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Lillà | Syringa Vulgaris

Il lillà comune (Syringa vulgaris  L., 1753), è una pianta della famiglia delle Oleacee, appartenente al genere Syringa. È la specie più comune del genere, ed è molto coltivata per uso ornamentale.

Il lillà comune è un arbusto, dal profumo inebriante, alto fino a 6 metri, rustico e vigoroso; le sue foglie sono a forma di cuore e di colore verde chiaro, con una consistenza sottile e delicata. Ha fiori dal caratteristico colore lilla, ma ci sono anche altre varietà con fiori bianchi o viola. Ha robusti rami ascendenti, con larghe foglie cuoriformi, fiori piccoli e profumatissimi, riuniti in pannocchie piramidali, che fioriscono in aprile-maggio. In estate seguono ai fiori pannocchie con molti semi. Coltivata ad uso ornamentale, in parchi o giardini per la formazione di alte siepi, boschetti fioriti, gruppi isolati. Preferisce posizione soleggiata, suolo di medio impasto, acido o semi-acido, clima estivo umido, concimazioni regolari con fertilizzanti organici, annaffiature regolari ma non eccessive. La potatura va eseguita subito dopo la fioritura primaverile, per favorire la formazione di gemme estive che porteranno i fiori nell’anno successivo. La moltiplicazione avviene per talea, margotta, per innesto su soggetti ottenuti da seme, propaggine o per mezzo dei polloni radicali.

Il lillà è ormai diffuso e spontaneamente naturalizzato nel bacino del Mediterraneo, e viene coltivato diffusamente come pianta ornamentale con i numerosi ibridi e cultivar a fiore semplice o doppio; in Italia è comune in giardini e orti. Fin dall’antichità il Lillà è stato coltivato perché particolarmente bello, ottimo quindi per fini decorativi; gli Arabi ne apprezzavano particolarmente i fiori. In Russia però, già avevano capito la proprietà oltre l’estetica e tuttora ne ricavano un olio antireumatico.

Il nome generico in greco significa “flauto” e potrebbe derivare dall’uso dei rami per produrre flauti; il nome specifico deriva dal latino “vúlgus” (volgo) e significa “comune, diffuso, frequente”. Periodo di fioritura: aprile-maggio.

I fiori del lillà sono eduli (commestibili) e possono essere utilizzati in cucina per preparare alcune ricette. La fioritura del lillà che si ha ad aprile, soprattutto in climi freddi dove non ci sono altre fioriture rilevanti, è utilizzata dalle api per fare scorte di nettare e di polline.

Il gemmoderivato si ottiene macerando delle gemme fresche di Syringa vulgaris; tra le sue proprietà più note c’è quella di favorire la vasodilatazione coronarica, migliorando il trofismo del miocardio. Pertanto viene indicata come rimedio naturale per l’Angina pectoris, o per le sindromi coronariche e le miocardio-coronaro-sclerosi.

Un tempo era coltivato a fini terapeutici per sedare gli stati febbrili, decongestionare le vie respiratore e favorire il benessere di stomaco e fegato. L’olio ricavato dalla macerazione dei fiori era utilizzato per alleviare le più comuni affezioni reumatiche, ma anche per creare essenze aromatiche e profumi.

La leggenda narra che le Fate amassero circondarsi di fiori di Lillà e lo piantavano dove credevano si nascondesse il male per purificare il luogo infestato.

Nel linguaggio dei fiori, il lillà esprime un significato diverso a seconda del colore. Il lillà bianco indica la purezza, l’innocenza giovanile, la verginità e la fanciullezza. Il viola significa amore passionale e palpitante. Nonostante questo, in alcuni paesi del mondo donare fiori di lillà al proprio partner vuol dire comunicare la rottura del legame.

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