli studi sull’Aloe sono molto attivi in tutto il mondo. Sono presenti nell’Aloe quattro grandi classi di componenti:

  • gli zuccheri complessi – in particolare glucomannani tra cui spicca l’acemannano – nel gel trasparente interno, con proprietà cicatrizzanti e riepitelizzanti, gastroprotettive nonché immuno-stimolanti;
  • gli antrachinoni nella parte verde coriacea della foglia, ad azione fortemente lassativa (principio attivo l’aloina);
  • gli steroidi (lupeolo, b-sistosterolo, campesterolo) ai quali vengono attribuite le proprietà antinfiammatorie (l’aloe gel esercita un’azione lenitiva e calmante sui tessuti infiammati);
  • oligoelementi e svariate altre sostanze, come sali minerali, vitamine, aminoacidi, acidi organici, fosfolipidi, enzimi, lignine e saponine. Tra i minerali presenti, il manganese ed il selenio rientrano in due importanti enzimi (glutatione perossidasi e superossido dismutasi), la cui azione è espressa attraverso le potenzialità antiossidanti: sembra proprio che il loro potere anti-radicalico sia sfruttato anche per rallentare il processo di invecchiamento cellulare. Queste importanti proprietà vengono sfruttate dal mondo della cosmesi, che impiega l’aloe in creme anti-age.

Pertanto, all’Aloe vengono attribuite proprietà:

  • Attività antiossidante e anti-aging, grazie ai minerali contenuti nel succo[1] di Aloe, soprattutto manganese, rame, selenio, costituenti degli enzimi superossido dismutasi e glutatione perossidasi, due importanti agenti antiossidanti ed antinvecchiamento cellulare. L’aminoacido non essenziale prolina è parte costituente del collagene. Le saponine favoriscono una migliore e più rapida esfoliazione cellulare. Le vitamine (in particolare la vitamina C, E, B2, B6) e l’aminoacido non essenziale, cisteina, sono dei potenti antiossidanti.
  • Attività cicatrizzante e riepitelizzante. L’Aloe vera stimola la formazione di fibroblasti, precursori delle cellule epiteliali, e del tessuto connettivo, e quindi favorisce la riparazione e formazione del tessuto epiteliale, e quindi contribuisce al mantenimento dell’omeostasi dell’endotelio vascolare e del tessuto circostante. Oltre a facilitare la cicatrizzazione delle ferite, studi sperimentali su ratti e topi suggeriscono che l’Aloe vera è efficace nel trattamento delle ulcere diabetiche degli arti inferiori. L’applicazione topica di una crema contenente gel di Aloe vera può essere utile nel trattamento per i pazienti con psoriasi.
  • Attività antibatterica ed antifungina. Le aloine, contenute nel succo di Aloe vera, esibiscono anche proprietà antibiotiche e l’acido cinnamico svolge una buona azione antisettica e germicida. L’azione battericida dell’Aloe è direttamente proporzionale alla sua concentrazione; in particolare, estratti al 60% sono risultati attivi nei confronti di Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella pneumoniae, Streptococcus pyogenes; estratti al 70% su Staphylococcus aureus, estratti al 80% su Escherichia coli ed estratti al 90% su Candida albicans. Sembra avere azione battericida anche verso Mycobacterium tubercolosis e Bacillus subtilis.
  • Attività antivirale. Studi in vitro hanno dimostrato che l’acemannano, zucchero polimerico isolato nel succo di Aloe vera, in combinazione a concentrazioni sub ottimali di azidotimidina (AZT ossia un farmaco antivirale usato per il trattamento dell’AIDS) o di aciclovir, agisce sinergicamente inibendo la replicazione dell’HIV. L’attività antivirale verrebbe espletata anche nei confronti di altri virus, tra cui Herpes simplex, Paramyxovirus (il virus del morbillo). L’acemannano non ha dato effetti significativi in pazienti con AIDS conclamato.
  • Attività immunomodulante. L’acemannano è anche un potente stimolante del sistema immunitario, in quanto attiva i macrofagi e conseguentemente la produzione di citochine da parte degli stessi; favorisce il rilascio di sostanze che potenziano il sistema immunitario (come l’ossido nitrico ossia il monossido di azoto); provoca cambiamenti morfologici cellulari, in particolare interviene nell’espressione degli antigeni di superfice. L’acemannano è in grado di potenziare l’attività delle cellule T e di aumentare la produzione di interferone anche se queste azioni potrebbero essere correlate alla stimolazione dell’attività dei macrofagi. L’attività immunostimolante dell’acemannano è risultata dose-dipendente.
  • Attività antinfiammatoria e analgesica. L’Aloe vera svolge una significativa azione antinfiammatoria ed antidolorifica, per applicazione sia topica che orale, grazie alla sua intensa attività antibradichininica. La sua attività antiflogistica è mediata dall’inibizione della produzione di: prostaglandine da parte dell’enzima bradichinasi; di istamina da parte del magnesio lattato; e di leucotrieni da parte di particolari glicoproteine come l’aloctina A.

