Piante ed erbe

Pino Silvestre – Pinus sylvestris L.

Il pino silvestre (Pinus sylvestris L., 1753), conosciuto anche come pino di Scozia, Pino rosso, Pigno selvadego, ed altri nomi, è un albero sempreverde della famiglia delle Pinaceae. È una specie arborea di primaria importanza nel settore forestale e selvicolturale.

Morfologia

E’ un albero dalla chioma irregolare e rada di un gradevole colore verde glauco. Può raggiungere un’altezza di 20-30 m. La corteccia è profondamente solcata, rossastra nelle prime fasi di vita per poi diventare cenerina. Le foglie aghiformi, lunghe da 3 a 7 cm, riunite in gruppi di due su un piccolo ramo; lunghe circa 3-5 cm (talvolta fino a 10 cm), di colore verde glauco, ritorte e con guaine brunastre alla base.si sviluppano longitudinalmente alla base; quelli maschili producono molto polline e sono riuniti in coni nella parte inferiore dei giovani rami, i fiori femminili sono anch’essi riuniti in coni, posti invece nella parte superiore dei rami. Il frutto si sviluppa a partire dai fiori femminili che si trasformano in una pigna ovale di 3-7 cm, con la base tonda e l’apice via via più acuto. Inizialmente verdi, poi grigio-marroncine scure, le pigne si trovano in coppie o in gruppi sugli steli ricurvi. Esse maturano e liberano i semi in tre anni.

Il pino ha un sistema di radici a fittone con radici laterali che si approfondano e si allontanano orizzontalmente, con cui può penetrare in profondità anche in strati acquiferi.

Sottospecie e varietà

Sono state descritte più di 140 sottospecie, varietà e forme botaniche. Normalmente vengono accettate tre varietà che risultano debolmente distinguibili a livello morfologico:

  • Pinus sylvestris sylvestris → in Europa, in Siberia fino all’estremo orientale del continente asiatico.
  • Pinus sylvestris hamata Steven → in Ucraina, Caucaso e Turchia.
  • Pinus sylvestris mongolica Litv. → nel nord della Cina ed attorno al lago Baikal in Siberia.

Il portamento è simile al pino marittimo (Pinus pinaster) dal quale si distingue però completamente per il colore della corteccia e delle foglie, che sono più corte e leggermente avvolte, e per gli strobili più piccoli. Nelle forme mature può ricordare il pino da pinoli (Pinus pinea) dato che la chioma è presente solo nel terzo apicale del fusto.

Distribuzione del pino silvestre

È una pianta colonizzatrice con poche pretese nei riguardi del terreno e della necessità di acqua. È una specie adattabile che preferisce terreni calcarei tra cui quelli argillosi, ma cresce molto bene sia in terreni vulcanici che acidi in generale. Resiste al freddo (microterma) ed al secco; è spiccatamente una pianta eliofila. In Italia cresce spontaneo dalle Prealpi fino a tutta la zona alpina, fino ad una quota di 2000 m..

Etimologia

L’origine della denominazione del genere “Pinus” è controversa; quella più accreditata è che nasca dal latino “pix”, “picis” ovvero “resina” riferito all’essudato che viene prodotto dalla corteccia di questi alberi. Mentre il nome “silvestre” deriva del latino “silva” ovvero “selvaggio” o “abitante delle foreste”.

Utilizzi fitoterapici

Nella medicina popolare gli aghi di pino venivano utilizzati come tali nei suffumigi. Attualmente, da essi si ottiene, per distillazione, un olio essenziale, ricco in monoterpeni, che ha azione balsamica, sedativa della tosse ed antinfiammatoria. Ad uso topico, ha azione antinfiammatoria e decontratturante. Talvolta l’olio essenziale di pino può determinare effetti irritativi sulle mucose o sulla cute soprattutto quando viene utilizzato tramite aerosol.

Impieghi

Gli impieghi del pino silvestre sono variabili. Il legname del pino silvestre si utilizza per costruzioni edilizie e navali, serramenti, strumenti musicali, mobilio, imballaggi, pasta da carta, lavori idraulici ecc.

I principali costituenti chimici delle gemme di pino, sono:

  • Olio essenziale (0,2%-0,5%), i cui componenti principali sono acetato di bornile, alfa-pinene e limonene;
  • Coniferoside;
  • Sostanze amare (pinicrina);
  • Vitamina C (Acido ascorbico).

I componenti principali dell’olio essenziale ottenuto dagli aghi di pino, invece, sono: alfa-pinene, carene, canfene, beta-pinene, limonene, mircene, cineolo, linalolo e acetato di bornile.

Per quel che riguarda l’olio essenziale di trementina purificato – ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle oleoresine di P. sylvestris – i principali costituenti chimici sono: alfa-pinene (70-87%), beta-pinene (17-27%), carene, limonene, canfene, linalolo e mircene.

Proprieta’ salutistiche principali

Usato in suffumigi, rsulta fluidificante del catarro, facilitandone l’eliminazione. Viene perciò utilizzato come antisettico in caso di raffreddore, sinusite, influenza, tosse, laringite, bronchiti croniche, nelle sindromi influenzali. Pertanto, le principali proprietà terapeutiche del Pino silvestre sono: balsamica, espettorante/emolliente delle vie respiratorie, antisettica, antireumatica.

Infuso: lasciare in infusione 2g di gemme di Pino silvestre in una tazza di acqua bollente per circa 10 minuti, filtrare e bere 2-3 tazze al giorno. Utile per un’azione balsamica e purificante su vie aeree e sulle vie urinarie.

Suffumigi: mescolare 3-4 gocce di olio essenziale con un cucchiaio di bicarbonato, successivamente sciogliere il tutto in acqua bollente. Coprire il capo con un asciugamano per inalare i vapori. Effetto espettorante ed emolliente sulle vie aeree.

Frizioni sulla pelle: diluire l’olio essenziale al 1-2% in un olio vegetale. Applicare nelle zone di interesse e massaggiare fino a completo assorbimento. Stimola la circolazione e scioglie le tensioni artro-muscolari. Favorisce la preparazione e il recupero muscolare.

Controindicazioni: La letteratura non riporta effetti tossici e secondari alle dosi indicate, fatta eccezione di sensibilità individuali alla pianta.

Redazione amaperbene.it

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