Il microbiota come regolatore epigenetico

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Negli ultimi anni è emerso chiaramente che il microbiota intestinale non è solo coinvolto nella digestione, ma è un vero organo metabolico ed epigenetico.
Il microbiota intestinale agisce come un potente regolatore epigenetico, modulando l’espressione genica dell’ospite attraverso metaboliti come gli acidi grassi a catena corta (SCFA), in particolare il butirrato. Queste sostanze influenzano le modificazioni del DNA e degli istoni, influenzando infiammazione, sistema immunitario e metabolismo. Una dieta ricca di fibre ne sostiene l’azione protettiva.
I microrganismi intestinali:
- producono metaboliti bioattivi
- influenzano il sistema immunitario
- regolano l’espressione genica dell’ospite.
Uno dei meccanismi principali è proprio la modulazione della metilazione del DNA e delle modificazioni epigenetiche.
Il microbiota intestinale produce una vasta gamma di molecole bioattive e metaboliti che svolgono funzioni protettive essenziali per la salute umana, agendo sia localmente (nell’intestino) che a livello sistemico. Queste molecole supportano la barriera intestinale, modulano il sistema immunitario, riducono l’infiammazione e contrastano i patogeni.
Ecco le principali molecole protettive prodotte dal microbiota:
- Acidi Grassi a Catena Corta (SCFA – Short Chain Fatty Acids)
Sono i principali metaboliti benefici prodotti dalla fermentazione delle fibre alimentari da parte dei batteri intestinali (es. Bifidobacterium, Lactobacillus). Agiscono in due modi principali:
- a) Inibizione delle istone deacetilasi (HDAC)
Questo rende la cromatina più aperta e favorisce:
- espressione di geni antinfiammatori
- protezione cellulare
- riparazione del DNA.
- b) Interazione con le DNA metiltransferasi
Gli SCFA:
- influenzano l’attività delle DNMT
- modulano la disponibilità dei donatori di gruppi metile
- influenzano:
- linfociti T regolatori (anti-infiammatori)
- macrofagi
- cellule dendritiche.
Effetto:
👉 riduzione della risposta infiammatoria e miglior controllo immunitario.
Questo avviene anche tramite meccanismi epigenetici.
I tre SCFA più importanti sono:
- Butirrato: è il più importante per la salute intestinale e sistemica; è la principale fonte di energia per le cellule epiteliali del colon (colonociti); contribuisce a mantenere integra la barriera intestinale; protegge da ipometilazione globale del DNA; inibisce le istone deacetilasi (HDAC), ha proprietà antinfiammatorie e antitumorali.
- Propionato: Coinvolto nella regolazione del metabolismo del glucosio e dei lipidi, ha effetti benefici sul fegato e sulla sazietà.
- Acetato: Il più abbondante, influisce sul pH intestinale e funge da substrato energetico per altri batteri benefici.
- Metaboliti del Triptofano
Alcuni batteri intestinali metabolizzano l’aminoacido triptofano in composti come l’indolo e i suoi derivati (acido indol-propionico, acido indol-acetico). Queste molecole agiscono come ligandi per il recettore aril-idrocarburico (AhR), un meccanismo chiave per:
- Mantenere l’omeostasi immunitaria intestinale.
- Rafforzare la barriera intestinale.
- Vitamine
Il microbiota intestinale produce una piccola ma significativa frazione di vitamine essenziali, in particolare:
- Vitamine del gruppo B (B1, B3, B6, B7, B9 e B12), fondamentali per il metabolismo energetico.
- Vitamina K, essenziale per la coagulazione del sangue e la salute delle ossa.
- Acidi Biliari Secondari
Il microbiota trasforma gli acidi biliari primari (prodotti dal fegato) in acidi biliari secondari. Questo processo aiuta a regolare il metabolismo dei grassi, riduce l’infiammazione e inibisce la crescita di batteri patogeni.
- Peptidi Antimicrobici (AMPs) e Batteriocine
I batteri buoni producono sostanze, tra cui le batteriocine, che competono con i patogeni per i nutrienti e lo spazio, inibendo direttamente la colonizzazione da parte di batteri nocivi.
- Altri Metaboliti Benefici
- Prostaglandina E2: Alcuni microrganismi possono produrre composti che, tramite il sangue, raggiungono siti distanti (come i polmoni) regolando le risposte immunitarie.
- Neurotrasmettitori: Alcuni ceppi batterici producono precursori o molecole simili a serotonina, GABA e dopamina, che comunicano con il sistema nervoso centrale.
Benefici Generali
Queste molecole aiutano a contrastare l’infiammazione cronica di basso grado (tipica dell’invecchiamento), migliorano la risposta immunitaria e proteggono da malattie metaboliche come diabete di tipo 2 e obesità.
Il microbiota intestinale influenza il sistema immunitario educandolo, regolandolo e rafforzandolo. Ospitando circa il 70% delle cellule immunitarie, l’intestino utilizza i batteri commensali per distinguere patogeni da sostanze innocue, producendo metaboliti come gli SCFA (acidi grassi a catena corta) che riducono le infiammazioni e mantengono la barriera intestinale integra.
Ecco i meccanismi principali con cui il microbiota modula il sistema immunitario:
- Educazione e Sviluppo: Fin dalla nascita, i batteri intestinali “insegnano” al sistema immunitario a riconoscere i microrganismi nocivi da quelli benefici, fondamentale per lo sviluppo della tolleranza immunitaria.
- Barriera Fisica e “Resistenza alla Colonizzazione”: I batteri buoni occupano lo spazio intestinale e consumano nutrienti, impedendo ai patogeni di attecchire e proliferare.
- Produzione di Metaboliti: Batteri benefici fermentano le fibre producendo acidi grassi a catena corta (SCFA) come butirrato, propionato e acetato. Queste sostanze nutrono le cellule intestinali, riducono l’infiammazione locale e regolano le risposte immunitarie.
- Modulazione delle cellule immunitarie: Il microbiota stimola la produzione di linfociti T (inclusi i Treg) e citochine, che regolano l’equilibrio tra risposte infiammatorie e anti-infiammatorie, prevenendo reazioni eccessive e malattie autoimmuni.
- Azione a Distanza (Asse Intestino-Polmone): I segnali del microbiota, attraverso il flusso sanguigno e linfatico, influenzano le difese immunitarie in tutto il corpo, inclusi i polmoni, aiutando a contrastare virus influenzali.
Un microbiota in equilibrio (eubiosi) garantisce difese forti, mentre un’alterazione (disbiosi) può aumentare la suscettibilità a infezioni, infiammazioni croniche e malattie.
Il microbiota – repetita iuvant – regola l’espressione genica dell’ospite principalmente tramite la produzione di metaboliti bioattivi, come gli acidi grassi a catena corta (SCFA), che agiscono come segnali molecolari per modificare la struttura della cromatina e l’attività trascrizionale, influenzando metabolismo, immunità e ritmi circadiani.
Ecco i meccanismi principali:
- Produzione di Metaboliti (Segnalazione): I batteri intestinali producono metaboliti (es. butirrato, propionato) che agiscono da segnali, influenzando la trascrizione genica nelle cellule ospiti.
- Modificazioni Epigenetiche: Il microbiota può influenzare i meccanismi epigenetici, come la metilazione del DNA e la modifica degli istoni (es. acetilazione), alterando l’accessibilità dei geni.
- Modulazione di miRNA:Il microbiota è in grado di alterare l’espressione dei microRNA (non-coding RNA).
- Regolazione Immunitaria e Metabolica: Attraverso la segnalazione, i microbi attivano geni responsabili dell’omeostasi intestinale, dello sviluppo del sistema immunitario e dell’assorbimento dei nutrienti.
- Influenza sui Ritmi Circadiani: Alcuni studi suggeriscono che il microbiota intestinale influenzi l’espressione genica legata ai ritmi circadiani metabolici, ad esempio attraverso l’acetilazione degli istoni.
- Produzione di Neurotrasmettitori: Il microbiota è in grado di produrre o modulare neurotrasmettitori, come la serotonina e la dopamina, influenzando l’espressione genica nel cervello viscerale.
In sintesi, i microrganismi del microbiota agiscono come veri e propri regolatori, modificando l’attività del genoma umano.