Un altro componente dell’Aloe vera con buone proprietà antinfiammatorie è il C-glicosil-cromone: applicato per via topica, il composto presenta attività antiflogistica equivalente a quella dell’idrocortisone a parità di dose, e, diversamente dal farmaco, non provoca effetti collaterali.

  • Attività gastroprotettiva. Il succo di Aloe vera trova indicazioni – anche se vi sono poche prove scientifiche a supporto – contro i più comuni disturbi dell’apparato gastrointestinale come spasmi addominali, bruciore di stomaco, dolore e gonfiore; il gel di Aloe normalizzerebbe le secrezioni intestinali, influenzerebbe la flora batterica intestinale, stabilizzerebbe il pH a livello di stomaco e intestino, migliorerebbe la funzionalità del pancreas e nel colon, limiterebbe la proliferazione degli agenti patogeni riducendo i fenomeni putrefattivi.

Il gel di Aloe può migliorare alcune forme di gastriti (ulcere peptiche) e di infiammazioni intestinali (colon irritabile); l’efficacia del gel è da attribuire alla sua azione cicatrizzante, antinfiammatoria, analgesica e alla capacità di rivestire e proteggere le pareti dello stomaco.

Il gel di Aloe vera inattiva la pepsina in maniera reversibile, inibisce il rilascio di acido cloridrico interferendo nel legame dell’istamina con le cellule parietali, è un ottimo lenitivo ed emolliente della mucosa gastrointestinale ed impedisce alle sostanze irritanti di raggiungere le ulcere. Queste attività sono riconducibili alla componente polisaccaridica, glicoproteica, enzimatica (soprattutto l’enzima bradichinasi), agli ormoni vegetali (gibberelline e auxine) e ai derivati dell’acido deidroabietico isolati recentemente nel gel di Aloe vera e capaci di inibire la secrezione di acido cloridrico.

  • Attività depurativa e lassativa. Il succo di Aloe vera svolge la sua azione detossificante nel tratto gastrointestinale grazie alla particolare composizione ed alla consistenza viscosa ed alla capacità di legare ed eliminare le sostanze tossiche prodotte nel corso dei processi metabolici riducendo così il tempo di contatto delle scorie con le mucose. L’aloina, contenuta nel latex (lattice ricavato dalla scorza della foglia), conferisce all’Aloe vera attività lassativa. In piccole dosi l’aloina agisce come tonico del sistema digerente, dando tono ai muscoli intestinali. A dosaggio più alto diventa un forte lassativo che agisce sull’intestino crasso dove stimola le secrezioni del colon e favorisce la peristalsi intestinale. Per questo motivo attualmente vengono usati altri antrachinoni come cascara e senna.
  • Attività antiasmatica. L’Aloe vera sarebbe anche in grado di esercitare azione antiasmatica.
  • Attività anti-tumorale. I numerosi studi scientifici condotti sull’argomento non hanno finora dimostrato in modo chiaro e indiscutibile che i composti a base di Aloe possano prevenire o curare il cancro nell’uomo. Questo non significa che alcuni dei composti contenuti nella pianta non possano essere utili, tant’è che molti di essi sono attualmente in fase di studio. L’attenzione dei ricercatori è rivolta soprattutto a talune molecole capaci di influenzare il sistema immunitario come per esempio l’acemannano o l’aloeride, un forte stimolante del sistema immunitario. L’emodina contenuta nelle foglie di Aloe vera, blocca in vitro la crescita delle cellule e stimola l’apoptosi, permettendo all’organismo di eliminare le cellule tumorali. Alcuni studi in vitro hanno dimostrato in particolare che l’emodina è efficace contro le cellule di tumore di testa-collo e di tumore del fegato. Infine il DEHP, sigla che indica il di(2-etilesil)ftalato, blocca le cellule di leucemia in modelli in vitro.

Infine, il succo di Aloe potenzia l’effetto antitumorale del 5-fluorouracile e della ciclofosfamide, due farmaci importanti della chemioterapia combinata.

Controindicazioni

La parte periferica della foglia contiene l’aloina, una droga antrachinonica con effetto lassativo e irritativo del colon e (si ritiene) abortivo in gravidanza. Per questo motivo è sconsigliato assumere per bocca preparati a base di aloe vera che contengano la parte esterna (verde) della foglia.

L’effetto lassativo si manifesta dopo circa 8-10 ore dall’ingestione ed è da attribuire all’aloina, il principale costituente della pianta [Campanini E, 2012].

L’uso prolungato di aloe provoca ipopotassiemia per cui è necessario porre particolare attenzione in pazienti in trattamento con digossina o glicosidi cardioattivi, diuretici tiazidici, liquirizia o cortisonici, che possono aggravare la perdita di potassio [Campanini E, 2012].

Inoltre, poiché l’aloe rallenta il tempo di transito intestinale, il suo utilizzo può ridurre l’assorbimento di farmaci assunti per via orale [Campanini E, 2012].

L’uso di aloe come di altre erbe medicinali dotate di un potenziale antiaggregante piastrinico dovrebbe essere interrotto prima di ogni intervento chirurgico.

In letteratura viene descritta un’interazione farmacologica tra aloe vera e sevoflurano evidenziatasi in una donna di 35 anni che ha manifestato un’intensa emorragia intraoperatoria, con una perdita di sangue pari a circa 5 litri, causata dalla contemporanea inibizione della sintesi di PgE da parte degli antroni glicosilati dell’aloe e all’inibizione del trombossano A2 indotta dall’anestetico [Lee A et al, 2004].

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[1] Quando si parla di “succo” o di “gel” di aloe non ci si riferisce allo stesso tipo di prodotto: nel “succo” di aloe, a differenza di quanto avviene nel “gel”, ben il 50% del contenuto deriva dalla parte più esterna e coriacea della foglia; è ricco in glucosidi antrachinonici. Ciò comporta una differenziazione nel contenuto in principi attivi che nel succo sarà caratterizzato anche da derivati idrossiantracenici (aloina), resine, olio essenziale, principi amari) ma anche – per la presenza di gel – acqua, aminoacidi, steroli, lipidi, enzimi, polisaccaridi (pectine ed emicellulose). Sono presenti, seppur in misura ridotta, gli antrachinoni, dotati di azione lassativa.

L’azione del succo sul transito intestinale è comunque meno drastica di quella del lattice: pur contenendo aloina, infatti, l’azione irritante di quest’ultima viene attenuata dalla presenza dei polisaccaridi che caratterizzano il gel.

Per quanto il gel d’aloe, privo di antrachinoni, possa risultare del tutto innocuo è bene però essere consapevoli che dosi elevate di “succo” possono causare – soprattutto nei soggetti predisposti – irritazione del tratto digerente, con nausea, gastrite, vomito, diarrea e gonfiore addominale.

In commercio, comunque, esistono formulazioni per uso orale sia a base del solo gel di aloe – tratto dalla parte centrale della foglia – sia a base di succo, ottenuto dall’intera foglia.

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