Microbiota e disponibilità dei donatori di metile
Il processo di metilazione richiede molecole come:
- folati
- vitamina B12
- metionina
- colina
- betaina.
Il microbiota:
- contribuisce alla sintesi di alcune vitamine del gruppo B
- influenza l’assorbimento dei nutrienti metilanti
- regola il metabolismo della S-adenosilmetionina (SAM).
Quando il microbiota è alterato:
👉 la metilazione diventa inefficiente.
Disbiosi, infiammazione e invecchiamento
La disbiosi (squilibrio del microbiota) è associata a:
- riduzione dei batteri produttori di butirrato
- aumento di specie pro-infiammatorie.
Conseguenze:
1) Riduzione degli SCFA
Questo porta a:
- maggiore permeabilità intestinale
- passaggio di endotossine nel sangue
- attivazione del sistema immunitario.
2) Alterazioni epigenetiche
La carenza di SCFA:
- modifica l’attività delle DNMT
- favorisce l’espressione di geni infiammatori.
3) Inflammaging
Il risultato è una infiammazione cronica di basso grado, che accelera:
- aterosclerosi
- diabete
- neurodegenerazione
- fragilità.


Alimentazione e stile di vita modulano la metilazione attraverso il microbiota.
Strategie chiave:
1) Fibre e amido resistente
- legumi
- cereali integrali
- tuberi
- banana verde.
2) Polifenoli
- frutti di bosco
- cacao
- tè verde
- olio extravergine.
3) Alimenti fermentati
- yogurt
- kefir
- verdure fermentate.
4) Attività fisica
Favorisce la diversità del microbiota.
5) Riduzione di:
- zuccheri raffinati
- ultra-processati
- stress cronico.
Concetti chiave
👉 Il microbiota è uno dei principali “direttori” dell’epigenetica.
Attraverso la produzione di SCFA:
- regola la metilazione del DNA
- modula l’infiammazione
- influenza l’invecchiamento biologico.
Quindi: una dieta ricca di fibre e alimenti naturali aiuta a mantenere attivi i meccanismi epigenetici che proteggono la salute e rallentano l’invecchiamento.




